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Visita fiscale dipendenti pubblici: fasce orarie e regole

Le fasce di reperibilità per i dipendenti pubblici sono 10:00-12:00 e 17:00-19:00, tutti i giorni. Ecco regole, esoneri e sanzioni.

Redazione6 min di lettura

La visita fiscale è il controllo domiciliare che verifica lo stato di malattia di chi è assente dal lavoro. Per i dipendenti pubblici le fasce di reperibilità sono dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, tutti i giorni, comprese domeniche e festività. Sono le stesse fasce del settore privato dal messaggio INPS n. 4640 del 22 dicembre 2023.

Quali sono le fasce orarie della visita fiscale per i dipendenti pubblici?

Le fasce di reperibilità sono due ogni giorno: la mattina dalle 10:00 alle 12:00 e il pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00. Valgono per ogni giorno di prognosi indicato nel certificato, festivi inclusi.

Fino al 2023 la regola era diversa. Il decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione 17 ottobre 2017, n. 206, fissava per il pubblico impiego fasce molto più ampie: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, cioè sette ore al giorno.

Il TAR Lazio, con la sentenza 3 novembre 2023, n. 16305, ha annullato in parte quel regolamento. Da lì è arrivato l'allineamento: con il messaggio n. 4640 del 22 dicembre 2023 l'INPS ha comunicato che le visite domiciliari ai lavoratori pubblici si svolgono nelle stesse fasce previste per i privati.

Tre conseguenze pratiche per te:

  • Devi essere al domicilio indicato nel certificato in entrambe le fasce, anche se abiti altrove.
  • Se cambi indirizzo durante la malattia, devi comunicarlo subito all'amministrazione e aggiornare il certificato.
  • Fuori dalle quattro ore complessive non hai obblighi di presenza, salvo esigenze di cura.

Chi chiede la visita fiscale nel pubblico impiego e quando arriva?

Dal 1° settembre 2017 esiste il cosiddetto polo unico. La competenza sulle visite mediche di controllo è concentrata sull'INPS, sia per il settore privato sia per quello pubblico. Il passaggio è stato introdotto dal D.Lgs. 75/2017, che ha modificato l'articolo 55-septies del D.Lgs. 165/2001.

La visita può partire in due modi. La richiede l'amministrazione presso cui lavori, oppure la dispone l'INPS d'ufficio secondo i propri criteri di controllo.

Non esiste un numero massimo di controlli. La richiesta è possibile fin dal primo giorno di assenza e può ripetersi più volte nello stesso periodo di malattia, anche a ridosso di sabati, domeniche e festivi.

Il medico incaricato si presenta senza preavviso. Se non trova nessuno, lascia un avviso e la visita si considera non effettuata: dovrai poi presentarti a visita ambulatoriale di controllo nella data e nella sede indicate.

Il punto di partenza resta il certificato. Il medico curante lo trasmette per via telematica all'INPS e ti consegna il numero di protocollo. Da quel momento l'amministrazione può consultare l'attestato di malattia e disporre il controllo.

Il tuo compito è comunicare tempestivamente l'assenza all'ufficio, secondo le modalità previste dal regolamento interno, e indicare l'indirizzo di reperibilità corretto. Il certificato cartaceo va consegnato solo nei casi residui in cui la trasmissione telematica non è possibile.

Cosa succede se sei assente alla visita fiscale?

L'assenza al controllo, se non giustificata, produce due effetti distinti: una sanzione economica e un possibile rilievo disciplinare. Restano separati e possono cumularsi.

Sul piano economico, l'articolo 55-septies del D.Lgs. 165/2001 rinvia all'articolo 5, comma 14, del D.L. 463/1983. La progressione è questa:

  • Prima assenza ingiustificata: perdita dell'intero trattamento economico per i primi dieci giorni di malattia.
  • Seconda assenza ingiustificata: riduzione del 50% del trattamento per il periodo residuo.
  • Terza assenza ingiustificata: perdita del trattamento dalla data del controllo in poi.

Sul piano disciplinare, l'amministrazione valuta il comportamento secondo il CCNL di comparto e il codice disciplinare. Un'assenza isolata e spiegabile pesa diversamente da assenze ripetute.

