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Addizionali regionali e comunali: perché il netto cala

Addizionali regionali e comunali: cosa sono, quanto pesano e perché in busta paga si pagano l'anno dopo, facendo calare il netto al secondo anno.

Redazione7 min di lettura

Le addizionali regionali e comunali sono due imposte che si aggiungono all'IRPEF. Le decidono la tua regione e il tuo comune. In busta paga si pagano l'anno dopo, a rate. Per questo chi è appena stato assunto nella PA vede spesso il netto scendere al secondo anno. Qui trovi come funzionano, quanto pesano e come leggerle sul cedolino.

Cosa sono le addizionali regionali e comunali?

Sono due imposte locali calcolate sullo stesso reddito dell'IRPEF. La base è il reddito complessivo al netto degli oneri deducibili. Per un dipendente pubblico coincide in pratica con lo stipendio lordo meno i contributi a suo carico.

  • L'addizionale regionale è prevista dall'art. 50 del D.Lgs. 446/1997. L'aliquota base è l'1,23% ed è uguale in tutta Italia. Ogni regione può alzarla con una propria legge.
  • L'addizionale comunale è prevista dall'art. 1 del D.Lgs. 360/1998. Il comune può fissare un'aliquota fino allo 0,8%. Può anche prevedere una soglia di esenzione per i redditi bassi.

Le addizionali si pagano solo se devi l'IRPEF. Se le detrazioni azzerano la tua imposta, non le paghi. Lo dicono entrambe le norme. È il caso, per esempio, di chi ha un reddito molto basso o un contratto breve.

Quanto si paga in ogni regione e comune?

Dipende da dove hai il domicilio fiscale, cioè di solito la residenza. Molte regioni usano scaglioni simili a quelli IRPEF. Nel 2026 il Lazio applica l'1,73% fino a 28.000 € di reddito. La Lombardia parte dall'1,23% e arriva all'1,73%. La Campania va dall'1,73% al 3,33%.

Il tetto ordinario per le regioni è il 3,33%. Le regioni con un piano di rientro dal deficit sanitario possono superarlo. Per questo il Molise arriva al 3,63% sui redditi più alti.

Per i comuni il quadro è ancora più vario. Molti applicano lo 0,8%, altri meno, alcuni nulla. La soglia di esenzione di solito è un limite, non una franchigia. Se la superi anche di poco, l'aliquota si applica a tutto il reddito.

Le aliquote aggiornate sono pubblicate dal Dipartimento delle Finanze, comune per comune. Se vuoi il risultato già applicato al tuo stipendio, usa il calcolatore dello stipendio netto: chiede regione e comune e include entrambe le addizionali.

Come si pagano le addizionali in busta paga?

Il tuo datore di lavoro fa da sostituto d'imposta. Nella PA spesso il cedolino è gestito da NoiPA, ma la regola è la stessa per tutti. Calcola le addizionali a fine anno, con il conguaglio fiscale, e le trattiene l'anno dopo.

  • Addizionale regionale: tutta a saldo, in massimo 11 rate, da gennaio a novembre dell'anno successivo.
  • Addizionale comunale: in due parti. Il saldo dell'anno precedente si paga in massimo 11 rate, come la regionale. L'acconto dell'anno in corso vale il 30% e si paga in massimo 9 rate, da marzo a novembre.

L'acconto si calcola sul reddito dell'anno prima, con l'aliquota dell'anno prima. Lo prevede il comma 4 dell'art. 1 del D.Lgs. 360/1998.

C'è una conseguenza pratica: a dicembre non hai trattenute per le addizionali. È uno dei motivi per cui il netto di dicembre sembra più alto, oltre alla tredicesima. Se lasci il lavoro, invece, l'importo residuo ti viene trattenuto tutto insieme nell'ultima busta paga.

Perché il netto cala al secondo anno di servizio?

È la domanda più frequente tra i neoassunti, anche nei forum dei dipendenti pubblici. La risposta sta nel meccanismo del pagamento posticipato. Vediamolo con un esempio.

