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Riposo compensativo elezioni: guida per dipendenti pubblici

Chi fa lo scrutatore o il presidente di seggio può assentarsi dal lavoro e ha diritto a riposi compensativi. Ecco quanti giorni spettano e quando usarli.

Redazione8 min di lettura

Se fai lo scrutatore, il segretario o il presidente di seggio, la legge ti permette di assentarti dal lavoro per tutta la durata delle operazioni. I giorni al seggio valgono come giorni di lavoro. Per il sabato e la domenica passati a votare e scrutinare ti spetta un riposo compensativo, oppure una quota di stipendio in più.

Le regole valgono per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati. In questa guida le leggiamo dal punto di vista di chi lavora nella PA: quanti giorni spettano, quando si usano, quali documenti servono e chi non può fare lo scrutatore.

Cosa dice la legge sui permessi elettorali?

La regola base è l'art. 119 del D.P.R. 361/1957, nel testo riscritto dall'art. 11 della L. 53/1990. Vale per tutte le elezioni previste da leggi dello Stato o delle regioni, compresi i referendum.

La norma dice due cose. La prima: chi svolge una funzione presso un seggio ha diritto ad assentarsi dal lavoro per tutto il periodo delle operazioni. La seconda: i giorni di assenza sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.

Nel 1992 il legislatore ha chiarito come trattare i giorni festivi. La L. 69/1992, art. 1 stabilisce che per i giorni festivi o non lavorativi compresi nelle operazioni spettano quote di retribuzione in più oppure riposi compensativi.

Il diritto copre presidente, segretario e scrutatori. Copre anche i rappresentanti di lista e, nei referendum, i rappresentanti dei partiti e dei promotori. Non è un favore del tuo ufficio: è un diritto che l'amministrazione non può negare.

Quanti giorni di riposo compensativo spettano?

Il calcolo dipende da come è distribuito il tuo orario settimanale. Conta il numero di giorni festivi o non lavorativi che hai passato al seggio.

Prendiamo il caso più comune. Il seggio si costituisce il sabato pomeriggio, si vota domenica e lunedì, poi si scrutina.

  • Orario su 5 giorni (lunedì-venerdì): sabato e domenica sono non lavorativi. Ti spettano 2 giorni di riposo compensativo. Il lunedì è assenza retribuita come un normale giorno di lavoro.
  • Orario su 6 giorni (lunedì-sabato): solo la domenica è festiva. Ti spetta 1 giorno di riposo compensativo. Sabato e lunedì sono assenze retribuite.

La Cassazione conta le giornate, non le ore. Anche se il lunedì resti al seggio solo poche ore, l'intera giornata è coperta (Cass. 11830/2001 e 8400/2002). Allo stesso modo il riposo vale una giornata intera, anche se cade in un giorno con rientro pomeridiano (Cass. 13166/2006).

Se lo scrutinio va oltre la mezzanotte, anche il giorno dopo conta come giornata al seggio. In quel caso i riposi si spostano di un giorno in avanti.

Entro quando va fruito il riposo compensativo?

Qui nasce la confusione più frequente. Molti cercano un termine di 15 giorni, ma per chi lavora al seggio la regola è diversa.

La Corte costituzionale, sentenza 452/1991, ha legato il riposo compensativo al diritto costituzionale al riposo settimanale. Per questo parla di recupero immediato del riposo perso. In pratica i giorni di riposo si usano subito dopo la fine delle operazioni: di solito martedì e mercoledì.

Il termine dei 15 giorni nasce da un'altra situazione. Riguarda il dipendente che lavora la domenica per esigenze di servizio, ad esempio l'impiegato comunale dell'ufficio elettorale. Per lui l'ARAN richiama le regole contrattuali sullo straordinario elettorale e sul riposo settimanale non goduto.

Se fai lo scrutatore in un comune diverso dal tuo ente, sei nel primo caso. Non chiedere di spostare il riposo di settimane: rischi di perderne il senso e di aprire un contenzioso inutile.

Riposo o pagamento: chi sceglie?

La L. 69/1992 indica due strade alternative: le quote di retribuzione in più oppure i riposi compensativi. La norma non dice chi sceglie.

Nella PA la prassi più diffusa è il riposo, perché pagare giornate in più pesa sul bilancio dell'ente. Alcune amministrazioni lo indicano in circolari interne. Prima delle elezioni chiedi all'ufficio personale quale regola applica il tuo ente.

Una cosa è certa: non puoi avere entrambi per la stessa giornata. O recuperi il giorno, o lo trovi in busta paga. Se scegli il pagamento, controlla la voce nel cedolino NoiPA del mese successivo.

Il riposo compensativo non è ferie. Non intacca i giorni di ferie che ti spettano né i permessi per motivi personali.

Quali documenti servono al tuo ufficio?

