Se lavori nella pubblica amministrazione con la settimana su cinque giorni ti spettano 28 giorni di ferie all'anno. Con la settimana su sei giorni diventano 32. Nei primi tre anni di servizio i giorni sono rispettivamente 26 e 30. A questi si aggiungono quattro giornate di riposo per le festività soppresse.
Quanti giorni di ferie spettano a un dipendente pubblico?
Il diritto alle ferie nasce dall'articolo 36 della Costituzione ed è irrinunciabile. Nessun accordo con l'amministrazione può cancellarlo. La durata precisa la fissa però il contratto collettivo del tuo comparto.
Per il comparto Funzioni centrali la norma di riferimento è l'articolo 23 del CCNL 2019-2021, firmato il 9 maggio 2022. Nel comparto Funzioni locali la stessa materia sta nell'articolo 38 del CCNL 16 novembre 2022. I numeri coincidono.
| Situazione | Settimana su 5 giorni | Settimana su 6 giorni |
|---|---|---|
| Primi tre anni di servizio | 26 giorni | 30 giorni |
| Dopo tre anni di servizio | 28 giorni | 32 giorni |
| Festività soppresse (in più) | 4 giornate | 4 giornate |
Le quattro giornate di riposo aggiuntive derivano dalla legge 937/1977, quella che ha soppresso alcune festività civili e religiose. Vanno usate entro l'anno solare e non si sommano al monte ferie dell'anno dopo.
Che differenza c'è tra ferie e festività soppresse?
Sono due istituti distinti, ma i contratti li trattano nello stesso articolo. Da qui nasce parecchia confusione.
Le ferie sono il periodo di riposo annuale retribuito. Le festività soppresse sono giornate di riposo introdotte in cambio di alcune festività civili abolite nel 1977.
La distinzione pratica è questa.
- I 28 o 32 giorni comprendono già due giornate ex legge 937/1977.
- Le altre quattro giornate si aggiungono al monte ferie.
- Le ferie si possono rinviare al primo semestre dell'anno dopo. Le quattro giornate no: vanno usate entro l'anno solare.
In pratica un dipendente con la settimana su cinque giorni ha 32 giornate di assenza retribuita all'anno. Ventotto sono ferie in senso stretto. Quattro sono festività soppresse, con una scadenza più rigida.
Perché nei primi tre anni le ferie sono di meno?
È una scelta del contratto collettivo, non della legge. Il comma 4 dell'articolo 23 riduce la dotazione a 26 o 30 giorni per chi viene assunto per la prima volta in una pubblica amministrazione. Dal quarto anno si passa a 28 o 32.
Qui si nasconde l'errore più comune. Molti pensano che i tre anni si contino nell'ente in cui lavorano adesso. Non è così: il comma 5 parla di tre anni di servizio presso una qualsiasi pubblica amministrazione, anche con qualifica o inquadramento diverso.
Le conseguenze pratiche sono tre.
- Se hai già lavorato in un altro ente pubblico, quel periodo conta. Anche se eri in un comparto diverso.
- Se hai vinto un concorso dopo anni da precario nella PA, parti quasi sempre dai 28 giorni.
- Se cambi amministrazione con la mobilità, l'anzianità maturata non si azzera.
Il servizio prestato nel settore privato invece non conta. Il conteggio riguarda solo il lavoro alle dipendenze di un'amministrazione pubblica.
Quante ferie maturi nell'anno in cui prendi servizio?
Non l'intera dotazione annuale, ma la quota proporzionale ai mesi lavorati. Il comma 7 dell'articolo 23 usa il criterio dei dodicesimi: maturi un dodicesimo dei giorni per ogni mese di servizio prestato.
La regola di arrotondamento è semplice. Una frazione di mese superiore a quindici giorni vale come mese intero. Sotto i quindici giorni non conta.
Un esempio concreto. Prendi servizio il 10 settembre dopo aver vinto un concorso, con orario su cinque giorni. Settembre ha più di quindici giorni residui, quindi conta per intero: maturi quattro dodicesimi di 26 giorni, cioè poco meno di 9 giorni di ferie. Se avessi preso servizio il 20 settembre, i dodicesimi sarebbero tre.
Lo stesso criterio vale nell'anno in cui lasci il servizio. Se ti dimetti a maggio maturi cinque dodicesimi, non l'intera dotazione. Se stai per entrare in servizio, trovi il quadro completo degli adempimenti nella guida su cosa fare dopo aver vinto un concorso pubblico.
Entro quando devi usare le ferie non godute?
Attenzione, perché su questo punto le informazioni che circolano sono spesso sbagliate. Esistono due termini diversi e nel pubblico impiego vale il più stretto.
Il termine di legge è nell'articolo 10 del D.Lgs. 66/2003: almeno due settimane vanno godute nell'anno di maturazione, le restanti entro i 18 mesi successivi. È il termine che trovi citato quasi ovunque.
