Nei concorsi pubblici italiani capita che due candidati arrivino alla fine con lo stesso punteggio. A decidere chi entra per primo in graduatoria sono i titoli di preferenza: condizioni personali riconosciute dalla legge che agiscono solo a parità di merito. Ecco come funzionano nel 2026, come dichiararli e cosa succede se li dimentichi.
Cosa sono i titoli di preferenza in un concorso pubblico?
I titoli di preferenza sono condizioni personali, familiari o di servizio che la legge considera meritevoli di tutela e che, a parità di punteggio finale, danno diritto a precedere altri candidati in graduatoria. Non attribuiscono punti aggiuntivi e non riservano posti: intervengono solo quando due o più candidati chiudono la selezione con lo stesso voto.
La disciplina generale è contenuta nell'art. 5 del D.P.R. 487/1994, aggiornato dal D.P.R. 82/2023, che ha ridisegnato il procedimento di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni. Un esempio concreto: due candidati a un concorso per assistente amministrativo arrivano entrambi a 28,5/30. Se uno dei due ha figli a carico e l'altro no, il primo precede in graduatoria proprio grazie a un titolo di preferenza.
Qual è la differenza tra titoli di preferenza, riserva di posti e titoli valutabili?
Sono tre cose diverse e la confusione è frequente, anche nei bandi. Tenerle distinte è essenziale per capire se e come inserirle in domanda.
- Titoli di preferenza: agiscono solo a parità di punteggio per decidere l'ordine in graduatoria. Non danno punti, non riservano posti.
- Titoli di riserva: individuano una quota di posti destinata per legge a specifiche categorie (per esempio il 10% per persone con disabilità ai sensi della L. 68/1999, o le quote per volontari delle Forze armate e del Servizio civile). Il limite complessivo è il 50% dei posti banditi.
- Titoli valutabili: attribuiscono punteggio aggiuntivo nel calcolo del voto finale (esperienza di servizio, titoli di studio ulteriori, abilitazioni). Il bando specifica quali contano e con quale peso.
In sintesi: i titoli valutabili costruiscono il punteggio, la riserva blocca una quota di posti, i titoli di preferenza risolvono i pareggi. Leggere con attenzione la sezione del bando dedicata a ciascuna categoria evita dichiarazioni sbagliate o omesse.
Quali sono i titoli di preferenza validi nel 2026?
L'elenco ufficiale è quello dell'art. 5, comma 4, D.P.R. 487/1994, ordinato gerarchicamente. L'amministrazione applica il primo titolo della lista posseduto; se tutti i candidati in parità hanno lo stesso titolo, si passa al successivo. Questi sono i più ricorrenti nei bandi attuali:
- Insigniti di medaglia al valor militare
- Mutilati e invalidi di guerra ex combattenti
- Mutilati e invalidi per fatto di guerra
- Mutilati e invalidi per servizio nel settore pubblico e privato
- Orfani di guerra, orfani di caduti per fatto di guerra, orfani di caduti per servizio
- Feriti in combattimento
- Insigniti di croce di guerra o altra attestazione speciale di merito di guerra
- Figli dei mutilati e degli invalidi di guerra ex combattenti
- Genitori vedovi non risposati, coniugi non risposati e sorelle o fratelli vedovi o non sposati dei caduti di guerra
- Militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o rafferma
- Coniugati e non coniugati con riguardo al numero di figli a carico
- Candidati che hanno prestato lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche
A parità assoluta di titoli di preferenza, l'art. 5, comma 5, del D.P.R. 487/1994 indica l'ordine residuale: prima il numero di figli a carico, poi il lodevole servizio nelle amministrazioni pubbliche, infine la minore età anagrafica.
Come si dichiarano i titoli di preferenza nella domanda e su inPA?
I titoli di preferenza vanno dichiarati entro la scadenza della domanda di partecipazione, mai dopo. La modalità è l'autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000: indichi il titolo, la data e l'autorità che lo ha rilasciato, e ti assumi la responsabilità penale in caso di dichiarazioni mendaci.
Sul Portale unico del reclutamento inPA la sezione dedicata si chiama "Titoli di Preferenza in presa visione". Dopo l'aggiornamento introdotto dal D.P.R. 82/2023, la voce mostra l'elenco completo e chiede una presa visione esplicita: selezioni i titoli che possiedi, oppure indichi "Non dichiaro esperienze di questo tipo". Non basta compilare il campo "titoli valutabili": sono due sezioni distinte.
