Per diventare magistrato ordinario in Italia devi laurearti in giurisprudenza e superare il concorso pubblico bandito dal Ministero della giustizia. Dal 2024 la laurea magistrale è di nuovo requisito sufficiente per partecipare. Poi affronti tre prove scritte, una prova orale e diciotto mesi di tirocinio prima della nomina.
Quali requisiti servono per il concorso in magistratura?
Per partecipare al concorso in magistratura ordinaria serve la laurea magistrale in giurisprudenza, oggi requisito sufficiente. Lo prevede il D.Lgs. 160/2006, riscritto dalla riforma dell'ordinamento giudiziario (L. 71/2022) e attuato dal D.Lgs. 44/2024. Fino a pochi anni fa dovevi aggiungere un titolo dopo la laurea; ora non è più obbligatorio.
Oltre alla laurea, l'articolo 2 del D.Lgs. 160/2006 chiede alcuni requisiti generali:
- cittadinanza italiana;
- godimento dei diritti civili;
- condotta incensurabile;
- non essere stato dichiarato non idoneo al concorso per tre volte.
Non esiste invece un limite massimo di età: puoi candidarti a qualsiasi età, purché tu abbia il titolo e i requisiti. È una differenza importante rispetto alla magistratura onoraria, dove i limiti anagrafici restano.
Che percorso di studi serve per diventare magistrato?
Il punto di partenza è la laurea magistrale in giurisprudenza a ciclo unico, che dura cinque anni. Con la laurea in mano puoi già presentare domanda: è la novità introdotta dalla riforma del 2022 e resa operativa nel 2024.
I titoli che prima erano obbligatori restano comunque utili per prepararti meglio:
- la Scuola di specializzazione per le professioni legali (SSPL), biennale;
- il tirocinio di diciotto mesi negli uffici giudiziari, previsto dall'art. 73 del D.L. 69/2013;
- il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
- l'abilitazione alla professione forense.
Oggi questi percorsi valorizzano il curriculum e rafforzano la preparazione, ma non sono più una condizione di accesso. La Scuola superiore della magistratura organizza inoltre corsi dedicati a chi ha svolto il tirocinio o ha lavorato nell'ufficio per il processo.
Come è strutturato il concorso in magistratura?
Il concorso in magistratura è un concorso nazionale per esami, tra i più selettivi in Italia. Si articola in due prove, disciplinate dal D.Lgs. 160/2006.
La prova scritta consiste in tre elaborati teorico-pratici, uno per ciascuna materia:
- diritto civile;
- diritto penale;
- diritto amministrativo.
Chi supera gli scritti accede alla prova orale, un colloquio su più materie giuridiche — tra cui diritto costituzionale, procedura civile e penale, diritto del lavoro e diritto dell'Unione europea — con la verifica di una lingua straniera. Una prova preselettiva è possibile solo quando le domande sono molto numerose.
Il numero di posti lo fissa ogni volta il Ministero della giustizia. Il bando più recente, il decreto ministeriale dell'8 aprile 2024, ne ha messi a concorso quattrocento, pubblicati in Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami».
Come ci si prepara al concorso in magistratura?
La difficoltà del concorso non sta solo nelle nozioni, ma nella capacità di ragionare e scrivere come un magistrato. La prova scritta chiede di redigere elaborati argomentati, non di rispondere a semplici quiz. Per questo la preparazione ruota attorno a tre pilastri:
- studio sistematico di diritto civile, penale e amministrativo, collegando gli istituti tra loro;
- esercizio costante di scrittura, con la redazione di tracce svolte e la lettura di sentenze recenti;
- simulazioni cronometrate, per abituarti ai tempi reali delle prove.
Molti candidati alternano lo studio della teoria all'allenamento sui quiz per fissare gli istituti e scoprire le lacune. È un metodo utile anche per un concorso a prove aperte come questo, perché ti costringe a verificare ciò che credi di sapere. Su un percorso lungo, la costanza conta più dell'intensità di poche settimane.
Cosa succede dopo aver superato il concorso?
