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Permesso donazione sangue dipendenti pubblici: le regole

Donare il sangue ti dà diritto a una giornata di permesso retribuito. Nella PA la paga l'ente, non l'INPS: durata, preavviso e casi di inidoneità.

Redazione6 min di lettura

Se sei un dipendente pubblico e doni il sangue, hai diritto a una giornata intera di permesso retribuito. Lo prevede la legge, non il contratto. La giornata vale 24 ore dal momento in cui lasci il lavoro. A pagarla è la tua amministrazione, direttamente in busta paga. Non c'è nessuna pratica da fare con l'INPS.

Quanto dura il permesso per donare il sangue?

Un'intera giornata. La regola è nell'articolo 8, comma 1, della legge 219/2005. I donatori con rapporto di lavoro dipendente possono astenersi dal lavoro per l'intera giornata della donazione. Conservano la normale retribuzione per tutta la giornata lavorativa. La stessa regola è scritta nell'articolo 1 della legge 584/1967, la norma storica sui donatori.

Il modo di calcolare la giornata lo fissa un decreto ministeriale dell'8 aprile 1968. Contano due regole pratiche.

  • La giornata vale 24 ore a partire dal momento in cui ti assenti dal lavoro per il prelievo.
  • La donazione deve raggiungere almeno 250 grammi di sangue.

La legge parla di sangue ed emocomponenti. Quindi il diritto vale anche per plasma e piastrine, raccolti con la tecnica dell'aferesi. Il prelievo deve avvenire presso un centro trasfusionale o un'unità di raccolta autorizzata.

Chi paga la giornata di donazione nella PA?

La tua amministrazione. Non l'INPS. È il punto su cui molte guide online sbagliano, perché descrivono il settore privato.

Nel privato il datore di lavoro anticipa la retribuzione. Poi la recupera dall'INPS con un conguaglio sui contributi. Le istruzioni sono nella circolare INPS 96 del 26 maggio 2025. Il titolo è chiaro: rimborso ai datori di lavoro del settore privato.

Nel pubblico impiego questo passaggio non c'è. L'ente ti paga la giornata sul cedolino del mese, come un normale giorno di servizio. Tu non devi presentare domande all'INPS. Devi solo consegnare il certificato all'ufficio del personale. Anche la copertura previdenziale è garantita: l'articolo 1 della legge 584/1967 prevede l'accredito dei contributi per la giornata.

Serve un preavviso? L'amministrazione può dire di no?

Il preavviso sì, il diniego no. Il permesso per donazione è un diritto di legge. Non è una concessione del dirigente.

Questo lo distingue dalle 18 ore per motivi personali. Quelle ore si concedono compatibilmente con le esigenze di servizio. La giornata di donazione no: se hai donato, ti spetta.

I contratti collettivi regolano però i tempi della comunicazione. Nel comparto Funzioni centrali vale l'articolo 33 del CCNL del 12 febbraio 2018. Il comma 4 richiama espressamente i permessi per i donatori di sangue e di midollo osseo. Il comma 5 chiede un preavviso di tre giorni all'ufficio. In caso di urgenza comprovata basta avvisare nelle 24 ore precedenti. Il limite massimo è l'inizio dell'orario di lavoro di quel giorno.

Negli altri comparti controlla il tuo contratto. In ogni caso conviene prenotare la donazione e avvisare subito. Il preavviso serve all'ufficio per organizzarsi, non a decidere se darti il permesso.

Cosa succede se il centro ti giudica non idoneo?

Hai diritto solo al tempo necessario per gli accertamenti. Non all'intera giornata. Lo stabilisce l'articolo 8, comma 2, della legge 219/2005.

Può capitare per molte ragioni. La pressione è fuori norma. I valori del sangue sono bassi. Non è passato abbastanza tempo dall'ultima donazione. A volte il centro non ha bisogno del tuo gruppo sanguigno quel giorno.

In tutti questi casi il medico rilascia un certificato di inidoneità. Il certificato indica l'orario di arrivo e di uscita dal centro. Quelle ore sono retribuite. Poi rientri in servizio per il resto della giornata.

Il comma 3 dello stesso articolo chiarisce chi firma i documenti. I certificati li rilascia la struttura trasfusionale che ha effettuato la prestazione. Senza certificato l'assenza non è giustificata.

