Il congedo parentale è l'astensione facoltativa dal lavoro per la cura dei figli. Nel pubblico impiego spetta a entrambi i genitori per un massimo di dieci mesi complessivi, elevabili a undici. Dal 1° gennaio 2026 puoi usarlo fino ai 14 anni del figlio, e i primi 30 giorni sono pagati al 100% dal contratto collettivo.
Come funziona il congedo parentale nel pubblico impiego?
Il congedo parentale è disciplinato dal D.Lgs. 151/2001, il testo unico su maternità e paternità. Vale allo stesso modo per chi lavora nella pubblica amministrazione e per chi lavora nel privato, con una differenza importante sulla retribuzione che vedremo tra poco.
I limiti di durata sono questi:
- Ogni genitore può astenersi per un massimo di sei mesi.
- Sommando i periodi dei due genitori, il totale non può superare dieci mesi.
- Il tetto sale a undici mesi se il padre si astiene per almeno tre mesi.
- Il genitore solo ha diritto a undici mesi.
Il congedo spetta a prescindere dallo stato civile e dalla convivenza. È un diritto individuale: non devi giustificare il motivo, né chiedere il permesso al dirigente. Devi solo rispettare i termini di preavviso.
Puoi fruirlo in modo continuativo oppure frazionato, a giornate intere o anche a ore. La fruizione oraria è la formula più usata da chi vuole ridurre l'orario in un periodo delicato senza consumare mesi interi.
Fino a quanti anni del figlio puoi chiedere il congedo parentale?
Fino al compimento dei 14 anni. È la novità più rilevante degli ultimi anni: prima il limite era di 12 anni.
L'estensione arriva dall'articolo 1, comma 219, della legge 199/2025, la legge di bilancio per il 2026, che ha modificato gli articoli 32, 34 e 36 del testo unico. L'INPS ha spiegato come applicarla con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026.
Tre precisazioni che contano:
- La nuova regola vale dal 1° gennaio 2026. Per i periodi fruiti fino al 31 dicembre 2025 resta il limite dei 12 anni.
- L'estensione riguarda i soli lavoratori con rapporto di lavoro subordinato. Per le altre categorie il limite precedente non cambia.
- In caso di adozione o affidamento il congedo si può usare entro 14 anni dall'ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il compimento della maggiore età.
Attenzione a non confondere i due piani. I 14 anni riguardano il diritto ad assentarsi. Quanto vieni pagato dipende invece dall'età del figlio e dai mesi già usati, come vediamo adesso.
Quanto viene pagato il congedo parentale per un dipendente pubblico?
Qui il pubblico impiego ha una regola in più rispetto al privato. La retribuzione si costruisce su tre livelli.
Primo livello: 30 giorni al 100%. I contratti collettivi del pubblico impiego prevedono che i primi 30 giorni di congedo parentale siano retribuiti per intero. Per il comparto Funzioni centrali la previsione è nell'articolo 28, comma 3, del CCNL. Una disposizione analoga esiste negli altri comparti. Questi 30 giorni sono computati complessivamente per entrambi i genitori, non 30 per ciascuno, e spettano una sola volta per figlio.
Secondo livello: tre mesi all'80%. L'articolo 34 del testo unico, modificato dalla legge 207/2024, riconosce un'indennità all'80% per tre mesi. Vanno usati entro il sesto anno di vita del figlio e la condizione è che il congedo obbligatorio di maternità o paternità sia terminato dopo il 31 dicembre 2024.
Terzo livello: 30%. I periodi restanti sono indennizzati al 30%. Oltre il sesto anno di vita del figlio e fino al quattordicesimo, il 30% spetta solo se il reddito individuale è inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione. Sopra quella soglia il periodo non è retribuito, ma resta coperto da contribuzione figurativa.
Un chiarimento che evita l'errore più comune: i 30 giorni al 100% non sono mesi aggiuntivi. Sono i primi 30 giorni del tuo congedo parentale, pagati meglio. Consumano il monte mesi come tutti gli altri.
Chi paga il congedo parentale a chi lavora nella PA?
Ti paga la tua amministrazione, direttamente in busta paga. Non devi presentare domanda di indennità all'INPS come fa un lavoratore del settore privato.
