I concorsi pubblici per categorie protette sono procedure di reclutamento speciali. Riservano posti — in tutto o in parte — a persone con disabilità e ad altre categorie equiparate dalla legge 12 marzo 1999, n. 68. Per accedervi devi essere iscritto al collocamento mirato presso il Centro per l'Impiego. Devi poi dichiarare la tua condizione nella domanda di partecipazione. Ecco chi ne ha diritto, quali tipi di selezione esistono e come candidarti senza commettere errori.
Chi rientra nelle categorie protette ai fini dei concorsi?
La legge 68/1999 individua due grandi gruppi di destinatari. Il primo, disciplinato dall'articolo 1, comprende le persone con disabilità. Rientrano gli invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa oltre il 45% e gli invalidi del lavoro INAIL oltre il 33%. Sono protetti anche non vedenti e ipovedenti (legge 382/1970), sordi (legge 381/1970), invalidi di guerra, per servizio e civili di guerra.
Il secondo gruppo, regolato dall'articolo 18, riunisce le categorie equiparate. Vi rientrano gli orfani e i coniugi superstiti di chi è deceduto per causa di lavoro, guerra o servizio. Ci sono poi i profughi italiani rimpatriati (legge 763/1981), le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (legge 407/1998) e le vittime del dovere. Si aggiungono gli orfani per crimini domestici (legge 4/2018) e i care leavers introdotti dalla legge 77/2020. Ogni bando precisa a quale articolo si riferisce la riserva: leggi sempre con attenzione perché art. 1 e art. 18 non sono interscambiabili.
Concorso con riserva, concorso riservato o avviamento numerico: cosa cambia?
Esistono tre modi distinti di accedere al pubblico impiego come categoria protetta, ed è fondamentale capirne la differenza prima di candidarsi.
Il concorso ordinario con riserva di posti è la modalità più diffusa. L'amministrazione bandisce un concorso aperto a tutti, ma una quota di posti è riservata alle categorie protette. La quota d'obbligo è fissata dall'articolo 3 della legge 68/1999. Vale il 7% dei dipendenti per enti con oltre 50 dipendenti. Sono 2 unità per enti tra 36 e 50 dipendenti, 1 unità per enti tra 15 e 35. Il totale delle riserve non può superare il 50% dei posti banditi. Nel 2025 il decreto-legge 25/2025, convertito in legge 54/2025, ha alzato la riserva fino al 10% per le persone con disabilità. La modifica tocca l'articolo 35, comma 3-bis, del D.Lgs. 165/2001.
Il concorso riservato destina invece tutti i posti banditi a una specifica categoria protetta. Non possono partecipare candidati ordinari. È una procedura meno frequente, ma sempre più utilizzata per le categorie equiparate dell'articolo 18.
L'avviamento numerico, infine, non è un concorso in senso stretto. Lo regolano gli articoli 8 e 9 della legge 68/1999 e l'articolo 16 della legge 56/1987. Il Centro per l'Impiego avvia direttamente i candidati iscritti al collocamento mirato. L'ordine segue una graduatoria basata su anzianità di iscrizione, percentuale di invalidità e reddito. Si applica per profili che non richiedono titolo di studio oltre l'obbligo scolastico.
Come iscriversi al collocamento mirato nel 2026
L'iscrizione al collocamento mirato è il presupposto per accedere a qualsiasi forma di tutela prevista dalla legge 68/1999. La gestione è affidata al Centro per l'Impiego competente per territorio oppure, in alcune regioni, all'Agenzia regionale per il lavoro.
Per iscriverti servono pochi documenti chiave. Documento d'identità e codice fiscale. Verbale di invalidità rilasciato dall'INPS (invalidi civili) o dall'INAIL (invalidi del lavoro), con percentuale. Dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Dal 1° gennaio 2026 serve anche la diagnosi funzionale: un documento tecnico che descrive limitazioni e capacità residue. La novità è introdotta dal D.Lgs. 62/2024, parte della riforma della disabilità.
Devi inoltre trovarti in stato di disoccupazione, che la legge riconosce anche a chi ha un'occupazione il cui reddito annuo non supera 8.500 euro lordi. L'età richiesta va dai 16 anni (con obbligo scolastico assolto) fino al limite pensionabile. Per i cittadini extra-UE serve il permesso di soggiorno che consenta attività lavorativa.
Dal 1° marzo 2026 è partita la terza fase sperimentale della riforma della disabilità in 40 nuove province. Dal 1° gennaio 2027 l'accertamento avverrà in via esclusiva presso l'INPS tramite il nuovo certificato medico introduttivo, che sostituirà l'attuale sistema misto AUSL-INPS.
Come candidarsi a un concorso su inPA dichiarando la condizione
Le candidature ai concorsi pubblici passano dal Portale unico del reclutamento inPA. Accedi con SPID, CIE, CNS o eIDAS e completa il tuo curriculum vitae nelle sezioni richieste: formazione, specializzazioni, competenze, esperienze.