L'assenza però può essere giustificata. Se al momento della visita eri da un medico, in ospedale o in farmacia per una necessità legata alla malattia, conserva l'attestazione con l'orario e trasmettila all'ufficio del personale. È lo stesso principio dell'articolo 55-septies per le assenze dovute a visite, terapie ed esami diagnostici.

Chi è esonerato dalle fasce di reperibilità?

L'esonero non è generalizzato. Riguarda situazioni sanitarie tipizzate, indicate dal decreto ministeriale 206/2017 e richiamate dalle amministrazioni nelle proprie circolari.

Sono escluse dall'obbligo di reperibilità le assenze dovute a:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • infortuni sul lavoro;
  • malattie riconosciute dipendenti da causa di servizio;
  • stati patologici connessi a una situazione di invalidità riconosciuta.

Attenzione a un punto che genera molti equivoci: l'esonero non scatta perché sei convinto di rientrare in una di queste categorie. Deve risultare dalla documentazione sanitaria e dagli atti in possesso dell'amministrazione.

Se hai un dubbio, la mossa prudente è chiedere conferma scritta all'ufficio del personale prima di considerarti libero dall'obbligo. Nel frattempo, comportati come se la reperibilità valesse.

Puoi uscire di casa mentre sei in malattia?

Fuori dalle fasce orarie non sei obbligato a restare in casa. Non significa però che qualsiasi comportamento sia neutro.

La malattia sospende la prestazione lavorativa per consentire il recupero. Un'attività che ritarda la guarigione può avere rilievo disciplinare, a prescindere dalla presenza al controllo. La giurisprudenza valuta caso per caso il legame tra condotta e patologia.

Alcune regole pratiche utili:

  • Programma commissioni e spostamenti fuori dalle fasce 10:00-12:00 e 17:00-19:00.
  • Se devi allontanarti in fascia per una visita specialistica, fatti rilasciare l'attestazione con l'orario.
  • Se sei ricoverato, il ricovero stesso documenta l'impossibilità del controllo domiciliare.
  • Verifica che nel certificato l'indirizzo di reperibilità sia quello dove ti trovi davvero.

Queste regole valgono per tutti i comparti: funzioni centrali, funzioni locali, sanità, scuola. Cambiano invece le procedure interne di comunicazione, che ogni ente disciplina nel proprio regolamento.

Domande frequenti

Le fasce di reperibilità valgono anche il sabato e la domenica?

Sì. L'obbligo riguarda tutti i giorni del periodo di prognosi, compresi sabato, domenica e festività. Non ci sono giorni esclusi.

Il medico fiscale può tornare più volte?

Sì. I controlli possono essere disposti più volte nello stesso periodo di malattia, sia su richiesta dell'amministrazione sia d'ufficio da parte dell'INPS.

Cosa succede se suonano e non sento il campanello?

La visita risulta non effettuata e ti verrà chiesto di presentarti a visita ambulatoriale. Se non ti presenti nemmeno lì, l'assenza si considera ingiustificata. Controlla che citofono e nome sul campanello siano corretti.

Le fasce per i dipendenti pubblici e privati sono davvero le stesse?

Sì, dal messaggio INPS n. 4640 del 22 dicembre 2023. Prima i dipendenti pubblici avevano fasce più ampie, sette ore contro quattro.

Chi paga la visita fiscale?

Il controllo è a carico dell'amministrazione che lo richiede o dell'INPS quando è disposto d'ufficio. Al dipendente non viene addebitato nulla.

La reperibilità vale anche durante il periodo di prova?

Sì. Le regole sulle assenze per malattia si applicano dal primo giorno di servizio, periodo di prova compreso. Cambiano semmai gli effetti dell'assenza prolungata sulla durata della prova.

Se cambio indirizzo durante la malattia cosa devo fare?

Devi comunicarlo subito all'amministrazione e chiedere al medico l'aggiornamento del domicilio di reperibilità. Il controllo avviene all'indirizzo risultante agli atti: se non corrisponde, l'assenza rischia di essere considerata ingiustificata.

Dove trovo le regole aggiornate del mio ente?

Nel regolamento sulle assenze e nelle circolari dell'ufficio del personale, di norma pubblicati nella sezione Amministrazione trasparente del sito istituzionale.

Cosa fare adesso

Le regole sulle assenze fanno parte del pacchetto che ti riguarderà da dipendente pubblico, e nei concorsi compaiono spesso tra le materie di diritto del pubblico impiego.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.

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