I permessi retribuiti per motivi personali sono ore di assenza pagate che puoi chiedere per esigenze tue o della tua famiglia, senza intaccare le ferie. Nella pubblica amministrazione valgono di regola 18 ore l'anno. Le regole di dettaglio cambiano però da un comparto all'altro. Ecco cosa prevedono i contratti e come usarli bene.
Cosa sono i permessi retribuiti per motivi personali?
Sono permessi pagati per intero che il contratto collettivo ti riconosce per "particolari motivi personali o familiari". Non devono coincidere con una malattia, un lutto o un esame. Possono servire per una pratica in banca, un trasloco, un figlio da accompagnare o un imprevisto a casa.
Nel pubblico impiego non li stabilisce una legge specifica. Il D.Lgs. 165/2001, art. 40 affida alla contrattazione collettiva la disciplina del rapporto di lavoro, e quindi anche dei permessi. Per questo devi sempre partire dal CCNL del tuo comparto.
Tre caratteristiche sono comuni a quasi tutti i contratti:
- non riducono le ferie;
- contano ai fini dell'anzianità di servizio;
- ti spetta l'intera retribuzione, esclusi gli straordinari e le indennità legate alla presenza effettiva.
Chi è appena entrato in servizio spesso li confonde con i permessi brevi o con quelli per visite mediche. Sono istituti diversi, con monte ore separati. Lo vediamo più avanti.
Quante ore spettano nei diversi comparti?
La misura più diffusa è di 18 ore per anno. Cambiano però l'articolo di riferimento e alcune regole di fruizione. Ecco il quadro nel 2026:
- Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, INPS): 18 ore l'anno secondo l'art. 25 del CCNL 9 maggio 2022. Il CCNL 2022-2024 del 27 gennaio 2025 lo richiama senza modificarlo.
- Funzioni locali (comuni, regioni, province): 18 ore l'anno secondo l'art. 32 del CCNL 23 febbraio 2026, che sostituisce il vecchio art. 41 del CCNL 16 novembre 2022.
- Sanità: 18 ore l'anno secondo l'art. 51 del CCNL 2 novembre 2022, richiamato dal CCNL Sanità 2022-2024.
- Scuola, personale ATA: 18 ore per anno scolastico, art. 67 del CCNL Istruzione e ricerca 18 gennaio 2024.
- Scuola, docenti: 3 giorni per anno scolastico, art. 15, comma 2, del CCNL 29 novembre 2007, ancora in vigore.
Il monte ore si calcola per anno solare nei comparti non scolastici e per anno scolastico nella scuola. Le ore non usate di regola non passano all'anno successivo.
Si possono usare per un'intera giornata?
Sì, nei comparti Funzioni centrali e Funzioni locali. Il contratto prevede che puoi usare le ore anche in modo cumulativo, per coprire tutta la giornata di lavoro. In quel caso dal monte ore si scalano convenzionalmente 6 ore, qualunque sia il tuo orario reale di quel giorno.
Un esempio aiuta. Se lavori 9 ore il lunedì e prendi l'intera giornata, consumi 6 ore e non 9. Con 18 ore a disposizione ottieni quindi fino a tre giornate intere di assenza retribuita.
Sulle frazioni i due contratti non coincidono:
- nelle Funzioni centrali il permesso non si può chiedere per meno di un'ora;
- nelle Funzioni locali, dopo la prima ora, puoi usare anche frazioni di ora.
C'è poi un limite da conoscere. Nella stessa giornata non puoi attaccare questi permessi ad altri permessi orari o ai riposi compensativi degli straordinari. Fanno eccezione i permessi della legge 104, quelli del D.Lgs. 151/2001 su maternità e paternità e, nelle Funzioni locali, i permessi brevi. Sono invece compatibili con i permessi giornalieri, come quelli per lutto o per concorsi.
Serve giustificare il motivo? L'ente può dire di no?
Dipende dal comparto, ed è il punto che genera più dubbi. Nelle Funzioni locali il nuovo contratto è esplicito. I permessi si concedono "senza necessità di specifica documentazione e/o giustificazione". L'eventuale diniego deve essere motivato e messo per iscritto.
Nelle Funzioni centrali il testo parla di "particolari motivi personali o familiari" e non esclude la giustificazione. Molte amministrazioni chiedono di indicare il motivo nella richiesta, anche in forma sintetica. Controlla il regolamento interno del tuo ente.