La procedura corretta è questa:
- Presenti la domanda all'ufficio del personale della tua amministrazione, sul portale interno o con il modulo previsto.
- Indichi il periodo, la modalità (giorni interi oppure ore) e i dati del figlio.
- Rispetti il preavviso: almeno cinque giorni, ridotti a due per la fruizione a ore, salvo termini diversi fissati dal tuo contratto.
- Se l'altro genitore lavora, dichiari i periodi che ha già utilizzato: serve a verificare il tetto complessivo.
Il conteggio dei giorni residui è tenuto dall'amministrazione. Se hai cambiato ente, i 30 giorni al 100% già usati non si azzerano e non possono essere chiesti di nuovo al nuovo datore di lavoro pubblico.
Che differenza c'è tra congedo parentale e gli altri congedi?
Sono istituti diversi, con regole e finalità proprie. Confonderli è frequente e può costarti giorni di assenza contestati.
- Congedo di maternità e di paternità: sono obbligatori, coprono il periodo intorno alla nascita e sono retribuiti al 100%. Il congedo parentale viene dopo ed è facoltativo.
- Congedo per malattia del figlio: si usa quando il bambino sta male, con certificato medico. Non è retribuito oltre i limiti di legge e ha un contatore separato.
- Congedo straordinario e permessi legge 104: servono ad assistere un familiare con disabilità grave. Non hanno nulla a che vedere con il monte mesi del congedo parentale.
- Aspettativa: è un'assenza prolungata, di norma non retribuita, per motivi personali o di studio. Trovi le regole nella guida sull'aspettativa nel pubblico impiego.
Domande frequenti
Quali sono le novità del congedo parentale 2026 per i dipendenti pubblici?
La novità principale è l'innalzamento del limite di età del figlio da 12 a 14 anni, in vigore dal 1° gennaio 2026. Restano invariati i tetti di durata (dieci o undici mesi complessivi) e le percentuali di retribuzione.
Quando il congedo parentale è retribuito al 100%?
Nei primi 30 giorni, per effetto dei contratti collettivi del pubblico impiego. I 30 giorni valgono complessivamente per entrambi i genitori e si possono usare una sola volta per ciascun figlio.
Quanti mesi di congedo parentale sono retribuiti al 30%?
Tutti quelli successivi ai tre mesi indennizzati all'80%, fino a esaurimento del monte mesi disponibile. Oltre il sesto anno di vita del figlio il 30% è subordinato al limite di reddito previsto dall'articolo 34 del testo unico.
Il congedo parentale si può chiedere a ore?
Sì. Puoi fruirlo a giornate intere oppure su base oraria, secondo i criteri fissati dal tuo contratto collettivo. Per la fruizione oraria il preavviso scende a due giorni.
I 30 giorni al 100% spettano a ciascun genitore?
No. Sono computati complessivamente per la coppia. Se un genitore ne ha già usati venti, all'altro ne restano dieci.
Posso chiedere il congedo parentale durante il periodo di prova?
Il congedo parentale è un diritto che nasce con il rapporto di lavoro. L'assenza però sospende il periodo di prova, che riprende al rientro: verifica le regole del tuo comparto nella guida sul periodo di prova nel pubblico impiego.
Il congedo parentale incide su ferie, tredicesima e anzianità?
I periodi retribuiti sono utili ai fini dell'anzianità di servizio. Sui periodi non retribuiti e sugli istituti accessori il trattamento varia da comparto a comparto: chiedi il conteggio esatto al tuo ufficio del personale prima di presentare la domanda.
Cosa fare adesso
Le regole sulla genitorialità fanno parte del pacchetto che ti riguarderà da dipendente pubblico, e il diritto del pubblico impiego è una delle materie più ricorrenti nelle prove concorsuali.
- Se stai per prendere servizio, leggi cosa fare dopo aver vinto un concorso pubblico: documenti, tempi e assegnazione della sede.
- Se il posto nella PA è ancora un obiettivo, consulta i concorsi pubblici e filtra per ente, regione e titolo di studio.
- Allenati sui quiz di diritto del pubblico impiego: il D.Lgs. 165/2001 e il testo unico sulla genitorialità compaiono spesso nelle banche dati.
- Approfondisci gli altri istituti del rapporto di lavoro nelle guide su permessi, assenze e mobilità.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
