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Incentivi funzioni tecniche: a chi spettano e come si calcolano

Gli incentivi per funzioni tecniche premiano chi lavora a un appalto pubblico dentro l'ente: fino al 2% della base di gara, per l'80% al personale.

Redazione8 min di lettura

Gli incentivi per funzioni tecniche sono un compenso extra per chi lavora a un appalto pubblico dentro l'ente. Li prevede l'art. 45 del Codice dei contratti. Valgono al massimo il 2% dell'importo a base di gara. L'80% va al personale, in base alle attività svolte davvero.

Se stai valutando un concorso da tecnico, forse hai letto che "gli incentivi possono raddoppiare lo stipendio". È vero solo in parte. Qui trovi come funzionano, chi li riceve e quanto possono valere.

Cosa sono gli incentivi per funzioni tecniche?

Sono una voce accessoria della retribuzione. Premiano il personale interno che segue un appalto invece di affidarlo a professionisti esterni. L'idea è semplice: se l'ente progetta e dirige i lavori con i suoi dipendenti, risparmia. Una parte del risparmio torna a chi ha lavorato.

La regola sta nell'art. 45 del D.Lgs. 36/2023, il Codice dei contratti pubblici. Ha sostituito il vecchio art. 113 del D.Lgs. 50/2016. Il D.Lgs. 209/2024, il cosiddetto correttivo, lo ha poi modificato.

Le nuove regole valgono per le funzioni svolte dal 31 dicembre 2024. Lo ha chiarito il D.L. 73/2025, convertito dalla L. 105/2025. Le somme non escono dal fondo per il salario accessorio. Escono dal budget del singolo appalto, cioè dagli stanziamenti previsti per quella procedura.

Per questo l'incentivo non è uguale per tutti. Dipende da quanti appalti gestisce il tuo ufficio e da quanto valgono. Se vuoi il quadro completo delle voci variabili, leggi la guida sul salario accessorio dei dipendenti pubblici.

Quali attività danno diritto all'incentivo?

Solo quelle elencate nell'Allegato I.10 del Codice. L'elenco è tassativo: ciò che non c'è non si paga. Lo ha ribadito l'ANAC nel comunicato del 7 maggio 2025. Le attività sono:

  • programmazione della spesa per investimenti;
  • responsabile unico del progetto (RUP) e collaborazione alla sua attività;
  • documento di fattibilità delle alternative progettuali;
  • progetto di fattibilità tecnica ed economica e progetto esecutivo;
  • coordinamento per la sicurezza in progettazione ed esecuzione;
  • verifica del progetto per la validazione;
  • predisposizione dei documenti di gara;
  • direzione dei lavori e ufficio di direzione lavori;
  • direzione dell'esecuzione e suoi collaboratori;
  • collaudo tecnico-amministrativo, regolare esecuzione, verifica di conformità, collaudo statico;
  • coordinamento dei flussi informativi, aggiunto dal correttivo.

Negli appalti di servizi e forniture l'incentivo spetta solo se è nominato il direttore dell'esecuzione. Le attività contabili, come la liquidazione delle fatture, restano fuori.

A chi spettano: solo ai tecnici?

No. Conta la funzione che svolgi, non il profilo scritto nel contratto. Un istruttore amministrativo che collabora con il RUP può ricevere una quota. Un ingegnere che non tocca l'appalto non riceve nulla.

L'incentivo spetta al personale interno dell'ente. Sono esclusi i professionisti esterni e i componenti degli organi politici. Il correttivo ha tolto il vecchio divieto per i dirigenti. Ora anche loro possono riceverlo, in deroga alla regola dell'onnicomprensività dell'art. 24 del D.Lgs. 165/2001.

Lo stesso vale per chi ha un incarico di elevata qualificazione. La retribuzione di posizione assorbe quasi tutte le voci accessorie. Gli incentivi tecnici sono tra le poche eccezioni: trovi i dettagli nella guida su elevata qualificazione e posizione organizzativa.

Prima di pagare, un dirigente o un responsabile di servizio deve attestare le attività svolte. Deve sentire il RUP. Senza attestazione la quota non viene pagata e torna al fondo per l'innovazione.

Come si calcola l'incentivo?

Il calcolo ha tre passaggi. Primo: l'ente accantona fino al 2% dell'importo a base di gara, IVA esclusa. Il ribasso offerto dall'impresa non conta. Secondo: l'80% di questa somma va al personale. Il restante 20% finanzia strumenti digitali, formazione e assicurazione dei dipendenti.

Terzo: l'80% si divide tra le persone e le attività, secondo i criteri dell'ente. Non serve più un regolamento specifico, ma serve comunque un atto di valenza generale. Di solito è un regolamento o una delibera che assegna una percentuale a ogni fase.

