La norma taglia idonei limita al 20% dei posti messi a concorso il numero di candidati che possono essere dichiarati idonei non vincitori. Dopo due anni di sospensione, è di nuovo operativa per i bandi pubblicati dal 1° gennaio 2026. In questa guida vedi come funziona, quali concorsi sono esclusi e cosa cambia per la tua preparazione.
Cosa prevede la norma taglia idonei?
La regola è contenuta nell'art. 35, comma 5-ter del Testo unico del pubblico impiego (D.Lgs. 165/2001): nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale dopo l'ultimo vincitore, in numero non superiore al 20 per cento dei posti messi a concorso.
In pratica: se un bando prevede 100 posti, la graduatoria finale conterrà i 100 vincitori più al massimo 20 idonei non vincitori. Su un bando più piccolo, da 10 posti, gli idonei saranno al massimo 2. Chi supera le prove ma si colloca oltre questa soglia non entra in graduatoria e non può essere assunto con uno scorrimento successivo.
La disciplina è stata introdotta nel 2023 con il decreto PA e riformulata dal D.L. 75/2023, convertito nella legge 112/2023. L'obiettivo dichiarato è evitare graduatorie molto più lunghe dei posti realmente disponibili.
A quali concorsi si applica dal 2026?
Il criterio generale è la data di pubblicazione del bando. La norma è stata sospesa fino al 31 dicembre 2025, da ultimo con l'art. 4, comma 9 del D.L. 25/2025, convertito nella legge 69/2025. I bandi pubblicati durante la sospensione restano soggetti alle vecchie regole, senza tetto al numero di idonei.
Per i bandi pubblicati dal 1° gennaio 2026 il limite del 20% è invece pienamente operativo. Non si tratta di una norma retroattiva: la posizione di chi è già inserito in una graduatoria approvata non cambia.
Attenzione a un caso particolare. Alcune amministrazioni hanno chiarito con avvisi ufficiali che il limite si applica anche a bandi pubblicati prima della sospensione, nei periodi in cui la norma era in vigore. In caso di dubbio fa fede ciò che scrivono il bando e gli avvisi dell'ente che ha indetto il concorso.
Quali concorsi sono esclusi dal limite?
Lo stesso art. 35, comma 5-ter elenca le categorie a cui il tetto del 20% non si applica:
- personale sanitario e socio-sanitario;
- personale educativo e scolastico, compreso quello dei servizi educativi gestiti direttamente da comuni e unioni di comuni;
- ricercatori;
- personale in regime di diritto pubblico, come magistrati e forze armate (art. 3 del D.Lgs. 165/2001).
Il limite inoltre non opera per i concorsi banditi da regioni, province ed enti locali con non più di 20 posti a bando, per i comuni con meno di 3.000 abitanti e per le assunzioni a tempo determinato. L'elenco aggiornato delle deroghe è nel testo della norma su Normattiva: verifica sempre la versione vigente, perché la disciplina è stata modificata più volte.
Perché la norma fa discutere?
Il legislatore punta a graduatorie più corte e concorsi banditi con maggiore frequenza: senza lunghe liste di idonei da cui attingere per anni, le amministrazioni devono programmare nuove selezioni più spesso. Per chi cerca un posto nella pubblica amministrazione questo può significare più bandi pubblicati ogni anno.
Le critiche arrivano soprattutto da chi vede sprecato il lavoro di valutazione già fatto. Un candidato che supera tutte le prove ma resta fuori dal 20% non potrà essere assunto nemmeno se l'amministrazione, pochi mesi dopo, ha di nuovo bisogno dello stesso profilo. Per l'ente significa bandire un nuovo concorso, con costi e tempi aggiuntivi.
Il dibattito resta aperto e nel corso del 2026 sono state discusse proposte di modifica. Fino a un nuovo intervento del legislatore, però, la regola del 20% resta in vigore per i bandi pubblicati dal 1° gennaio 2026.
Cosa cambia per la tua strategia di preparazione?
Con il tetto agli idonei, superare le prove non basta più: conta la posizione in graduatoria. Pochi punti di differenza possono decidere se rientri nel 20% o resti fuori. L'obiettivo diventa il punteggio più alto possibile, non la sufficienza.
Tre mosse concrete:
- Scegli con attenzione i bandi: a parità di profilo, un concorso con molti posti offre più margine sia per la vittoria sia per la fascia idonei. Confronta i bandi attivi nella sezione concorsi.
- Allenati per il punteggio, non per la sufficienza: i quiz per materia ti aiutano a individuare le lacune e a trasformarle in punti.
- Se sei già idoneo in una graduatoria precedente, le regole per te non cambiano: per capire cosa aspettarti leggi le guide su cosa succede agli idonei non vincitori e sullo scorrimento delle graduatorie.
C'è infine un effetto indiretto: se le amministrazioni non possono più attingere a lunghe liste di idonei, dovranno bandire concorsi con maggiore frequenza. Tenere d'occhio i nuovi bandi diventa parte della strategia: chi si accorge per primo di una selezione adatta al proprio profilo ha più tempo per prepararla.
Domande frequenti
Il limite è del 20% o del 25%?
Il testo vigente dell'art. 35, comma 5-ter del D.Lgs. 165/2001 fissa il limite al 20% dei posti messi a concorso. La disciplina è stata ritoccata più volte tra il 2023 e il 2025, per questo alcune fonti citano percentuali diverse: fa fede il testo aggiornato su Normattiva.
La norma taglia idonei è retroattiva?
No. Le graduatorie già approvate non vengono toccate e i bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2025, durante la sospensione, seguono le vecchie regole. Il limite riguarda i bandi pubblicati dal 1° gennaio 2026, oltre ad alcuni bandi precedenti pubblicati quando la norma era in vigore.
Si applica ai concorsi della scuola e della sanità?
No. Il personale educativo e scolastico e quello sanitario e socio-sanitario sono esclusi per espressa previsione della norma, insieme ai ricercatori e al personale in regime di diritto pubblico.
Gli idonei entro il 20% possono essere assunti con lo scorrimento?
Sì. Chi rientra nel tetto resta in graduatoria e può essere chiamato secondo le regole ordinarie, finché la graduatoria è valida. Per i tempi leggi la guida sulla validità delle graduatorie.
Come capisco se il mio concorso è soggetto al limite?
Controlla la data di pubblicazione del bando e il settore del concorso. Il bando indica le regole applicate alla graduatoria: se è stato pubblicato dal 1° gennaio 2026 e non rientra nelle deroghe, il tetto del 20% si applica.
Cosa posso fare se resto fuori dal 20%?
Il superamento delle prove non ti dà un diritto all'assunzione oltre la soglia. Puoi però usare la preparazione già fatta per candidarti subito ad altri bandi simili: le materie ricorrono spesso da un concorso all'altro. Diritto amministrativo, diritto costituzionale e logica tornano nella maggior parte delle selezioni, quindi il lavoro di studio non va perso.
Cosa fare adesso
La norma taglia idonei rende la scelta del bando e il punteggio finale ancora più decisivi. Cerca i bandi aperti con più posti nella sezione concorsi e inizia ad allenarti con i quiz per materia: con il limite del 20%, ogni punto in più in graduatoria vale doppio e può fare la differenza tra un posto e una nuova attesa.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
