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Privatizzazione del pubblico impiego: cos'è e le tappe

La privatizzazione del pubblico impiego regola dal 1993 il lavoro nella PA con codice civile e contratti collettivi. Tappe, esclusi e giudice competente.

Redazione7 min di lettura

La privatizzazione del pubblico impiego è la riforma che, dal 1993, regola il lavoro nella PA con il codice civile e i contratti collettivi, al posto di leggi e atti unilaterali. Il concorso resta obbligatorio, ma una volta assunto il tuo rapporto funziona in gran parte come nel privato.

Cos'è la privatizzazione del pubblico impiego?

Prima degli anni Novanta il dipendente pubblico era legato allo Stato da un rapporto di diritto pubblico. L'assunzione era un provvedimento amministrativo. Stipendio, orario e carriera li decidevano leggi e regolamenti. Le liti finivano davanti al giudice amministrativo.

Con la privatizzazione questo schema cambia. Oggi il rapporto nasce da un contratto individuale di lavoro e segue le regole del codice civile. Lo dice l'art. 2, comma 2, del D.Lgs. 165/2001. Restano salve le norme speciali del decreto, che sono imperative.

Per questo molti studiosi preferiscono la parola contrattualizzazione. L'ente resta pubblico e non viene venduto a nessuno. Cambia solo lo strumento che regola il lavoro: il contratto prende il posto del provvedimento. È la distinzione che le commissioni chiedono più spesso all'orale.

Quali sono le tappe della privatizzazione?

La riforma non è nata in un giorno. Si è sviluppata in quattro fasi, con alcuni passi indietro. Ecco le norme da ricordare, in ordine.

  1. 1992-1993, prima privatizzazione. La L. 421/1992 delega il Governo. Il D.Lgs. 29/1993 porta il rapporto sotto il codice civile e separa politica e gestione.
  2. 1997-1998, seconda privatizzazione. Dopo la L. 59/1997, il D.Lgs. 80/1998 estende il modello ai dirigenti e sposta le liti al giudice del lavoro.
  3. 2001, testo unico. Il D.Lgs. 165/2001 raccoglie tutte le norme in un solo testo. È ancora oggi la legge di riferimento.
  4. 2009, riforma Brunetta. Il D.Lgs. 150/2009 riduce lo spazio dei contratti collettivi e rafforza il ruolo della legge.
  5. 2017, riforma Madia. Il D.Lgs. 75/2017 ridà spazio alla contrattazione nelle materie dell'art. 40.

Cosa cambia nel rapporto di lavoro?

La privatizzazione tocca quattro aspetti concreti del tuo lavoro.

  • Le fonti. Oltre alla legge, contano il codice civile e i contratti collettivi. Lo stipendio, base e accessorio, lo fissano i contratti (art. 45).
  • I poteri del dirigente. Chi gestisce il personale agisce con i poteri del privato datore di lavoro (art. 5, comma 2). Un ordine di servizio non è più un atto amministrativo.
  • La separazione tra politica e gestione. Gli organi politici fissano obiettivi e risorse. I dirigenti gestiscono uffici e persone (art. 4).
  • L'ARAN. Al tavolo nazionale le amministrazioni sono rappresentate dall'ARAN (art. 46). I comparti sono al massimo quattro (art. 40, comma 2).

Attenzione però: non tutto si può contrattare. L'art. 40 esclude l'organizzazione degli uffici e le prerogative dei dirigenti. Su sanzioni disciplinari, mobilità e premi il contratto vale solo nei limiti della legge.

Quali dipendenti pubblici sono esclusi dalla privatizzazione?

Alcune categorie restano in regime di diritto pubblico. Sono elencate nell'art. 3 del D.Lgs. 165/2001. Il loro rapporto lo regolano ancora leggi e ordinamenti propri, non i contratti collettivi.

  • magistrati ordinari, amministrativi, contabili e tributari;
  • avvocati e procuratori dello Stato;
  • personale militare e delle Forze di polizia di Stato;
  • carriera diplomatica e carriera prefettizia;
  • personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • carriera dirigenziale penitenziaria;
  • professori e ricercatori universitari;
  • dipendenti di alcune autorità indipendenti, come Banca d'Italia, Consob e Antitrust.

Il motivo è che queste funzioni toccano il cuore dei poteri dello Stato: giustizia, difesa, ordine pubblico, politica estera. Se ti prepari a un concorso per le forze armate o di polizia, ricordalo. Il tuo futuro rapporto non seguirà il modello privatizzato che studi per gli altri enti.

Chi decide le liti: il giudice del lavoro o il TAR?