La procedura è semplice, ma conviene seguirla con ordine. Ecco i passaggi tipici:

  1. Prima delle elezioni: comunica la nomina al tuo ufficio personale, allegando la convocazione del Comune.
  2. Durante le operazioni: chiedi al presidente di seggio l'attestazione di presenza. Deve indicare i giorni e gli orari effettivi.
  3. Al rientro: consegna l'attestazione e indica i giorni in cui userai il riposo.

Se sei tu il presidente, l'attestazione di norma la firma il vicepresidente. Conserva una copia: ti serve se l'ufficio contesta le assenze.

Il diritto spetta per le giornate in cui sei stato davvero presente. Se lasci il seggio prima della fine, il beneficio si riduce in proporzione.

Chi non può fare lo scrutatore o il presidente?

Non tutti i dipendenti pubblici possono stare al seggio. L'art. 38 del D.P.R. 361/1957 esclude dalle funzioni di presidente, scrutatore e segretario:

  • chi ha superato i 70 anni alla data del voto;
  • i dipendenti dei Ministeri dell'interno, delle poste e telecomunicazioni e dei trasporti;
  • gli appartenenti alle Forze armate in servizio;
  • i medici provinciali, gli ufficiali sanitari e i medici condotti;
  • i segretari comunali e i dipendenti comunali addetti agli uffici elettorali;
  • i candidati alle elezioni in corso.

Le denominazioni sono quelle storiche del testo unico. Se lavori in un ministero riorganizzato nel tempo, chiedi conferma all'ufficio elettorale del tuo comune.

Come si entra nell'albo degli scrutatori?

Ottobre e novembre sono i mesi giusti. Secondo l'art. 3 della L. 95/1989, entro ottobre il sindaco pubblica un manifesto. Gli elettori interessati presentano domanda entro il mese di novembre.

Per l'iscrizione servono due requisiti: essere elettore del comune e avere assolto l'obbligo scolastico. Chi non si presenta al seggio senza giustificato motivo viene cancellato dall'albo.

Per fare il presidente serve invece un diploma di scuola secondaria di secondo grado. L'albo dei presidenti è tenuto presso la Corte d'appello (L. 53/1990, art. 1).

Quanto si guadagna al seggio?

Oltre allo stipendio, che resta intero, il Comune paga un onorario fisso. Lo prevede la L. 70/1980, aggiornata nel tempo.

Per le elezioni ordinarie gli importi sono 150 euro per il presidente e 120 euro per scrutatori e segretario. Per ogni consultazione in più nello stesso turno si aggiungono 37 euro al presidente e 25 euro agli altri. Nei referendum gli importi sono più bassi.

L'onorario è un rimborso spese forfettario. Non subisce ritenute e non entra nel reddito imponibile (art. 9, comma 2, L. 53/1990). Non lo trovi quindi nella dichiarazione dei redditi.

Domande frequenti

Il riposo compensativo spetta anche ai dipendenti a tempo determinato?

Sì. La legge parla di chi svolge funzioni al seggio, senza distinguere il tipo di contratto. Conta che tu sia lavoratore dipendente nei giorni delle operazioni.

Se sono in part-time verticale cosa cambia?

Conta il tuo calendario di lavoro. Se i giorni al seggio cadono in giornate non lavorative per il tuo part-time, quei giorni vanno recuperati con riposo o pagati. Verifica il calcolo con l'ufficio personale.

L'amministrazione può negarmi il permesso elettorale?

No. L'assenza per le operazioni elettorali è un diritto previsto dalla legge. L'ufficio può solo chiederti la documentazione: nomina e attestazione del presidente.

Posso rinviare il riposo compensativo alla settimana dopo?

La giurisprudenza parla di recupero immediato, perché il riposo serve a recuperare le energie. Un rinvio breve concordato con l'ufficio è possibile solo se il tuo ente lo ammette.

Il giorno di riposo vale anche se ho un rientro pomeridiano?

Sì. Il riposo copre l'intera giornata lavorativa, a prescindere dalle ore previste quel giorno. Lo ha chiarito la Cassazione con la sentenza 13166/2006.

Il compenso del seggio è tassato?

No. Per legge è un rimborso spese forfettario, esente da ritenute e imposte. Non si somma al tuo reddito da lavoro.

Cosa fare adesso

Se vuoi fare lo scrutatore, controlla il sito del tuo comune: il manifesto per l'albo esce in questi giorni. Se sei già iscritto, avvisa il tuo ufficio appena ricevi la nomina.

Per orientarti sugli altri istituti del rapporto di lavoro, leggi la guida su orario di servizio e orario di lavoro e quella sulle festività soppresse. Se stai ancora cercando il tuo posto nella PA, trovi i bandi aggiornati su /concorsi e tutte le guide su /guide.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

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