Se hai vinto un concorso pubblico e lavori già, devi presentare le dimissioni rispettando il preavviso previsto dal tuo contratto collettivo. La procedura cambia tra settore privato e pubblico impiego: sono diversi i termini, le modalità di invio e le tutele, come la conservazione del posto durante il periodo di prova. Qui trovi tutti i passaggi, con i riferimenti normativi.
Devi rispettare il preavviso anche se hai vinto un concorso?
Sì. La vincita di un concorso pubblico non è una giusta causa di recesso: il rapporto attuale si chiude con le regole ordinarie delle dimissioni, fissate dall'art. 2118 del codice civile. Devi quindi rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato al tuo rapporto di lavoro.
Se non lo rispetti, il datore di lavoro può trattenerti un importo pari alla retribuzione del periodo non lavorato. È la cosiddetta indennità di mancato preavviso, addebitata di solito sull'ultima busta paga o sul TFR.
Il preavviso però è un diritto disponibile: il datore può rinunciarvi, in tutto o in parte. Per questo conviene avvisare subito e mettere per iscritto ogni accordo sulla data di uscita. Poi concorda con il nuovo ente una presa di servizio compatibile con i tuoi obblighi.
Come ti dimetti se vieni dal settore privato?
Nel settore privato le dimissioni sono valide solo in modalità telematica, come prevede l'art. 26 del D.Lgs. 151/2015. Si presentano sul portale Servizi Lavoro del Ministero del Lavoro con SPID o CIE, oppure tramite un patronato. Le dimissioni date in un'altra forma sono inefficaci.
Il momento giusto conta più della forma. Non dimetterti sulla base di una graduatoria provvisoria o della sola idoneità: aspetta la convocazione ufficiale per la firma del contratto, che indica la data di presa di servizio.
Fissa la decorrenza delle dimissioni in modo che il rapporto si chiuda il giorno prima dell'ingresso nella PA. Alla presa di servizio non puoi avere altri rapporti di impiego: lo impone il regime di incompatibilità dell'art. 53 del D.Lgs. 165/2001. Se il preavviso è lungo, puoi chiedere di coprirlo in parte con le ferie residue, se il datore è d'accordo.
Cosa cambia se sei già un dipendente pubblico?
Per i dipendenti pubblici la procedura telematica non si applica: le dimissioni si presentano per iscritto all'amministrazione di appartenenza, di norma via PEC o al protocollo. Sono un atto unilaterale e producono effetto senza bisogno di un'accettazione formale.
I termini di preavviso sono fissati dai contratti collettivi di comparto, consultabili sul sito dell'ARAN. Nelle Funzioni centrali e locali valgono in genere questi termini:
- 2 mesi, con anzianità di servizio fino a 5 anni;
- 3 mesi, con anzianità fino a 10 anni;
- 4 mesi, oltre i 10 anni di anzianità;
- per i rapporti a tempo determinato, 1 giorno ogni 15 di contratto, fino a un massimo di 30 giorni.
Molti enti, quando il dipendente passa a un'altra amministrazione per concorso, accettano una risoluzione consensuale con rinuncia totale o parziale al preavviso. Parla subito con il tuo ufficio del personale: è la strada più semplice per uscire prima senza penali.
Come funziona la conservazione del posto durante la prova?
Se sei un dipendente pubblico a tempo indeterminato e hai già superato il periodo di prova nel tuo ente, hai diritto alla conservazione del posto mentre svolgi la prova nella nuova amministrazione. Lo prevedono i contratti di comparto, per esempio l'art. 20 del CCNL Funzioni locali e l'art. 19 del CCNL Funzioni centrali. La regola vale per le amministrazioni indicate dall'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 165/2001.
In pratica presenti le dimissioni indicando che derivano dalla vincita di un concorso e chiedi nello stesso atto la conservazione del posto. La decorrenza deve coincidere con la presa di servizio: tra i due rapporti non devono esserci interruzioni.
La tutela dura quanto il periodo di prova nel nuovo ente, di norma sei mesi. Se la prova non viene superata, o se recedi tu, rientri a domanda nel posto di provenienza. Il diritto non spetta a chi arriva dal settore privato.
Cosa rischi se non rispetti il preavviso?
Il rischio è solo economico: l'indennità di mancato preavviso, cioè la retribuzione corrispondente ai giorni non lavorati, trattenuta dalle ultime competenze. Non ci sono conseguenze sul nuovo rapporto: l'ente che ti assume non c'entra con gli obblighi verso il vecchio datore di lavoro.
Prima di rassegnarti a pagare, prova le alternative. Chiedi al datore una rinuncia scritta al preavviso, anche parziale. Proponi le ferie residue a copertura dei giorni mancanti. Oppure chiedi alla nuova amministrazione di posticipare l'ingresso: il preavviso da rispettare è tra i motivi più accettati, come spieghiamo nella guida al differimento della presa di servizio.
Ricorda infine che chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI: l'indennità di disoccupazione spetta solo quando la perdita del lavoro è involontaria.
Domande frequenti
Quanto preavviso devo dare se lavoro nel privato?
Dipende dal contratto collettivo, dal livello di inquadramento e dall'anzianità: in genere da 15 giorni a 3 mesi. Trovi la tabella nel tuo CCNL, oppure puoi chiedere a un patronato o a un consulente del lavoro.
Posso dimettermi prima della firma del contratto con la PA?
Meglio di no. Aspetta la convocazione ufficiale con la data di presa di servizio: le graduatorie possono slittare e le dimissioni sono difficilmente revocabili. Leggi anche la guida su cosa fare dopo la vincita di un concorso.
Ho diritto alla NASpI se poi non supero il periodo di prova?
Il recesso dell'amministrazione per mancato superamento della prova è una cessazione involontaria, quindi la NASpI è possibile se hai i requisiti contributivi. Attenzione: dopo la legge di bilancio 2025 (art. 1, comma 171, della L. 207/2024), se ti sei dimesso nei 12 mesi precedenti servono almeno 13 settimane di contributi maturate dopo le dimissioni.
La conservazione del posto vale anche se vengo dal privato?
No: è un istituto dei contratti collettivi del pubblico impiego. Nel privato puoi solo chiedere un'aspettativa non retribuita, se il tuo CCNL o l'azienda la prevedono, ma non è un diritto garantito.
Cosa scrivo nella lettera di dimissioni per vincita di concorso?
Indica l'ente e il concorso vinto, la data di presa di servizio e la decorrenza delle dimissioni. Se sei un dipendente pubblico con i requisiti, aggiungi nello stesso atto la richiesta di conservazione del posto per la durata della prova.
Le dimissioni devono essere accettate dal datore di lavoro?
No. Sono un atto unilaterale: producono effetto quando arrivano al datore, fermo restando l'obbligo di preavviso. Nel pubblico impiego vale lo stesso principio, con le modalità di invio previste dall'amministrazione.
Il periodo di prova nel nuovo ente richiede un preavviso per recedere?
Trascorsa metà del periodo di prova, ciascuna parte può recedere senza preavviso. L'amministrazione deve però motivare il recesso. Approfondisci nella guida sul periodo di prova nel pubblico impiego.
Cosa fare adesso
Le dimissioni sono l'ultimo miglio: prima viene la vittoria. Se ti stai ancora preparando, consulta i bandi attivi filtrabili per ente, regione e titolo di studio, e allenati con i quiz per materia verificati sulle fonti ufficiali. Così arrivi alla firma del contratto con un solo pensiero: scegliere la data giusta per salutare il vecchio lavoro.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