Superare il concorso non ti rende subito magistrato a tutti gli effetti. Chi vince viene nominato magistrato ordinario in tirocinio (MOT) e affronta un periodo di formazione di diciotto mesi.
Il tirocinio è regolato dal D.Lgs. 26/2006, che ha istituito la Scuola superiore della magistratura. In questi mesi alterni:
- sessioni teoriche presso la Scuola;
- pratica affiancata a magistrati esperti negli uffici giudiziari.
Al termine sei valutato e, se giudicato idoneo, ottieni la nomina e assumi le funzioni. Solo allora si sceglie — nei limiti dei posti disponibili — se svolgere funzioni giudicanti (giudice) o requirenti (pubblico ministero). Da quel momento sei un magistrato ordinario a tutti gli effetti, con le tutele di indipendenza previste dalla Costituzione.
Magistrato ordinario, onorario o amministrativo: che differenza c'è?
«Magistrato» è un termine generale: esistono più magistrature, ognuna con un concorso, un ente e regole diverse. Il concorso per magistrato ordinario dà accesso solo alla giurisdizione civile e penale. Per le altre carriere servono bandi distinti:
- Ordinaria — giurisdizione civile e penale; concorso nazionale del Ministero della giustizia.
- Onoraria — giudici di pace, giudici onorari e vice procuratori onorari; selezione del Ministero della giustizia, con incarichi a tempo.
- Amministrativa — TAR e Consiglio di Stato; concorsi banditi dalla Presidenza del Consiglio e dal Consiglio di Stato.
- Tributaria — contenzioso fiscale; concorsi dedicati gestiti dal Ministero dell'economia.
- Contabile — Corte dei conti; concorso specifico per la giurisdizione contabile.
La magistratura onoraria è riformata dal D.Lgs. 116/2017 e prevede incarichi a tempo, spesso con limiti di età e requisiti di esperienza. Vincere un concorso non apre automaticamente le porte delle altre magistrature: ognuna resta un percorso a sé.
Domande frequenti
Quanti anni ci vogliono per diventare magistrato?
Il percorso minimo parte dai cinque anni della laurea in giurisprudenza. A questi si aggiungono i mesi (spesso anni) di preparazione al concorso, i tempi delle prove e della graduatoria, e i diciotto mesi di tirocinio come MOT. Tra laurea e nomina passano quindi diversi anni.
C'è un limite di età per il concorso in magistratura?
No. Per la magistratura ordinaria non è previsto un limite massimo di età: conta il possesso della laurea e dei requisiti generali. I limiti anagrafici restano invece per alcune figure della magistratura onoraria.
Bisogna essere avvocato per diventare magistrato?
No. L'abilitazione forense è uno dei titoli che valorizzano il curriculum, ma dal 2024 non è più necessaria: per partecipare al concorso basta la laurea magistrale in giurisprudenza.
Che differenza c'è tra giudice e magistrato?
«Magistrato» è la categoria; «giudice» e «pubblico ministero» sono le funzioni. Chi vince il concorso diventa magistrato ordinario e poi esercita funzioni giudicanti, come giudice, o requirenti, come pubblico ministero.
Quanto è difficile il concorso in magistratura?
È considerato uno dei concorsi più selettivi dell'ordinamento italiano, per il livello richiesto negli scritti e nell'orale. Serve una preparazione approfondita e costante su diritto civile, penale e amministrativo.
Dove trovo il bando del concorso in magistratura?
I bandi sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» e sul sito del Ministero della giustizia. Puoi seguire gli aggiornamenti anche dalla sezione concorsi della piattaforma.
Come iniziare a prepararti adesso
Il concorso in magistratura premia il metodo prima ancora del talento. Ecco da dove partire:
- individua il bando aggiornato e leggilo con attenzione nella sezione concorsi;
- costruisci le basi sulle materie d'esame con le guide su diritto amministrativo e diritto costituzionale;
- allenati con i quiz per materia per fissare le nozioni e trovare le lacune;
- preparati alla prova orale quando sarai vicino agli scritti.
Dal bando al posto, un passo alla volta.
