Per la maggior parte dei concorsi pubblici la cittadinanza italiana non è più obbligatoria. Possono partecipare i cittadini dell'Unione europea, alcuni loro familiari e diverse categorie di cittadini di Paesi terzi. Restano riservati agli italiani solo i posti che comportano esercizio di pubblici poteri o tutela dell'interesse nazionale.
Serve la cittadinanza italiana per partecipare a un concorso?
No, non sempre. Fino a pochi anni fa quasi ogni bando chiedeva la cittadinanza italiana. Oggi la regola è cambiata.
Il D.P.R. 487/1994 è stato modificato dal D.P.R. 82/2023. Oggi il requisito è uno solo, in due forme alternative. La prima è la cittadinanza italiana. La seconda è il possesso dei requisiti previsti dall'articolo 38 del D.Lgs. 165/2001.
La modifica del 2023 non ha inventato nulla. Ha allineato il regolamento dei concorsi a una regola che esisteva già dal 2001.
La spinta arriva dall'Europa. L'articolo 45 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea vieta le discriminazioni fondate sulla nazionalità nell'accesso al lavoro. Ammette eccezioni solo per gli impieghi che comportano l'esercizio di pubblici poteri.
Tradotto: la cittadinanza è una porta d'ingresso, non l'unica. Se rientri in una delle categorie previste da quell'articolo, puoi presentare domanda esattamente come un candidato italiano. Il bando resta comunque la fonte da leggere per prima. È lì che trovi la regola applicata a quel singolo concorso.
Chi può partecipare senza cittadinanza italiana?
L'articolo 38 del D.Lgs. 165/2001 individua due gruppi. Il primo riguarda l'area europea. Il secondo riguarda i cittadini di Paesi terzi con un titolo di soggiorno stabile.
Possono accedere ai concorsi pubblici:
- i cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea.
- i familiari di cittadini UE senza cittadinanza di uno Stato membro. Serve il diritto di soggiorno o il diritto di soggiorno permanente.
- i titolari del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, cioè l'ex carta di soggiorno.
- i titolari dello status di rifugiato.
- i titolari dello status di protezione sussidiaria.
Un permesso di soggiorno ordinario per lavoro o per studio non basta. È una distinzione che sfugge spesso. Verificala prima di pagare la tassa di concorso.
Quali posti restano riservati ai cittadini italiani?
L'apertura non è totale. Alcune funzioni restano precluse a chi non è cittadino italiano. Toccano l'esercizio di pubblici poteri o l'interesse nazionale. L'elenco è nel D.P.C.M. 174/1994.
Rientrano nella riserva, in sintesi:
- i posti di magistrato ordinario, amministrativo, militare e contabile. Compresi i posti dell'Avvocatura dello Stato.
- i ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio. E dei ministeri degli Esteri, dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e dell'Economia e delle finanze.
- i posti con funzioni di vertice amministrativo nelle strutture periferiche di enti statali, province, comuni e regioni.
- i posti dirigenziali delle amministrazioni dello Stato.
Su quest'ultimo punto serve una precisazione. Il Consiglio di Stato è intervenuto con la sentenza dell'Adunanza plenaria n. 9 del 25 giugno 2018. La riserva non può essere applicata in automatico a un'intera categoria. Va verificata sulle mansioni concrete del posto messo a concorso.
Quali requisiti in più servono se non sei cittadino italiano?
Chi partecipa senza cittadinanza italiana deve soddisfare tre condizioni in più. Le indica il D.P.C.M. 174/1994.
- Godere dei diritti civili e politici anche nello Stato di appartenenza o di provenienza. Se ne sei privo, il requisito manca.
- Possedere tutti gli altri requisiti richiesti ai candidati italiani. Sono titolo di studio, età, idoneità fisica e assenza di condanne ostative.
- Avere un'adeguata conoscenza della lingua italiana. Le commissioni la accertano in sede di prova. Il bando indica le modalità.
Il titolo di studio merita attenzione particolare. Una laurea conseguita all'estero non vale in automatico. Serve un provvedimento di equivalenza o di equipollenza. È un passaggio lento: conviene avviarlo prima che esca il bando. Trovi il percorso completo nella guida su equipollenza dei titoli di studio nei concorsi pubblici.
Come capisci se il profilo che ti interessa è riservato?
La riserva di nazionalità non è scritta nel bando con quella etichetta. Devi ricavarla da due elementi. Il primo è l'amministrazione che bandisce. Il secondo sono le mansioni del profilo.