Quando trovi il bando, premi su Presenta una domanda e compila la sezione Informazioni personali. Qui devi dichiarare espressamente la condizione di invalidità. Seleziona poi la categoria protetta di appartenenza, precisando se rientri nell'articolo 1 (persone con disabilità) o nell'articolo 18 (categorie equiparate). Senza questa dichiarazione resti escluso dalla riserva, anche se hai diritto.
Nella sezione Allegati carica il verbale di invalidità in formato PDF (massimo 20 MB per file). Hai bisogno di tempi aggiuntivi o ausili tecnici durante le prove? Possono essere schermi ingranditi, software di lettura, interprete LIS, accompagnatore. Dichiaralo nella sezione dedicata. Allega una certificazione medica della tua ASL o di una struttura pubblica che specifichi le misure necessarie. La base normativa è l'articolo 20 della legge 104/1992.
Hai invalidità pari o superiore all'80%? Il comma 2-bis dello stesso articolo 20 ti esonera in automatico dalla prova preselettiva, quando è prevista dal bando. Non serve presentare un'istanza separata: l'esonero opera in virtù della certificazione caricata. Allenati comunque sulle materie del bando con i quiz per concorsi, perché le prove successive restano obbligatorie.
Errori frequenti da evitare nella domanda
Conoscere gli errori più ricorrenti aiuta a non perdere il beneficio della riserva. Ecco i cinque da tenere sotto controllo.
- Omettere la dichiarazione di invalidità: senza la spunta nella sezione informazioni personali, il sistema ti tratta come candidato ordinario. La riserva si perde anche se possiedi tutti i requisiti.
- Confondere articolo 1 e articolo 18: alcuni bandi riservano posti solo alla disabilità ex art. 1, altri solo alle categorie equiparate ex art. 18. Dichiarare la categoria sbagliata equivale a non dichiararla.
- Allegare un verbale scaduto: molte invalidità sono soggette a revisione periodica INPS. Verifica la data di scadenza del verbale prima di inviare la domanda.
- Non chiedere ausili o tempi aggiuntivi: la commissione esaminatrice non concede misure di supporto in assenza di richiesta esplicita. Dichiara sempre le tue esigenze e allega la certificazione medica.
- Non aggiornare l'iscrizione con la diagnosi funzionale: dal 1° gennaio 2026 chi è iscritto al collocamento mirato senza diagnosi funzionale risulta in posizione sospesa. Contatta il Centro per l'Impiego e regolarizza prima del prossimo bando.
Domande frequenti
Quale percentuale di invalidità serve per essere categoria protetta?
Per gli invalidi civili occorre una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, per gli invalidi del lavoro INAIL oltre il 33%. Non vedenti e sordi sono protetti a prescindere dalla percentuale, in base alle leggi 382/1970 e 381/1970.
Posso candidarmi se ho un'occupazione part-time?
Sì, purché il reddito annuo da lavoro dipendente o autonomo non superi 8.500 euro lordi. La legge considera disoccupato chi resta sotto questa soglia, mantenendo il diritto all'iscrizione al collocamento mirato.
Le categorie equiparate dell'articolo 18 hanno gli stessi diritti dei disabili dell'articolo 1?
Hanno diritto alla riserva nei concorsi, ma con quote distinte: l'articolo 3 della legge 68/1999 prevede l'1% per le categorie ex art. 18 nelle aziende oltre 50 dipendenti, contro il 7% per la disabilità ex art. 1. Inoltre alcuni bandi riservano posti a una sola delle due categorie.
Cosa succede se dimentico di dichiarare la categoria protetta nella domanda?
La riserva non si applica e competi in graduatoria come candidato ordinario. La dichiarazione tardiva, dopo l'invio, di norma non è ammessa: verifica sempre due volte la sezione informazioni personali prima di confermare.
Posso fare domanda senza essere iscritto al collocamento mirato?
Puoi presentare la candidatura come candidato ordinario, ma non puoi accedere alla riserva. L'iscrizione al collocamento mirato è il presupposto per beneficiare delle quote di legge previste dall'articolo 3 della legge 68/1999.
Cosa cambia con la riforma della disabilità 2026?
Dal 1° gennaio 2026 la diagnosi funzionale è obbligatoria per l'iscrizione al collocamento mirato. Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione si estende a 40 nuove province con il certificato medico introduttivo. Dal 1° gennaio 2027 l'accertamento sarà centralizzato presso l'INPS.
Cosa fare adesso
Rientri tra le categorie protette? Verifica oggi stesso lo stato della tua iscrizione al collocamento mirato. Controlla anche l'eventuale necessità della diagnosi funzionale. Per allenarti sulle materie comuni consulta i quiz su diritto costituzionale, amministrativo e ordinamento della PA. Tieni sotto controllo i bandi attivi e filtrali per profilo compatibile. Per approfondire il meccanismo delle quote leggi anche la guida sulla riserva nei concorsi pubblici.
