La riserva di posti nei concorsi pubblici assegna per legge una quota di posizioni a specifiche categorie di candidati: persone con disabilità, ex volontari delle Forze Armate, operatori del Servizio Civile Universale e, in certi casi, personale già interno all'amministrazione. L'elemento cruciale da sapere subito è che il totale di tutte le riserve non può mai superare il 50% dei posti banditi. Ecco come funziona tutto il meccanismo, categoria per categoria.
Chi ha diritto alla riserva di posti in un concorso pubblico?
La normativa vigente riconosce il diritto alla riserva a quattro categorie principali. L'ordine in cui sono elencate qui sotto non è casuale: riflette la priorità legale con cui si applicano le quote quando il totale supera il limite del 50%.
La prima e più tutelata categoria è quella delle persone con disabilità iscritte alle liste speciali, ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68. Rientrano qui le persone con invalidità pari o superiore al 46%, gli invalidi di guerra e per servizio, gli orfani e i coniugi superstiti di caduti per causa di servizio, per lavoro o a seguito di atti di terrorismo e criminalità organizzata. Per gli enti con più di 50 dipendenti, la quota minima obbligatoria di assunzione è del 7% della forza lavoro complessiva.
La seconda categoria comprende i volontari delle Forze Armate e dei corpi di polizia congedati senza demerito al termine della ferma o della rafferma (VFP1, VFP4, VFI). Il diritto è riconosciuto dagli articoli 1014 e 678 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell'ordinamento militare). Nei bandi di concorso, la percentuale riservata a questa categoria si attesta tipicamente intorno al 30% dei posti disponibili.
La terza categoria riguarda gli ex operatori del Servizio Civile Universale che abbiano concluso il servizio senza demerito. Dal 2023, la legge 21 giugno 2023, n. 74 — che ha convertito il Decreto PA — riconosce loro una riserva del 15% in tutti i concorsi non dirigenziali della pubblica amministrazione. Questa percentuale si applica nel rispetto del limite complessivo del 50%.
La quarta categoria è quella del personale a tempo determinato già in servizio presso l'amministrazione banditrice, con almeno tre anni di contratto negli ultimi cinque. Il D.P.R. 16 giugno 2023, n. 82 prevede una riserva fino al 50% dei posti nei concorsi interni o misti riservati al personale in servizio.
Come si calcola la quota di posti riservati?
Il principio fondamentale è uno solo: tutte le riserve sommate tra loro non possono mai superare il 50% dei posti messi a concorso. Questa regola è stata introdotta dal D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487 e confermata dal D.P.R. 82/2023.
Quando la somma delle riserve supera questa soglia, si procede al riproporzionamento: ogni quota viene ridotta in modo proporzionale, rispettando l'ordine di priorità tra le categorie. Le persone con disabilità ai sensi della L. 68/99 vengono tutelate per ultime, ovvero la loro quota viene ridotta solo dopo aver tagliato tutte le altre.
Un esempio concreto: un bando da 10 posti prevede il 30% per categorie protette (3 posti), il 30% per volontari delle Forze Armate (3 posti) e il 20% per il Servizio Civile (2 posti). La somma è 8 posti su 10, pari all'80%: il limite viene superato. L'amministrazione riduce le quote partendo dal basso: prima la riserva per il Servizio Civile, poi quella per le Forze Armate, e solo in ultimo, se necessario, quella per le categorie protette.
Se il numero di candidati idonei con titolo di riserva è inferiore ai posti riservati, i posti non assegnati tornano alla graduatoria generale e vengono assegnati ai candidati non riservisti in ordine di punteggio. La riserva non va mai sprecata: al massimo si riduce.
"Ammissione con riserva" e "riserva dei posti": due cose diverse
È il punto che genera più confusione tra chi si avvicina per la prima volta ai concorsi pubblici. Le espressioni sembrano simili, ma si riferiscono a istituti completamente distinti.
La riserva dei posti — di cui abbiamo parlato finora — è la quota di posizioni destinata per legge a specifiche categorie. Ti consente di essere preferito a parità di punteggio, o di accedere a posti che gli altri candidati non possono occupare, grazie a un vantaggio strutturale garantito dalla normativa.
L'ammissione con riserva, invece, è un provvedimento cautelare completamente diverso: ti consente di partecipare alle prove anche se alcuni requisiti dichiarati nella domanda devono ancora essere verificati dall'amministrazione. Non è un vantaggio. È una tutela procedurale che evita di escluderti in attesa degli accertamenti. Se al termine dell'istruttoria risultasse che non possiedi uno dei requisiti dichiarati, saresti escluso a prescindere dal punteggio ottenuto.