Procedi in quest'ordine.
- Guarda l'ente. Se il concorso è di un ministero riservato o della magistratura, la risposta è quasi sempre negativa. Vale a prescindere dal profilo.
- Leggi la sezione requisiti del bando. Se richiede la cittadinanza italiana senza alternative, l'amministrazione ha già applicato la riserva a quel posto.
- Controlla la descrizione delle mansioni. Alcuni compiti indicano esercizio di pubblici poteri. Sono i controlli, i provvedimenti autorizzativi o coercitivi e la tutela dell'ordine pubblico.
- In caso di dubbio, chiedi. Ogni bando indica un contatto o una PEC per i chiarimenti. Scrivi prima della scadenza. E conserva la risposta.
Un profilo amministrativo o tecnico è quasi sempre aperto. Vale per comuni, aziende sanitarie ed enti di ricerca. I ruoli di sicurezza, giustizia e rappresentanza dello Stato quasi mai.
Come si dichiara la cittadinanza nella domanda?
La cittadinanza si dichiara nella domanda di partecipazione, di norma sul portale inPA. È una dichiarazione sostitutiva. In questa fase non alleghi documenti: ti assumi la responsabilità di quanto dichiari.
Tre accortezze pratiche. La prima: seleziona con precisione la tua categoria. "Cittadino UE" e "soggiornante di lungo periodo" seguono percorsi diversi. La seconda: se hai una protezione internazionale, tieni pronti gli estremi del provvedimento. La terza: rileggi la sezione requisiti del bando prima di inviare. Alcune amministrazioni chiedono dichiarazioni aggiuntive.
Una dichiarazione inesatta può costarti l'esclusione anche dopo le prove. Per capire cosa puoi autocertificare e come, leggi la guida sulla dichiarazione sostitutiva nei concorsi.
Domande frequenti
Un cittadino extracomunitario può fare un concorso pubblico?
Sì, se rientra in una delle categorie previste. Sono tre: permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, status di rifugiato, protezione sussidiaria. Un permesso ordinario per lavoro o studio non basta.
Posso partecipare a un concorso nelle forze dell'ordine senza cittadinanza italiana?
No. Il D.P.C.M. 174/1994 riserva ai cittadini italiani i ruoli civili e militari dei ministeri dell'Interno e della Difesa. Lo stesso vale per la magistratura. E per l'Avvocatura dello Stato.
Serve una certificazione di italiano per candidarsi?
Di norma no. La legge chiede un'adeguata conoscenza della lingua italiana. La commissione la accerta durante le prove. Alcuni bandi possono però richiedere una certificazione specifica: verifica sempre il testo del bando.
Chi ha doppia cittadinanza, di cui una italiana, come si comporta?
Vale la cittadinanza italiana. Puoi partecipare a qualsiasi concorso, anche a quelli soggetti a riserva di nazionalità. Non servono requisiti aggiuntivi.
Un cittadino UE può diventare dirigente nella pubblica amministrazione?
Dipende dalle funzioni concrete del posto. Dopo la sentenza dell'Adunanza plenaria n. 9/2018 la regola è cambiata. L'amministrazione non può escludere i cittadini UE dalla dirigenza in modo generalizzato. Deve valutare se quel ruolo comporta davvero esercizio di pubblici poteri.
Cosa succede se dichiaro una categoria sbagliata nella domanda?
L'amministrazione può escluderti, anche in una fase avanzata. Se l'errore è materiale e sanabile, a volte si applica il soccorso istruttorio. Non è però una garanzia su cui contare.
Il bando può chiedere la cittadinanza italiana anche per posti non riservati?
Non dovrebbe. Una clausola di questo tipo è illegittima e può essere impugnata. In pratica conviene segnalarla subito all'amministrazione. E valutare il ricorso nei termini previsti.
Cosa fare adesso
Verifica prima di tutto la tua categoria. Poi controlla se il profilo che ti interessa rientra nella riserva di nazionalità. Se il titolo di studio è estero, avvia subito la pratica di equivalenza. È il passaggio più lento.
Da lì il percorso è lo stesso di ogni altro candidato. Puoi consultare i concorsi pubblici aggiornati e filtrarli per ente, regione e titolo di studio. Puoi imparare a leggere il testo del bando con la guida su come si legge un bando di concorso. E puoi allenarti con i quiz per concorsi sulle materie che ti aspettano alle prove.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
