Se sei un dipendente pubblico, per una visita medica hai a disposizione un monte ore dedicato: 18 ore l'anno. Non sono le stesse 18 ore dei permessi per motivi personali. Sono un permesso a parte, che conta come malattia ai fini del comporto. Dal 2026 chi ha una malattia oncologica, invalidante o cronica ha diritto a 10 ore in più.
Quante ore di permesso per visite mediche spettano nel pubblico impiego?
La base è 18 ore l'anno. Il tetto comprende anche il tempo per andare dalla sede alla struttura e tornare. Puoi usarle a ore o a giornata intera.
Le regole cambiano un po' da comparto a comparto:
- Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici): 18 ore, previste dall'articolo 22 del CCNL 27 gennaio 2025. Dal compimento dei 60 anni se ne aggiungono altre 2.
- Funzioni locali (comuni, regioni, province): 18 ore, previste dall'articolo 33 del CCNL 23 febbraio 2026. Se il permesso è a inizio turno, conta anche il tragitto da casa.
- Scuola: il personale ATA ha 18 ore per anno scolastico. Per i docenti il contratto non prevede un monte ore dedicato.
Se lavori a tempo parziale, le ore sono ridotte in proporzione al tuo orario. Il contratto di comparto resta il riferimento: controlla sempre quello che si applica al tuo ente.
Il permesso per visite mediche è retribuito?
Sì, ma con le regole della malattia. Il contratto lo dice in modo esplicito. Questi permessi sono assimilati alle assenze per malattia per il calcolo del comporto. Seguono anche lo stesso regime economico.
In pratica cambia molto se li usi a ore o a giornata:
- A ore: non subisci la trattenuta sul salario accessorio prevista per i primi dieci giorni di malattia.
- A giornata intera: la trattenuta si applica, come per un giorno di malattia.
La trattenuta è quella dell'articolo 71 del D.L. 112/2008. Tocca le voci accessorie, non lo stipendio base. Per il comporto vale una regola fissa. Sei ore di permesso a ore equivalgono a un giorno intero di assenza.
Per questo conviene chiedere il permesso a ore quando la visita dura poco. Proteggi il salario accessorio e consumi meno comporto.
Quando l'assenza per una visita diventa malattia?
In due casi. Sono i punti che generano più dubbi negli uffici del personale.
Il primo è la concomitanza. Sei già malato e nello stesso giorno fai una visita legata a quella patologia. L'assenza allora è malattia a tutti gli effetti. Ti servono due documenti: il certificato del medico curante e l'attestazione della struttura che ti ha visitato.
Il secondo caso riguarda il tipo di prestazione. Alcuni esami ti rendono inabile al lavoro per il resto della giornata. Pensa a una sedazione o a una terapia pesante. Anche qui l'assenza è imputata alla malattia. Basta però l'attestazione della struttura.
Se devi fare terapie ricorrenti, per esempio cicli di infusioni, non serve un certificato ogni volta. Il medico curante rilascia un'unica certificazione con il calendario. Poi consegni le singole attestazioni di presenza.
Per le gravi patologie che richiedono terapie salvavita vale una regola più favorevole. Nelle funzioni locali, l'articolo 30 del CCNL 2026 esclude dal comporto i giorni di terapia, di visita specialistica, di esame e di follow-up. In quei giorni ricevi l'intera retribuzione.
Come si chiede il permesso e come si giustifica?
Serve un preavviso di almeno tre giorni. In caso di urgenza documentata puoi chiederlo nelle 24 ore prima. Il limite massimo è l'inizio dell'orario di lavoro del giorno stesso.
Per giustificare l'assenza basta un'attestazione di presenza. La rilascia il medico o la segreteria della struttura, anche privata. Deve indicare anche l'orario. La regola nasce dall'articolo 55-septies, comma 5-ter, del D.Lgs. 165/2001. Puoi consegnarla tu oppure la struttura può inviarla direttamente all'ente.
Ci sono alcuni limiti pratici da conoscere:
- Nelle funzioni centrali il permesso non si può usare per meno di un'ora.
- Nelle funzioni locali, dopo la prima ora, si usa anche per frazioni di ora.
- Nella stessa giornata non puoi attaccarlo ad altri permessi orari o a riposi compensativi.
