L'indennità di comparto è una voce fissa della busta paga di chi lavora in Comuni, Province, Regioni e Città metropolitane. Oggi vale da 22 a 36 euro lordi al mese, per dodici mensilità. Dal 1° gennaio 2026 una parte è confluita nello stipendio tabellare. Ecco cos'è, a chi spetta, quanto vale e cosa è cambiato.
Cos'è l'indennità di comparto?
È una voce fissa e ricorrente che si aggiunge allo stipendio tabellare. Nasce con l'art. 33 del CCNL Regioni e autonomie locali del 22 gennaio 2004. Lo scopo dichiarato era avvicinare gli stipendi degli enti locali a quelli del resto della pubblica amministrazione.
Il contratto le assegna tre caratteristiche precise:
- Generalità: spetta a tutto il personale del comparto, senza domanda.
- Fissità: non dipende dai risultati, dalla sede o dalle mansioni.
- Dodici mensilità: non entra nella tredicesima.
Segue le sorti dello stipendio tabellare. Se il tabellare si riduce o si sospende, succede lo stesso all'indennità. Non è un premio e non si contratta in sede locale. Il D.Lgs. 165/2001, art. 45 affida infatti ai contratti collettivi la definizione del trattamento economico. Per questo gli importi sono uguali in tutta Italia.
A chi spetta l'indennità di comparto?
Spetta al personale non dirigente del comparto Funzioni Locali. Vale sia per chi è a tempo indeterminato sia per chi è a tempo determinato. Riguarda tutte e quattro le aree di inquadramento: operatori, operatori esperti, istruttori, funzionari ed elevata qualificazione.
La trovi quindi in busta paga se lavori, ad esempio, come istruttore amministrativo in un Comune, agente di polizia locale o funzionario tecnico in Regione. Non spetta invece ai dirigenti e ai segretari comunali, che hanno un contratto diverso con voci proprie.
Gli altri comparti hanno voci con logica simile ma nome e importi diversi:
- Funzioni Centrali (ministeri, agenzie fiscali): indennità di amministrazione, di solito molto più alta.
- Enti pubblici non economici (ad esempio INPS): indennità di ente.
- Sanità e scuola: non hanno un'indennità di comparto, ma voci proprie previste dai rispettivi contratti.
Se stai valutando un bando da istruttore amministrativo, ricordati che la voce è la stessa in ogni Comune.
Quanto vale l'indennità di comparto nel 2026?
Gli importi sono fissati dalla Tabella C del CCNL Funzioni Locali 2022-2024, firmato il 23 febbraio 2026. Ecco i valori mensili lordi prima e dopo il 1° gennaio 2026:
- Funzionari ed elevata qualificazione: da 51,90 a 36,33 euro.
- Istruttori: da 45,80 a 32,06 euro.
- Operatori esperti: da 39,31 a 27,52 euro.
- Operatori: da 32,40 a 22,68 euro.
I valori di partenza sono gli stessi fissati nel 2004. In più di vent'anni l'indennità non è mai stata aumentata. Per questo molti neoassunti la trovano "quasi inesistente" rispetto a quella dei ministeri.
Su base annua, prima del 2026 un funzionario riceveva 622,80 euro lordi (51,90 per 12 mesi). È la cifra che trovi ancora in molti contratti di assunzione firmati negli anni passati. Dal 2026 la voce residua vale 435,96 euro all'anno per i funzionari e 384,72 euro per gli istruttori.
Cosa cambia con il conglobamento dal 2026?
L'art. 60 del nuovo contratto ha spostato una parte dell'indennità dentro lo stipendio tabellare. La decorrenza è il 1° gennaio dell'anno successivo alla firma dell'ipotesi di contratto, avvenuta il 3 novembre 2025. Quindi dal 1° gennaio 2026.
Per un funzionario la quota spostata è di 15,57 euro al mese. In cambio il tabellare cresce di 14,37 euro al mese, però per tredici mensilità. Il conto annuo resta in pratica uguale: 15,57 per 12 fa 186,84 euro, 14,37 per 13 fa 186,81 euro.
