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Accesso civico generalizzato e semplice: guida per concorsi

L'accesso civico è il diritto di chiunque di chiedere dati e documenti a una pubblica amministrazione, senza spiegare il perché.

Redazione8 min di lettura

L'accesso civico è il diritto di chiunque di chiedere dati e documenti a una pubblica amministrazione, senza spiegare il perché. Esiste in due forme: semplice e generalizzato. Nei concorsi è una domanda fissa, quasi sempre in confronto con l'accesso agli atti della legge 241/1990. Qui trovi le differenze, i limiti e le trappole dei quiz.

Che cos'è l'accesso civico e da dove nasce?

L'accesso civico è nato con il decreto sulla trasparenza del 2013 (D.Lgs. 33/2013). All'inizio aveva un solo scopo. Se un ente non pubblicava un dato obbligatorio, chiunque poteva chiederlo. Nel 2016 la riforma Madia ha aggiunto una seconda forma, molto più ampia (D.Lgs. 97/2016). È l'accesso civico generalizzato, chiamato anche FOIA all'italiana.

Oggi entrambe le forme stanno nello stesso articolo (art. 5, D.Lgs. 33/2013). Il comma 1 regola l'accesso semplice. Il comma 2 regola quello generalizzato. Hanno tre tratti in comune:

  • Chiunque può fare domanda: cittadini, stranieri, associazioni, imprese.
  • Nessuna motivazione: basta indicare con chiarezza cosa chiedi.
  • Gratuità: paghi solo il costo reale di copie su carta o altri supporti.

Lo scopo è il controllo diffuso. La legge vuole che i cittadini possano verificare come l'ente usa le risorse pubbliche.

Che differenza c'è tra accesso civico semplice e generalizzato?

La differenza sta nell'oggetto della richiesta.

L'accesso civico semplice riguarda solo i dati che l'ente doveva pubblicare per legge e non ha pubblicato. Pensa al curriculum di un dirigente o ai bandi di concorso. Devono stare nella sezione "Amministrazione trasparente" del sito. Se mancano, li chiedi. L'ente deve pubblicarli e mandarti il link.

L'accesso civico generalizzato riguarda tutti gli altri dati e documenti che l'ente possiede. Sono quelli "ulteriori" rispetto agli obblighi di pubblicazione. Per esempio, puoi chiedere i verbali di una commissione comunale o i dati sui tempi di un servizio.

Le conseguenze pratiche sono diverse:

  • Il semplice non ha limiti di merito: se il dato era da pubblicare, va pubblicato.
  • Il generalizzato ha limiti precisi, fissati dall'articolo 5-bis.
  • Nel semplice puoi rivolgerti anche al responsabile della trasparenza (RPCT).
  • Se il semplice viene accolto, il dato va online per tutti, non solo a te.

Se un dato pubblicabile manca, l'RPCT deve segnalarlo agli organi competenti (art. 5, comma 10). Il silenzio dell'ente, quindi, può avere conseguenze disciplinari.

Come si distingue dall'accesso agli atti della legge 241/1990?

L'accesso agli atti, detto anche accesso documentale, è più antico. Lo regola la legge sul procedimento (art. 22 e seguenti, L. 241/1990). Ha una logica opposta all'accesso civico. Serve a difendere un tuo interesse, non a controllare l'ente.

Ecco le differenze da sapere a memoria:

  • Chi può chiedere: nel documentale solo chi ha un interesse diretto, concreto e attuale. Nel civico chiunque.
  • Motivazione: nel documentale è obbligatoria (art. 25). Nel civico non serve.
  • Controllo generalizzato: il documentale lo vieta in modo espresso (art. 24, comma 3). Il generalizzato nasce proprio per quello.
  • Silenzio dell'ente: nel documentale, dopo 30 giorni la richiesta si intende respinta. Nel civico la mancata risposta apre la strada al riesame.
  • Chi riesamina: nel documentale il difensore civico o la Commissione per l'accesso. Nel civico l'RPCT.

Un esempio aiuta. Un candidato escluso vuole vedere il proprio compito. Usa l'accesso documentale, perché ha un interesse diretto. Per i dettagli su questo caso leggi la guida all'accesso agli atti di un concorso.

Quando l'amministrazione può negare l'accesso generalizzato?

L'accesso generalizzato non è un diritto assoluto. L'ente può rifiutarlo per evitare un pregiudizio concreto a interessi protetti (art. 5-bis, D.Lgs. 33/2013). La parola chiave è "concreto": un rischio solo ipotetico non basta.

Gli interessi pubblici sono sette:

  • sicurezza pubblica e ordine pubblico;
  • sicurezza nazionale;
  • difesa e questioni militari;
  • relazioni internazionali;
  • politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato;
  • indagini sui reati;
  • regolare svolgimento delle attività ispettive.