Qui la privatizzazione ha un effetto molto pratico. L'art. 63 del D.Lgs. 165/2001 divide le controversie in due gruppi.

  • Giudice ordinario, come giudice del lavoro. Decide le liti sul rapporto già in corso: stipendio, mansioni, sanzioni, licenziamento, incarichi dirigenziali. Anche la lite sull'assunzione di chi ha già vinto spetta a lui.
  • Giudice amministrativo (TAR). Decide le liti sulle procedure concorsuali e quelle del personale non privatizzato dell'art. 3.

In pratica il confine passa dalla graduatoria. Se contesti un quesito, un punteggio o un'esclusione, sei davanti al TAR. Se invece sei già assunto e contesti una decisione del datore, vai dal giudice del lavoro. Per le questioni anteriori al 30 giugno 1998 valeva ancora la vecchia regola (art. 69, comma 7). Se pensi a un ricorso, leggi la nostra guida su come fare ricorso contro un concorso pubblico.

Perché si parla di privatizzazione imperfetta?

Il lavoro pubblico non è diventato uguale a quello privato. Alcune regole restano diverse, e sono tra le domande preferite dalle commissioni.

  • Il concorso è obbligatorio. Lo impone l'art. 97 della Costituzione: nella PA si entra per concorso, salvo i casi previsti dalla legge.
  • Niente conversione dei contratti a termine. Nel privato un termine illegittimo può trasformarsi in un posto fisso. Nella PA no: spetta solo il risarcimento del danno (art. 36, comma 5).
  • Le mansioni superiori non danno la promozione. Anche se le svolgi a lungo, il tuo inquadramento non cambia: ricevi solo la differenza di stipendio (art. 52). Ne parliamo nella guida sulle mansioni superiori.
  • Gli aumenti passano solo dai contratti. L'art. 2, comma 3, vieta di attribuire trattamenti economici fuori dalla contrattazione, salvo i casi previsti dalla legge.

Come si studia la privatizzazione per il concorso?

L'argomento compare nei programmi di quasi tutti i concorsi amministrativi, spesso sotto la voce "disciplina del lavoro pubblico". Nei quiz a risposta multipla le domande sono quasi sempre su date e numeri. Chiedono l'anno del D.Lgs. 29/1993, il giudice competente o le categorie dell'art. 3.

Il metodo più efficace è partire dal testo vigente. Leggi gli artt. 2, 3, 40 e 63 del D.Lgs. 165/2001 e costruisci una linea del tempo con le cinque tappe. Poi verifica la memoria con i quiz. La nostra guida al D.Lgs. 165/2001 spiegato per i concorsi ti aiuta a collegare il tema al resto del testo unico.

All'orale serve un passo in più. Devi saper spiegare perché la riforma è "imperfetta" e fare un esempio concreto, come la regola sul giudice dei concorsi. Se il programma è ampio, inserisci il tema nel blocco di diritto amministrativo.

Domande frequenti

Privatizzazione significa che la PA è stata venduta ai privati?

No. Gli enti restano pubblici. Cambia solo la disciplina del rapporto di lavoro, che oggi segue il codice civile e i contratti collettivi.

Quando è avvenuta la privatizzazione del pubblico impiego?

È partita con la L. 421/1992 e il D.Lgs. 29/1993. La seconda fase è del 1997-1998. Dal 2001 le norme sono raccolte nel D.Lgs. 165/2001.

I docenti della scuola sono privatizzati?

Sì. Docenti e personale ATA hanno un rapporto contrattualizzato e un contratto collettivo nazionale. Restano esclusi solo professori e ricercatori universitari.

Le forze di polizia hanno un contratto collettivo?

Non nel senso dell'art. 40. Il loro rapporto resta di diritto pubblico. Le regole economiche e normative seguono procedure di concertazione previste da leggi speciali.

Se vengo escluso da un concorso, a chi faccio ricorso?

Al TAR, perché le procedure concorsuali restano al giudice amministrativo. Contano termini brevi, quindi muoviti appena ricevi la comunicazione.

Cosa ha cambiato la riforma Madia?

Il D.Lgs. 75/2017 ha restituito ai contratti nazionali la possibilità di derogare alle leggi nelle materie loro affidate. La riforma del 2009 l'aveva molto ristretta.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

Cosa fare adesso

Trova il bando giusto nella pagina dei concorsi pubblici e controlla se il programma include la disciplina del lavoro pubblico. Poi ripassa la teoria con le nostre guide e mettiti alla prova con i quiz per materia, con la citazione normativa su ogni risposta.

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