Se lavori e devi sostenere le prove di un concorso pubblico, non sei obbligato a bruciare un giorno di ferie. Chi lavora nella pubblica amministrazione ha diritto a 8 giorni di permesso all'anno per concorsi ed esami. Nel settore privato, invece, non esiste un diritto generale: tutto dipende dal contratto che applichi.
Che permesso puoi chiedere per partecipare a un concorso?
Il permesso per concorsi ed esami è un'assenza dal lavoro giustificata, prevista per permetterti di sostenere le prove. Non è un permesso per studiare a casa: copre i giorni in cui il concorso si svolge davvero.
La regola cambia molto in base a chi è il tuo datore di lavoro. Le due situazioni sono queste:
- Lavori nella PA: il tuo contratto collettivo ti riconosce 8 giorni all'anno di permesso, quasi sempre retribuiti.
- Lavori nel privato: nessuna legge ti garantisce il permesso. Devi controllare il tuo CCNL e, se non prevede nulla, usare ferie o permessi non retribuiti.
La differenza pesa. Chi lavora nella PA e affronta preselezione, scritto e orale copre le tre giornate senza toccare le ferie. Chi lavora nel privato, a parità di prove, rischia di bruciare tre giorni di ferie. Verifica quindi subito quale delle due regole ti riguarda.
Quanti giorni di permesso spettano se lavori nella PA?
Il limite di 8 giorni all'anno è comune a tutti i comparti. Cambia però l'articolo di riferimento. Ecco dove trovarlo nel tuo contratto:
- Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici): art. 24, comma 1, lettera a), del CCNL 2019-2021. Sono 8 giorni retribuiti, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove.
- Funzioni locali (comuni, province, regioni): art. 40, comma 1, del CCNL 2019-2021. Qui gli 8 giorni valgono anche per le procedure selettive o comparative, comprese quelle di mobilità.
- Sanità: art. 49, comma 1, lettera a), del CCNL 2019-2021, sempre nel limite di 8 giorni annui.
- Scuola e ricerca: il personale di ruolo ha 8 giorni retribuiti (art. 15, comma 1, del CCNL Scuola). Il personale a tempo determinato ha invece 8 giorni non retribuiti per anno scolastico, viaggio compreso (art. 35, comma 14, del CCNL Istruzione e ricerca).
Il testo del CCNL Funzioni centrali è consultabile in Gazzetta Ufficiale. Il rapporto di lavoro pubblico resta comunque regolato dal D.Lgs. 165/2001.
I giorni di viaggio e le attività preliminari rientrano negli 8 giorni?
È qui che quasi tutti sbagliano i conti. La formula contrattuale parla di giorni di svolgimento delle prove. Questo limite va preso alla lettera.
Nel gennaio 2026 l'ARAN ha chiarito un dubbio molto diffuso. Le attività preliminari richieste dal bando non rientrano automaticamente negli 8 giorni. Parliamo, per esempio, dell'identificazione dei candidati o della consegna delle credenziali. Rientrano solo a una condizione: l'amministrazione deve verificare che siano parte integrante e inscindibile della prova. La valutazione si fa caso per caso, sulla base del bando.
Sul viaggio la regola non è uniforme. Nella scuola, per il personale a tempo determinato, i giorni di viaggio sono compresi negli 8 giorni. Negli altri comparti il testo contrattuale non li include in modo esplicito. Se la sede della prova è lontana, chiedi prima all'ufficio del personale.
Che permesso puoi chiedere se lavori nel settore privato?
Nel privato non esiste una norma di legge che ti dia diritto a un permesso retribuito per sostenere un concorso pubblico. È il punto che sorprende di più chi si candida per la prima volta.
Viene spesso citato l'art. 10 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970). Quella norma tutela i lavoratori studenti. Riguarda chi è iscritto a un corso di studi riconosciuto e deve sostenere gli esami di quel percorso. Le prove di un concorso pubblico non rientrano in questa tutela.