Attenzione a un dettaglio. Per legge, gli importi comprendono anche i contributi a carico dell'ente. Molti regolamenti includono anche l'IRAP. Quindi la cifra che vedi in busta paga è più bassa della quota teorica.

Un esempio. Lavori con base di gara di 1.000.000 euro. Il 2% vale 20.000 euro. L'80% per il personale vale 16.000 euro. Tolti contributi e IRAP a carico dell'ente, restano circa 12.000 euro lordi. Vanno divisi tra RUP, progettisti, direttore dei lavori e collaboratori. Su un appalto da 100.000 euro la stessa quota scende a circa 1.200 euro.

C'è un tetto a quanto puoi ricevere?

Sì. In un anno l'incentivo non può superare il tuo trattamento economico complessivo annuo lordo. In pratica, al massimo raddoppia la retribuzione. Il tetto sale del 15% negli enti che usano la modellazione digitale delle costruzioni, il BIM. La parte in eccesso non si perde per l'ente: finisce nel fondo per l'innovazione.

Con il vecchio codice il tetto era il 50% del trattamento annuo. Per le attività regolate dal D.Lgs. 50/2016 vale ancora quel limite.

Sul piano fiscale l'incentivo è reddito da lavoro dipendente. Si somma allo stipendio e paga IRPEF e addizionali con le regole ordinarie. Se arriva anni dopo, può rientrare nella tassazione separata degli arretrati. Dipende dalla causa del ritardo: chiedi all'ufficio personale.

E il limite al salario accessorio? L'art. 23, comma 2, del D.Lgs. 75/2017 fissa un tetto alla spesa accessoria. La Corte dei conti, Sezione delle autonomie (delibera 6/2018), ha escluso da quel tetto gli incentivi del vecchio art. 113, perché gravano sui singoli appalti. Anche l'art. 45 li colloca negli stanziamenti delle procedure. Per il tuo caso, verifica come si regola il tuo ente.

Conviene puntare su un profilo tecnico nei concorsi?

Dipende dall'ente. In un Comune con molti cantieri, chi fa il RUP o dirige i lavori può ricevere cifre importanti. In un ente con pochi appalti, l'incentivo può valere poche centinaia di euro l'anno. O anche zero.

Tieni conto anche delle responsabilità. Il RUP risponde dei tempi e dei costi dell'opera. Se i tempi o i costi crescono senza motivo, l'incentivo si riduce. Non è un bonus garantito: è un compenso legato al risultato.

Prima di scegliere, guarda lo stipendio base del profilo nelle schede stipendi. Poi valuta l'incentivo come una voce in più, non come una certezza. I bandi aperti per questi ruoli li trovi nelle pagine concorsi per funzionario tecnico e concorsi per istruttore tecnico.

Domande frequenti

Gli incentivi tecnici sono obbligatori?

Non del tutto. L'art. 45 permette all'ente di scegliere una modalità diversa per retribuire le funzioni tecniche. In quel caso non c'è l'obbligo di accantonare il 2%. Se l'ente sceglie gli incentivi, deve seguire le regole dell'articolo.

Chi paga gli incentivi per funzioni tecniche?

L'ente che bandisce l'appalto, con le somme stanziate per quella procedura. Le somme sono nel quadro economico dell'opera o del servizio. Non escono dal fondo per il salario accessorio.

Spettano anche negli affidamenti diretti?

Sì, se le attività rientrano nell'Allegato I.10 e l'ente ha stanziato le risorse. L'ANAC lo ha ammesso con il parere 54/2023. Senza uno stanziamento previsto non si possono usare le economie di spesa.

Quanto prende di solito un RUP?

Non esiste una cifra standard. Dipende dal valore dell'appalto e dalla percentuale che il regolamento dell'ente assegna al RUP. Chiedi all'ufficio il regolamento sugli incentivi: è un atto pubblico.

Quando vengono pagati?

Dopo che il dirigente attesta le attività svolte, di solito a fasi. Spesso si paga una parte alla fine della progettazione e il resto dopo il collaudo. I tempi variano molto tra un ente e l'altro.

Gli incentivi escono nelle prove dei concorsi tecnici?

Sì, capita. Il Codice dei contratti è quasi sempre in programma nei concorsi per profili tecnici. L'art. 45 e il ruolo del RUP sono domande frequenti anche all'orale. Puoi allenarti con i quiz per concorsi.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

Cosa fare adesso

Se punti a un ruolo tecnico nella PA, parti dal bando giusto. Cerca i concorsi aperti su Piattaforma Concorsi, filtrando per profilo e regione. Poi studia il Codice dei contratti e allenati con i quiz sulle materie d'esame.

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