Consigli pratici prima di inviare la domanda: verifica che i documenti a supporto (stato di famiglia per i figli a carico, foglio matricolare per il servizio militare volontario, attestato di lodevole servizio) siano reperibili anche in un secondo momento, perché l'amministrazione potrà richiederli per la verifica prima dell'approvazione della graduatoria.
Cosa succede se dimentichi di dichiarare un titolo di preferenza?
La regola scritta nell'art. 3 del D.P.R. 487/1994 è netta: il titolo non dichiarato nella domanda non si applica nella graduatoria. L'omissione, secondo il testo, equivale a una rinuncia.
La giurisprudenza amministrativa ha però introdotto un'importante apertura. In più pronunce il Consiglio di Stato ha chiarito che la preferenza opera per il possesso del titolo alla data di scadenza del bando, e che la mancata dichiarazione può essere sanata quando il possesso risulta in modo inequivoco dagli atti della procedura o da dichiarazioni comunque presenti nella domanda. Non è una porta aperta a tutti: la regola prudente resta dichiarare sempre, anche in caso di dubbio.
Se ti accorgi dell'errore dopo la scadenza, non hai strumenti ordinari per integrare la domanda. Se invece te ne accorgi prima della chiusura del bando, molti sistemi (compreso inPA) consentono di ripresentare la domanda, sostituendo la precedente. In caso di graduatoria già pubblicata con posizione sfavorevole, valuta con un avvocato amministrativista se ci sono i margini per un ricorso al TAR.
Domande frequenti sui titoli di preferenza
La Legge 104 è un titolo di preferenza?
No, la L. 104/1992 non compare nell'elenco dei titoli di preferenza dell'art. 5 del D.P.R. 487/1994. In alcune procedure, come le graduatorie provinciali della scuola, dà diritto a una precedenza nella scelta della sede, ma non attribuisce un titolo di preferenza generale né un punteggio aggiuntivo.
I figli a carico valgono come titolo di preferenza?
Sì. Sono un titolo di preferenza a sé stante (punto 18 dell'elenco del D.P.R. 487/1994) e, in caso di ulteriore parità dopo l'applicazione degli altri titoli, il numero dei figli a carico costituisce il primo criterio residuale ex art. 5, comma 5.
Cosa significa "titoli di preferenza in presa visione" su inPA?
È la sezione del portale inPA dove il candidato prende atto dell'elenco ufficiale dei titoli e dichiara il possesso di uno o più di essi. Il nome deriva dal fatto che il sistema ti mostra prima tutti i titoli previsti dalla legge, e ti chiede di selezionare quelli a te applicabili.
Il servizio militare volontario vale come titolo di preferenza?
Sì, ma solo nella forma prevista dall'elenco: sono titolari della preferenza i militari volontari delle Forze armate congedati senza demerito al termine della ferma o della rafferma. Il servizio di leva obbligatorio, dove previsto in passato, è considerato separatamente.
La minore età è un titolo di preferenza automatico?
È un criterio residuale: l'amministrazione lo applica solo quando i candidati restano in parità dopo l'esame di tutti gli altri titoli e, a seguire, del numero di figli a carico e del lodevole servizio pubblico. Non va dichiarato perché risulta dalla data di nascita indicata in domanda.
Un titolo di preferenza può aumentare il punteggio del concorso?
No. I titoli di preferenza non si sommano al punteggio e non modificano il voto finale. Se cerchi elementi che aumentano il punteggio, devi guardare la sezione del bando dedicata ai titoli valutabili (esperienza di servizio, titoli di studio ulteriori, abilitazioni professionali).
Cosa fare adesso
La preferenza si gioca sulla domanda, non sulla prova scritta. Prima di inviarla, controlla tre cose: di aver identificato tutti i titoli posseduti, di averli inseriti nella sezione corretta (non confonderli con i valutabili) e di aver rispettato la scadenza indicata nel bando.
Se stai ancora scegliendo il concorso a cui partecipare, dai un'occhiata ai bandi attivi filtrati per ente, regione o profilo professionale. Per la preparazione vera e propria, puoi allenarti con i quiz suddivisi per materia, con citazione normativa cliccabile su ogni risposta. Per orientarti nella struttura del bando, ti consigliamo anche la guida su come si legge un bando di concorso.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portale inPA). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