Gli interessi privati sono tre: protezione dei dati personali, segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali. Questi ultimi includono proprietà intellettuale, diritto d'autore e segreti commerciali.

Poi ci sono le esclusioni assolute, come il segreto di Stato e gli altri divieti di legge (comma 3). Due regole riducono il rifiuto. Se il limite tocca solo una parte del documento, l'ente deve dare il resto. Se basta rinviare l'accesso, non può negarlo. I criteri pratici sono nelle linee guida ANAC (delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016).

Come si presenta la richiesta e cosa succede dopo?

La domanda deve indicare con chiarezza i dati o i documenti richiesti. Puoi inviarla anche online, per esempio via PEC. La presenti a uno di questi uffici (art. 5, comma 3):

  • l'ufficio che possiede i dati;
  • l'Ufficio relazioni con il pubblico (URP);
  • un altro ufficio indicato in "Amministrazione trasparente";
  • l'RPCT, ma solo per i dati a pubblicazione obbligatoria.

Poi la procedura segue tempi fissi:

  1. Se ci sono controinteressati, l'ente li avvisa. Loro hanno 10 giorni per opporsi.
  2. L'ente decide con un atto motivato entro 30 giorni.
  3. Se rifiuta o tace, chiedi il riesame all'RPCT. Lui decide entro 20 giorni.
  4. Se il rifiuto riguarda dati personali, l'RPCT sente il Garante privacy. Il Garante ha 10 giorni.
  5. Contro la decisione puoi ricorrere al TAR entro 30 giorni (art. 116, Codice del processo amministrativo).

Per gli atti di regioni ed enti locali puoi rivolgerti anche al difensore civico. Ha 30 giorni per pronunciarsi.

Cosa chiedono di solito i quiz e le prove orali?

Trasparenza e accesso civico compaiono nei programmi di quasi tutti i concorsi amministrativi. Ricorrono soprattutto negli enti locali, accanto a legge 241/1990 e TUEL. Le domande puntano quasi sempre sulle stesse trappole:

  • Motivazione: una risposta dice che l'accesso civico va motivato. È falsa.
  • Numeri: 30 giorni per decidere, 20 per il riesame, 10 per i controinteressati e il Garante.
  • Silenzio: il silenzio-rigetto vale per l'accesso documentale, non per quello civico.
  • Soggetti: il riesame spetta all'RPCT, non al dirigente che ha negato.
  • Costi: il rilascio è gratuito, salvo il costo delle copie.

All'orale serve un passo in più. Devi saper spiegare perché esistono tre accessi diversi. Il documentale tutela un interesse personale. Il semplice sanziona un obbligo di pubblicazione violato. Il generalizzato realizza la trasparenza come controllo diffuso. Una sentenza utile da citare è del Consiglio di Stato (Adunanza plenaria n. 10/2020). Ha chiarito che l'ente deve valutare una domanda generica anche come accesso civico generalizzato.

Per fissare i concetti alterna lo studio della norma ai quiz. Le banche dati ufficiali dei concorsi contengono molte domande su questi articoli. Inquadra poi l'argomento nel resto della materia con la guida su come studiare diritto amministrativo.

Domande frequenti

Che cos'è l'accesso civico generalizzato?

È il diritto di chiunque di ottenere dati e documenti detenuti da una pubblica amministrazione, anche se non sono soggetti a pubblicazione. Non serve motivare la richiesta. Lo prevede l'art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013.

Quali sono le tre tipologie di accesso?

Sono l'accesso documentale della legge 241/1990, l'accesso civico semplice e l'accesso civico generalizzato. Il primo richiede un interesse personale. Gli altri due sono aperti a chiunque.

L'accesso civico va motivato?

No. La domanda deve solo identificare i dati o i documenti richiesti. La motivazione serve invece nell'accesso documentale.

Cosa posso fare se l'accesso civico viene negato?

Puoi chiedere il riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide entro 20 giorni. In alternativa, o dopo il riesame, puoi ricorrere al TAR. Per regioni ed enti locali c'è anche il difensore civico.

Con l'accesso civico posso vedere i compiti degli altri candidati?

Di norma no. Il Garante privacy ha escluso che gli elaborati altrui si ottengano con l'accesso generalizzato. Per gli atti del tuo concorso usa l'accesso documentale.

Quanto costa fare una richiesta di accesso civico?

Il rilascio è gratuito. L'ente può chiedere solo il rimborso del costo reale di riproduzione su supporti materiali, come le fotocopie.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

Cosa fare adesso

Controlla nei bandi che ti interessano se la trasparenza è tra le materie d'esame. Li trovi filtrati per ente e profilo su concorsi pubblici, per esempio tra i concorsi per istruttore amministrativo. Poi ripassa l'intero procedimento con la guida alla legge 241/1990.

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