Prendi un funzionario assunto a gennaio, residente in un comune del Lazio con addizionale allo 0,8%. Il suo reddito imponibile è di 25.000 € l'anno.

  • Primo anno: il nuovo ente non ha niente da trattenere per l'anno prima. Le addizionali maturano, ma non si pagano ancora. Il netto è il più alto che vedrà per un po'.
  • Secondo anno: arriva il saldo del primo anno. Sono 432,50 € di regionale (1,73%) e 200 € di comunale (0,8%). In totale 632,50 €, cioè circa 57,50 € al mese da gennaio a novembre. Da marzo si aggiunge l'acconto comunale: il 30% di 200 €, circa 6,70 € al mese. Il netto scende di 57-64 € al mese.
  • Dal terzo anno: il carico resta stabile. Il saldo comunale è più basso, perché hai già versato l'acconto.

Se sei stato assunto a metà anno, il salto è spesso doppio. Al secondo anno paghi le addizionali su pochi mesi di stipendio. Al terzo anno le paghi su un anno intero. Non è un errore del cedolino: è il calendario previsto dalla legge.

Cosa cambia se ti trasferisci per la sede di servizio?

Chi vince un concorso spesso cambia città. Le addizionali seguono una regola precisa. Si pagano alla regione e al comune del domicilio fiscale al 1° gennaio dell'anno a cui si riferiscono. Lo stabiliscono il comma 5 dell'art. 50 del D.Lgs. 446/1997 e il comma 4 dell'art. 1 del D.Lgs. 360/1998.

Un esempio. Sposti la residenza a Milano a maggio, dopo l'assegnazione della sede. Per tutto quell'anno le addizionali restano quelle del vecchio comune e della vecchia regione. Le nuove aliquote valgono dall'anno successivo.

Questo può cambiare il tuo netto in meglio o in peggio. Con un reddito di 30.000 € la differenza tra due regioni può superare i 300 € l'anno. Se stai scegliendo tra più sedi, considera anche questo aspetto. Non è decisivo, ma entra nel calcolo del costo della vita.

Se hai avuto due datori di lavoro nello stesso anno, per esempio uno privato e poi la PA, consegna la certificazione unica del primo al nuovo ente. Altrimenti il conguaglio considera solo il reddito del nuovo. Con il 730 le addizionali vengono comunque ricalcolate sul reddito complessivo. La differenza a debito o a credito passa poi in busta paga.

Domande frequenti

Dove trovo le addizionali sul cedolino?

Nella colonna delle ritenute, vicino all'IRPEF. Di solito ci sono voci separate per regionale, comunale a saldo e comunale in acconto, con la rata del mese. Per orientarti tra le altre voci leggi la guida su come leggere il cedolino NoiPA.

Le addizionali sono deducibili?

No. L'art. 50 del D.Lgs. 446/1997 lo dice in modo esplicito per l'addizionale regionale. Non riducono l'IRPEF né altre imposte.

Chi è esente dalle addizionali?

Non le paga chi ha un'IRPEF netta pari a zero, dopo le detrazioni. Non paga l'addizionale comunale chi resta sotto la soglia di esenzione del proprio comune, se prevista. Alcune regioni prevedono sconti per chi ha figli a carico o familiari con disabilità.

Perché a dicembre lo stipendio è più alto?

Perché le rate delle addizionali si fermano a novembre. A dicembre, inoltre, arriva la tredicesima. Le due cose insieme fanno sembrare più ricco l'ultimo cedolino dell'anno.

Pago le addizionali anche se lavoro in part-time?

Sì, se devi l'IRPEF. Le aliquote sono le stesse, ma si applicano a un reddito più basso. Con un reddito molto basso le detrazioni possono azzerare l'imposta, e quindi anche le addizionali.

Posso pagare le addizionali in un'unica soluzione?

Da dipendente no: la rateizzazione la gestisce il sostituto d'imposta. L'unica eccezione è la cessazione del rapporto di lavoro. In quel caso il residuo si paga tutto nell'ultima busta paga.

Cosa fare adesso

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

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