Donazione, prelievo per analisi e midollo osseo: che differenza c'è?

Sono tre casi diversi, con regole diverse.

  • La donazione di sangue dà diritto alla giornata intera. Non consuma nessun monte ore.
  • Il prelievo per analisi è una prestazione diagnostica. Rientra nei permessi per visite mediche, cioè nelle 18 ore annue.
  • La donazione di midollo osseo ha una legge propria.

Per il midollo vale l'articolo 5 della legge 52/2001. Il comma 1 copre il tempo necessario per tre attività: il prelievo per la tipizzazione genetica, gli approfondimenti di compatibilità e l'accertamento dell'idoneità. Il comma 2 conserva la retribuzione per i giorni di ricovero del prelievo. Copre anche i giorni successivi, fino al completo recupero fisico.

Non usare le ore per visite mediche per una donazione. Perderesti ore che ti servono per altro, senza nessun vantaggio.

Vale anche per precari, scuola e periodo di prova?

Sì. Il diritto viene dalla legge e riguarda ogni lavoratore dipendente. Non dipende dal tipo di contratto.

Il CCNL Funzioni locali del 16 novembre 2022 lo conferma per il tempo determinato. L'articolo 61, comma 1, lettera g), fa salve tutte le assenze previste da specifiche leggi. Molti permessi contrattuali richiedono un contratto di almeno sei mesi. Quelli di legge no.

Nella scuola vale lo stesso principio. Per i docenti l'articolo 15 del CCNL scuola 2006-2009 riconosce gli altri permessi retribuiti previsti dalla legge. Il permesso spetta anche ai supplenti.

Il permesso vale anche durante il periodo di prova. Se hai appena vinto un concorso e sei in prova, puoi donare come prima. Resta un'assenza giustificata e retribuita.

Domande frequenti

Se dono di domenica, posso recuperare il giorno?

No. La legge ti dà il diritto di astenerti dal lavoro nel giorno della donazione. Se quel giorno non lavori, non c'è nulla da cui astenersi. Il permesso non si sposta su un altro giorno.

Quante volte all'anno posso usare il permesso?

Tante quante sono le donazioni che fai. Il limite non è contrattuale ma sanitario. Per il sangue intero, di norma, gli uomini possono donare fino a quattro volte l'anno. Le donne in età fertile fino a due. Decide sempre il centro trasfusionale.

La giornata di donazione riduce le ferie?

No. Non è un giorno di ferie e non le intacca. La legge ti conserva la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa.

Il permesso vale anche per plasma e piastrine?

Sì. L'articolo 8 della legge 219/2005 parla di donatori di sangue e di emocomponenti. Plasma e piastrine sono emocomponenti. Serve comunque il certificato del centro con i dati del prelievo.

Quale documento devo consegnare all'ufficio del personale?

Il certificato rilasciato dalla struttura trasfusionale. Deve indicare i tuoi dati, la data e l'ora del prelievo e la quantità donata. Deve risultare anche la gratuità della donazione. Consegnalo appena rientri in servizio.

Lavoro su turni: come si calcola la giornata?

Conta il criterio delle 24 ore. La giornata si calcola dal momento in cui ti assenti dal lavoro per il prelievo. Se lavori su turni, verifica con l'ufficio come si applica al tuo orario. Il criterio vale per ogni articolazione dell'orario.

Il dirigente può negarmi il permesso per esigenze di servizio?

No. È un diritto riconosciuto dalla legge. L'amministrazione può chiederti il preavviso previsto dal contratto. Non può rifiutarti la giornata se hai donato e porti il certificato.

Cosa fare adesso

Se stai preparando un concorso, organizza anche i permessi. Leggi quanti giorni ti spettano per sostenere le prove di un concorso. Poi cerca il bando giusto tra i concorsi pubblici aggiornati. Allenati con i quiz verificati sulle fonti ufficiali e controlla quanto guadagnerai con il calcolatore degli stipendi pubblici.

Questa guida ha scopo informativo e riflette la normativa in vigore a settembre 2026. Per il tuo caso specifico verifica il CCNL del tuo comparto e chiedi conferma all'ufficio del personale del tuo ente.

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