Restano tre strade concrete:
- Controlla il tuo CCNL: alcuni contratti prevedono giorni dedicati a concorsi ed esami.
- Verifica gli accordi aziendali o la prassi interna, che a volte concedono permessi retribuiti.
- In mancanza, usa ferie, permessi non retribuiti o riduzione oraria accumulata.
Muoviti con anticipo. Le date delle prove escono con poche settimane di preavviso. Trovare una copertura all'ultimo momento è molto più difficile.
Come si chiede il permesso e cosa serve per giustificarlo?
La procedura è semplice, ma ha due passaggi distinti. Prima chiedi il permesso, poi lo giustifichi. Se salti il secondo, il permesso può diventare un'assenza non giustificata.
- Presenta la richiesta con preavviso, indicando la data della prova e l'ente che ha indetto il concorso. Molte amministrazioni hanno un modulo dedicato.
- Allega la convocazione ricevuta dall'ente o l'estratto del bando con il calendario delle prove.
- Ritira l'attestato di presenza il giorno stesso, alla postazione di identificazione. È il documento che prova la tua partecipazione.
- Consegna l'attestato all'ufficio del personale al rientro, nei tempi previsti dal tuo regolamento interno.
Il permesso è un diritto contrattuale, non una concessione. L'amministrazione può chiederti di documentare la partecipazione. Non può però negarlo a piacere, se ricorrono le condizioni previste dal contratto. Se stai già organizzando la giornata, ti torna utile la nostra guida su cosa portare il giorno della prova.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può negare il permesso per concorso?
Nella PA il permesso è previsto dal contratto collettivo. Spetta al dipendente che ne ha i requisiti. L'amministrazione può chiedere i documenti e organizzare il servizio, ma non può rifiutarlo per semplice opportunità. Nel privato, se il CCNL non lo prevede, il datore non è obbligato a concederlo.
I permessi per concorso sono sempre retribuiti?
Quasi sempre sì, per il personale di ruolo dei comparti pubblici. L'eccezione riguarda il personale scolastico a tempo determinato. In quel caso gli 8 giorni dell'art. 35, comma 14, non sono retribuiti.
Gli 8 giorni valgono per ogni concorso o per tutto l'anno?
Valgono per anno, non per singolo concorso. Se partecipi a tre selezioni diverse, i giorni usati si sommano fino al tetto di 8. Conviene quindi tenere il conto e scegliere con cura a quali prove presentarti.
Il permesso copre anche la prova preselettiva?
Sì, la preselezione è a tutti gli effetti una prova concorsuale. Rientra quindi nei giorni coperti dal permesso, allo stesso titolo dello scritto e dell'orale.
I permessi per concorso si sommano alle 150 ore di diritto allo studio?
Sono due istituti distinti. Le 150 ore servono per i corsi e gli esami del tuo percorso di studi. Gli 8 giorni servono per le prove di concorso. Le regole di utilizzo congiunto dipendono dal comparto. Chiedi conferma all'ufficio del personale prima di programmare le assenze.
Posso usare il permesso durante il periodo di prova?
In genere sì, perché il permesso nasce dal contratto collettivo. Attenzione però. Le assenze possono prolungare il periodo di prova, secondo quanto stabilisce il tuo CCNL. Verifica l'effetto prima di richiederlo.
Vale anche per una procedura di mobilità?
Nel comparto Funzioni locali sì. L'art. 40 cita espressamente le procedure selettive o comparative, comprese quelle di mobilità. Negli altri comparti il testo è più stretto e si riferisce a concorsi ed esami.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
Cosa fare adesso
Apri il tuo CCNL e cerca l'articolo sui permessi retribuiti. Ti bastano cinque minuti per sapere quanti giorni hai. Poi passa alla parte operativa.
- Scegli le selezioni giuste tra i concorsi pubblici aggiornati, così da usare gli 8 giorni dove hai più possibilità.
- Allenati con i quiz per concorsi verificati sulla normativa vigente.
- Se stai studiando mentre lavori, leggi come preparare un concorso mentre lavori.