Il contratto del pubblico impiego è però più severo. I commi 14 e 15 dell'articolo 23 fissano il termine entro il primo semestre dell'anno successivo a quello di maturazione. Sei mesi, non diciotto. Vale sia quando le ferie sono saltate per esigenze di servizio, sia quando sono rimaste residue per motivi personali.
C'è una sola deroga rilevante. Il comma 17 stabilisce che le ferie non si riducono per assenze dovute a malattia o infortunio, nemmeno se durano l'intero anno solare. In quel caso puoi fruirle anche oltre il primo semestre, previa autorizzazione del dirigente.
Le ferie dei dipendenti pubblici si possono monetizzare?
No, finché il rapporto di lavoro è in corso. Il divieto è nell'articolo 5, comma 8, del decreto legge 95/2012, la cosiddetta spending review: le ferie non danno luogo in nessun caso a trattamenti economici sostitutivi.
Il comma 9 dell'articolo 23 aggiunge due vincoli operativi.
- Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili.
- Non possono essere fruite a ore, ma solo a giornate intere.
L'unica eccezione riguarda la cessazione del rapporto. Il comma 11 ammette la monetizzazione delle ferie maturate e non godute solo al momento in cui lasci il servizio, e comunque nei limiti di legge. La Corte costituzionale ha chiarito che il pagamento spetta quando la mancata fruizione non dipende da una scelta del dipendente, per esempio in caso di pensionamento o di malattia prolungata.
Cosa succede se ti ammali durante le ferie?
Le ferie si sospendono e i giorni non si perdono, ma solo a certe condizioni. Il comma 16 dell'articolo 23 chiede che la malattia sia adeguatamente documentata e che si sia protratta per più di tre giorni oppure abbia comportato il ricovero ospedaliero.
Un raffreddore di due giorni, quindi, non interrompe le ferie. Un ricovero di una notte sì.
Il passaggio da ferie a malattia non è automatico: devi informare tempestivamente l'amministrazione, che deve poter compiere i controlli previsti. Da quel momento scattano gli obblighi ordinari sulle assenze, comprese le fasce orarie della visita fiscale.
Vale anche il principio opposto. Se sei stato assente per malattia o infortunio, il periodo di ferie non si riduce, nemmeno quando l'assenza ha coperto tutto l'anno.
Domande frequenti
Chi decide quando puoi andare in ferie?
Le ferie si fruiscono previa autorizzazione, in periodi compatibili con le esigenze di servizio e tenendo conto delle tue richieste. Se lo chiedi, l'amministrazione deve però garantirti almeno due settimane continuative tra il 1° giugno e il 30 settembre.
L'amministrazione può collocarti in ferie d'ufficio?
Il contratto impone all'amministrazione di pianificare le ferie per garantire che vengano effettivamente godute nei termini. Su questa base il dirigente può indicare i periodi di fruizione quando i residui rischiano di superare le scadenze contrattuali. Non è una sanzione: serve a evitare che il diritto si perda.
Puoi prendere le ferie a ore?
No. Le ferie si fruiscono a giornate intere. Per le assenze brevi esistono istituti diversi, come i permessi retribuiti o i permessi previsti dalla legge 104.
Le ferie spettano anche con il part time?
Sì. Nel part time orizzontale hai lo stesso numero di giorni di un collega a tempo pieno, con retribuzione commisurata alla prestazione giornaliera. Nel part time verticale i giorni sono proporzionati alle giornate di lavoro prestate nell'anno.
Il periodo di prova incide sulle ferie?
Le ferie maturano dal primo giorno di servizio, anche durante la prova. La fruizione resta subordinata alle esigenze dell'ufficio. Le regole complete sono nella guida sul periodo di prova nel pubblico impiego.
Le ferie residue si perdono se cambi ente?
In caso di mobilità le ferie maturate e non godute vanno di norma fruite prima del trasferimento, perché il rapporto prosegue senza interruzione con la nuova amministrazione. Concorda il piano con l'ufficio del personale di entrambi gli enti prima della data di decorrenza.
Cosa fare adesso
Le regole su ferie e permessi fanno parte del pacchetto di diritti che ti riguarderà da dipendente pubblico. Il diritto del pubblico impiego, disciplinato dal D.Lgs. 165/2001, è anche una delle materie più ricorrenti nelle prove concorsuali.
- Se il posto nella PA è ancora un obiettivo, consulta i concorsi pubblici e filtra per ente, regione e titolo di studio.
- Allenati sui quiz di diritto del pubblico impiego: le domande su assenze, permessi e congedi compaiono spesso nelle banche dati.
- Approfondisci gli altri istituti del rapporto di lavoro nelle guide su permessi, assenze e mobilità, dal congedo parentale all'aspettativa.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