- Fanno eccezione i permessi della legge 104 e quelli per maternità e paternità.
Se ricevi una visita fiscale mentre sei alla visita, l'attestazione di presenza giustifica l'assenza da casa.
Cosa cambia dal 2026 con la legge 106/2025?
La legge 18 luglio 2025, n. 106, all'articolo 2, aggiunge 10 ore l'anno. Si sommano alle tutele del contratto. Valgono dal 1° gennaio 2026 e riguardano sia i dipendenti pubblici sia quelli privati.
Ne hai diritto se sei affetto da:
- una malattia oncologica in fase attiva o in follow-up precoce;
- una malattia invalidante o cronica, anche rara, con invalidità pari o superiore al 74%.
Lo stesso diritto spetta al genitore di un figlio minorenne con le stesse patologie. Le ore coprono visite, esami strumentali, analisi e cure mediche frequenti. Serve la prescrizione del medico di base o di uno specialista.
La legge applica a queste ore la disciplina delle gravi patologie con terapie salvavita. Il pagamento segue le regole della malattia. Nel pubblico la domanda va all'ufficio del personale del tuo ente, non all'INPS.
Se vinci un concorso, le 18 ore ripartono da zero?
Nelle funzioni locali sì. È una clausola nuova e poco conosciuta. L'articolo 33, comma 16, del CCNL 2026 riconosce le 18 ore per intero a chi vince un concorso a tempo indeterminato nel corso dell'anno. Vale anche se le avevi già usate nel rapporto precedente. Vale sia per un nuovo ente sia per lo stesso. La stessa regola si applica a chi passa di area con una progressione.
Il testo delle funzioni centrali non contiene una clausola analoga. In quel caso chiedi all'ufficio del personale come viene gestito il monte ore residuo.
Attenzione a non confondere gli istituti. Per sostenere le prove di un concorso non si usano le ore per visite. Esiste un permesso specifico per concorsi ed esami.
Domande frequenti
Le 18 ore per visite si sommano alle 18 ore per motivi personali?
Sì. Sono due monti ore distinti, con regole diverse. Le ore per visite contano ai fini del comporto. Quelle per motivi personali no. Per una visita puoi comunque scegliere di usare le seconde.
Devo recuperare le ore usate per una visita medica?
No. Sono permessi retribuiti, non permessi brevi a recupero. Se però scegli di usare un permesso breve al posto di questo, le ore andranno recuperate.
Posso usare le ore per accompagnare un familiare?
No, il permesso è per le tue visite. Per un figlio malato ci sono i permessi per malattia del figlio. Per un familiare con disabilità grave ci sono i permessi della legge 104.
Cosa succede se finisco le 18 ore?
Puoi usare altri istituti. Il contratto elenca i permessi brevi a recupero, i permessi per motivi personali, la banca delle ore e i riposi compensativi. Se la visita coincide con una patologia in atto, l'assenza è malattia.
Il dentista rientra nei permessi per visite mediche?
Sì, se è una prestazione sanitaria documentata. Anche le strutture e i professionisti privati possono rilasciare l'attestazione di presenza. Deve indicare l'orario.
I docenti hanno le 18 ore per visite?
No. Il monte ore dedicato vale per il personale ATA. Il docente può usare i permessi per motivi personali, le ferie o, se ricorrono i presupposti, la malattia.
Le 10 ore della legge 106/2025 riducono le 18 ore del contratto?
No. La legge le riconosce in aggiunta alle tutele dei contratti collettivi. Chi ha i requisiti somma le due quote.
Cosa fare adesso
- Verifica quale contratto si applica al tuo ente e quante ore hai già usato quest'anno.
- Ripassa le regole su malattia e comporto per capire quanto margine hai.
- Leggi come funzionano le fasce di reperibilità per la visita fiscale.
- Stai puntando a un nuovo posto? Cerca i concorsi pubblici in linea con il tuo profilo e allenati con i quiz per concorsi.
Questa guida ha scopo informativo e riporta la disciplina vigente alla data di pubblicazione. I contratti collettivi e i regolamenti interni possono prevedere condizioni di dettaglio diverse. Per il tuo caso specifico rivolgiti all'ufficio del personale del tuo ente o a un consulente del lavoro.