In sintesi: la riserva dei posti favorisce determinate categorie nell'assegnazione delle posizioni. L'ammissione con riserva ti consente di partecipare mentre i tuoi documenti sono ancora in verifica. Confondere le due cose può portarti a fare scelte sbagliate già nella fase di compilazione della domanda di concorso.
Come dichiarare il titolo di riserva nella domanda su inPA?
Tutte le domande di partecipazione ai concorsi pubblici nazionali transitano oggi dal portale inPA. In fase di compilazione, trovi una sezione dedicata ai "titoli di preferenza e di riserva" dove selezionare la categoria a cui appartieni e allegare la documentazione necessaria.
I documenti variano a seconda della categoria. Per la riserva L. 68/99, è necessaria l'attestazione dell'iscrizione alle liste speciali rilasciata dall'ente competente. Per i volontari delle Forze Armate, serve il certificato di congedo con l'attestazione di servizio senza demerito. Per il Servizio Civile Universale, è richiesto l'attestato di compiuto servizio rilasciato dall'ente ospitante.
Una novità importante arriva dal Consiglio di Stato (sentenza n. 8336/2025): il titolo di riserva vale anche se non è stato esplicitamente spuntato nella domanda, purché sia documentato e presentato entro i termini fissati nel bando. Questo significa che, se hai dimenticato di selezionare la casella, puoi ancora far valere il diritto presentando la documentazione nei modi indicati. È comunque sempre preferibile dichiararlo fin dall'inizio per evitare contestazioni in fase di formazione della graduatoria.
Prima di fare domanda, leggi il bando con attenzione: ogni concorso specifica quali riserve si applicano, le percentuali previste e i documenti richiesti. Puoi consultare i concorsi pubblici attivi sulla piattaforma, aggiornati dalla Gazzetta Ufficiale, e filtrare per ente, settore e regione.
Domande frequenti
Posso beneficiare di più di una riserva nello stesso concorso?
No. Se appartieni a più categorie con diritto alla riserva, puoi far valere soltanto un titolo alla volta. In genere conviene scegliere quello che offre la percentuale più alta o la priorità maggiore, ma verifica sempre quanto previsto dal singolo bando.
La riserva garantisce l'assunzione?
No. La riserva garantisce che una quota dei posti sia destinata alla tua categoria, ma devi comunque superare le prove concorsuali con il punteggio minimo di idoneità. Se i candidati idonei con riserva sono meno dei posti riservati, le posizioni non assegnate tornano alla graduatoria generale.
Quanto dura il diritto alla riserva per il Servizio Civile?
Il diritto si matura al termine del servizio senza demerito e non ha una scadenza temporale esplicita nella normativa vigente. Si applica però solo ai concorsi non dirigenziali della pubblica amministrazione, non alle procedure di stabilizzazione interna o ai concorsi riservati al personale già in servizio.
La riserva vale anche nei concorsi per un solo posto?
Sì. Per i concorsi con un unico posto, la riserva rimane valida. Se è presente un candidato idoneo con titolo di riserva, il posto può essere assegnato con priorità rispetto ai candidati non riservisti con punteggio uguale o inferiore.
Come faccio a sapere se il bando che mi interessa prevede la riserva?
Ogni bando deve indicare esplicitamente le riserve previste e le relative percentuali, di solito nella sezione "Riserva dei posti" o "Categorie riservate". Puoi cercare i bandi aperti direttamente sulla piattaforma, aggiornata dalla Gazzetta Ufficiale.
La riserva per i volontari delle Forze Armate vale anche nei concorsi degli enti locali?
Sì. Il D.Lgs. 66/2010 si applica a tutte le pubbliche amministrazioni, compresi regioni, province e comuni. La percentuale effettiva può variare da bando a bando entro i limiti fissati dalla legge, quindi verificala sempre nel documento integrale.
Mi sono dimenticato di dichiarare la riserva nella domanda: posso ancora farla valere?
Secondo la sentenza del Consiglio di Stato n. 8336/2025, il titolo di riserva può essere riconosciuto anche senza la spunta nella domanda, a condizione che la documentazione venga presentata entro i termini del bando. Contatta al più presto l'amministrazione banditrice per capire come procedere nel tuo caso specifico.