Nella scuola il motivo va "documentato anche mediante autocertificazione". L'ARAN ha chiarito che il dirigente scolastico non può valutarne il merito. Serve però che tu lo indichi e lo dichiari. L'autocertificazione segue le regole del D.P.R. 445/2000, art. 47: una dichiarazione falsa ha conseguenze penali e disciplinari.
Il rifiuto è possibile dove il contratto dice "compatibilmente con le esigenze di servizio", cioè in Funzioni centrali, Funzioni locali e sanità. Non può però essere generico né diventare un blocco permanente.
Come funzionano per part-time, neoassunti e tempo determinato?
Con il part-time le ore si riproporzionano. L'ARAN ha indicato il calcolo per un part-time orizzontale di 30 ore su 36. Le ore annue diventano 15. Anche il valore convenzionale della giornata intera scende: da 6 a 5 ore.
Per chi viene assunto in corso d'anno, il contratto non prevede un riproporzionamento espresso. L'unica riduzione prevista è quella per il part-time. Nelle Funzioni locali c'è una novità utile a chi arriva da un concorso. Se vinci un concorso a tempo indeterminato durante l'anno, le 18 ore ti spettano di nuovo per intero, anche se le avevi già usate nel rapporto precedente. La stessa regola vale per le progressioni tra le aree.
Per il tempo determinato le regole sono più strette:
- nella sanità servono contratti di almeno sei mesi continuativi, proroghe comprese;
- nella scuola i supplenti annuali o fino al 30 giugno hanno 3 giorni retribuiti, frazionabili a ore per il personale ATA;
- gli altri supplenti hanno fino a 6 giorni, ma non retribuiti.
In cosa si distinguono dagli altri permessi?
Accanto alle 18 ore per motivi personali esistono altri istituti. Ognuno ha il suo monte e le sue regole:
- Permessi per visite, terapie ed esami: altre 18 ore l'anno, tempi di viaggio compresi. Contano come malattia ai fini del comporto. Nelle Funzioni centrali, dopo i 60 anni, se ne aggiungono 2.
- Permessi giornalieri retribuiti: per esempio 8 giorni l'anno per concorsi ed esami, 3 giorni per lutto, 15 giorni per matrimonio. Vanno documentati. Trovi i dettagli nella guida sui permessi per concorso pubblico.
- Permessi brevi: sono pagati, ma le ore vanno recuperate.
- Permessi della legge 104: 3 giorni al mese, anche a ore, secondo l'art. 33 della L. 104/1992.
Usare l'istituto giusto conta. Se prendi le 18 ore personali per una visita medica, bruci un monte che potevi tenere per altro.
Domande frequenti
Quanti giorni sono 18 ore di permesso per motivi personali?
Nelle Funzioni centrali e locali, se usi le ore per intere giornate, ne scali 6 per giorno. Le 18 ore equivalgono quindi a tre giornate, qualunque sia il tuo orario.
I permessi per motivi personali riducono le ferie?
No. Tutti i contratti del pubblico impiego lo escludono in modo espresso. Contano anche per l'anzianità di servizio.
Le ore non usate si perdono a fine anno?
Di regola sì. Il monte vale per l'anno solare o scolastico e i contratti non prevedono il riporto all'anno dopo.
Posso usarle per prepararmi a un concorso?
Sì, perché il motivo personale non è vincolato. Per i giorni delle prove, però, conviene usare i permessi giornalieri per concorsi ed esami, che hanno un monte separato.
Si possono chiedere in un giorno di lavoro agile?
Sì, nella fascia di contattabilità. Il CCNL Funzioni centrali 2022-2024 lo prevede in modo esplicito. Per la durata del permesso non sei tenuto a essere reperibile.
Cosa succede se l'ente rifiuta il permesso?
Nelle Funzioni locali il diniego deve essere motivato e scritto. In ogni caso puoi chiedere le ragioni all'ufficio personale e, se il rifiuto si ripete senza motivi, rivolgerti alla rappresentanza sindacale.
Cosa fare adesso
Se sei già in servizio, individua il tuo comparto e l'articolo del CCNL che ti riguarda. Poi controlla nel portale presenze quante ore ti restano. Per organizzare il resto delle assenze, leggi anche la guida su quanti giorni di ferie spettano ai dipendenti pubblici.
Se stai ancora preparando il concorso, sapere come funzionano i permessi ti aiuta anche a scegliere l'ente. Cerca il bando giusto tra i concorsi pubblici, confronta le retribuzioni nella sezione stipendi e allenati sulle materie del pubblico impiego con i quiz per concorsi.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.