In concreto, quindi:
- Non è un aumento. La stessa somma passa da una voce all'altra della busta paga.
- Una parte arriva con la tredicesima, perché ora fa parte del tabellare.
- Il tabellare annuo sale: 25.114,11 euro per i funzionari, 23.138,75 per gli istruttori, 20.583,23 per gli operatori esperti e 19.753,07 per gli operatori, più la tredicesima.
- La quota residua è pagata dal Fondo risorse decentrate dell'ente, che viene ridotto di conseguenza.
La riduzione del Fondo resta calcolata "figurativamente" ai fini del tetto al salario accessorio previsto dall'art. 23, comma 2, del D.Lgs. 75/2017. In pratica l'operazione non libera nuove risorse per premi e produttività.
Conta per TFS, tredicesima e part-time?
La risposta cambia tra la quota conglobata e la quota residua.
- Trattamento di fine servizio: l'indennità di comparto non entra nella base di calcolo dell'indennità di fine servizio. La quota conglobata invece sì, perché ora è tabellare, ma solo per il servizio dal 2026 in poi (il cosiddetto pro-rata). Trovi il quadro completo nella guida su TFS e TFR.
- Tredicesima: la quota residua non la genera, perché si paga per dodici mesi. La quota conglobata sì.
- Part-time: l'indennità si riduce nella stessa proporzione del tabellare.
- Malattia e aspettativa: si riduce o si sospende nei casi in cui si riduce o si sospende il tabellare.
Perché conta quando scegli un concorso?
L'indennità di comparto spiega buona parte della differenza di stipendio tra un Comune e un ministero. A parità di area, negli enti locali la voce fissa aggiuntiva vale poche decine di euro. Nei ministeri l'indennità di amministrazione vale spesso qualche centinaio di euro al mese.
Negli enti locali la differenza la fa il salario accessorio: produttività, indennità specifiche, incarichi. Queste voci però cambiano molto da ente a ente. Il bando indica di solito solo il tabellare. Per stimare il netto parti dai dati del ruolo nella sezione stipendi e usa il calcolatore quanto prendo, che tiene conto anche delle addizionali del tuo Comune.
Domande frequenti
Spetta anche con un contratto a tempo determinato?
Sì. Il contratto la riconosce a tutto il personale del comparto, a tempo indeterminato e determinato. L'importo è lo stesso, a parità di area.
Si prende già durante il periodo di prova?
Sì. È una voce generale legata al rapporto di lavoro, non all'esito della prova. La trovi già nel primo cedolino, insieme al tabellare.
Il conglobamento del 2026 mi ha aumentato lo stipendio?
No. Il totale annuo resta praticamente uguale: cambia solo la composizione. Gli aumenti del 2026 vengono dagli incrementi contrattuali, che sono un'altra cosa. Lo spiega la guida sull'indennità di vacanza contrattuale.
Se passo da istruttore a funzionario cosa succede?
L'importo segue l'area. Con il passaggio all'area dei funzionari ricevi il valore previsto per quell'area: 36,33 euro al mese invece di 32,06.
Dove trovo la tabella ufficiale aggiornata?
Nella Tabella C allegata al CCNL Funzioni Locali del 23 febbraio 2026, pubblicato sul sito dell'ARAN. La colonna 4 riporta i valori in vigore dal 2026.
Come la riconosco nel cedolino?
Di solito compare con la dicitura "indennità di comparto" tra le voci fisse, vicino al tabellare. Il nome esatto dipende dal software dell'ente. Per orientarti tra le altre voci leggi la guida su come leggere il cedolino.
Cosa fare adesso
Se stai scegliendo tra un concorso in un Comune e uno in un ministero, confronta sempre tabellare e voci fisse separatamente. Trovi i bandi aggiornati degli enti locali nella sezione concorsi, filtrabili per profilo e regione. L'ordinamento degli enti locali e il pubblico impiego sono materie frequenti in queste prove: allenati nella sezione quiz.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.
