Il portale inPA (inpa.gov.it) è il canale unico del reclutamento nella pubblica amministrazione: qui trovi i bandi, completi il curriculum, presenti la domanda e ricevi le comunicazioni ufficiali. Questa super-guida ti accompagna dalla registrazione alla ricevuta, con i riferimenti normativi essenziali.
Trova i bandi, poi candidati. Consulta i concorsi pubblici aggiornati sulla piattaforma, poi apri lo stesso bando su inPA per presentare domanda. Per risultati e comunicazioni dopo l'invio, vedi la guida su dove vedere gli esiti su inPA.
Cos'è il portale inPA e chi deve usarlo?
inPA è il Portale unico del reclutamento della PA, previsto dall'art. 35-ter del D.Lgs. 165/2001, introdotto dal D.L. 80/2021 e rafforzato dalle modifiche successive, tra cui il D.P.R. 82/2023. Ministeri, enti pubblici, regioni e gran parte dei comuni pubblicano i bandi qui e chiedono la domanda esclusivamente tramite il portale.
Se il bando indica inPA come canale esclusivo, una domanda inviata in altro modo non vale. L'elenco pubblico dei concorsi è consultabile senza login; per candidarti serve identità digitale e profilo completo.
Come ti registri e accedi con SPID, CIE o CNS?
L'accesso avviene con identità digitale prevista dal Codice dell'amministrazione digitale: SPID di livello 2, CIE (Carta di identità elettronica), CNS o credenziali eIDAS equivalenti. Per i concorsi lo SPID livello 2 (password + OTP) è di solito sufficiente.
Prima di candidarti attiva anche una PEC personale: le comunicazioni ufficiali (integrazioni, convocazioni, esiti) arrivano lì, secondo il quadro del D.P.R. 68/2005. Senza PEC molti bandi bloccano l'invio della domanda. Prepara SPID e PEC giorni prima della scadenza: le corse dell'ultimo minuto sono la causa più frequente di domande incomplete.
Come si completa il curriculum sul portale?
Il curriculum inPA non è un CV Word allegato: è un profilo strutturato che alimenta ogni domanda. Compila anagrafica, titoli di studio (istituto, indirizzo, durata legale del corso), esperienze con date precise e competenze dal vocabolario del portale. I dati devono coincidere con i documenti che l'ente potrà verificare.
- Titolo di studio — indica il titolo richiesto dal bando (diploma, laurea triennale o magistrale) con gli estremi corretti.
- Esperienze — datore, mansione, periodo; evita sovrapposizioni incoerenti.
- Preferenze e riserve — dichiarale solo se le possiedi; approfondisci i titoli di preferenza.
- Categorie protette — se rientri nella legge 68/1999, vedi la guida su requisiti e prove.
Aggiorna il profilo prima di ogni nuova candidatura: il sistema riusa i dati salvati e un errore si replica su più domande.
Come presenti la domanda passo dopo passo?
Dall'elenco concorsi apri il bando e scegli «Presenta una domanda». Compila tutte le sezioni obbligatorie, allega i file richiesti (di solito PDF) e verifica titolo, requisiti generali e dichiarazioni. I requisiti generali restano quelli dell'art. 2 del D.P.R. 487/1994: cittadinanza, maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, assenza di cause di esclusione.
- Controlla scadenza e profilo professionale nel PDF del bando.
- Completa le sezioni della domanda fino a zero alert rossi.
- Paga la tassa di concorso con PagoPA se prevista.
- Invia la domanda e scarica subito la ricevuta.
La domanda vale solo dopo l'invio definitivo entro la scadenza. Una bozza salvata non costituisce presentazione. Per gli errori tipici vedi anche la guida sugli errori da evitare su inPA.
Come funzionano tassa PagoPA e ricevuta?
Se il bando prevede un contributo di partecipazione, il pagamento avviene con PagoPA dal flusso della domanda. Conserva l'attestazione: l'amministrazione può chiederla in qualsiasi fase. Dopo l'invio il portale genera una ricevuta con identificativo e data: scaricala e archiviala (PDF + email di conferma, se arriva).
La ricevuta è la prova della presentazione tempestiva. In caso di contestazione su orario o mancata acquisizione, senza ricevuta è difficile dimostrare di aver inviato entro i termini. Se il sistema va in errore vicino alla scadenza, annota orario, screenshot e ticket di assistenza del portale.
Puoi modificare la domanda dopo l'invio?
Dipende dal bando e dallo stato della procedura. Finché la finestra di presentazione è aperta, molti bandi consentono di ritirare e ripresentare o di correggere sezioni specifiche. Dopo la scadenza le modifiche sono di regola escluse, salvo soccorso istruttorio o integrazioni richieste dall'ente.
Non affidarti a correzioni «a voce»: conta ciò che risulta nella domanda acquisita dal sistema. Se scopri un errore grave subito dopo l'invio e la scadenza è ancora aperta, ripeti il flusso previsto dal bando senza attendere.
Domande frequenti
Serve obbligatoriamente lo SPID per candidarsi su inPA?
Serve un'identità digitale riconosciuta: SPID, CIE, CNS o eIDAS. Lo SPID livello 2 è l'opzione più usata, ma CIE e CNS sono equivalenti se funzionanti.
Senza PEC posso inviare la domanda?
Nella maggior parte dei bandi no: la PEC è obbligatoria per le comunicazioni. Attivala prima di aprire la candidatura.
Il curriculum su inPA sostituisce il CV allegato?
Sì per la struttura della domanda. Allega altri file solo se il bando lo chiede esplicitamente.
Cosa faccio se non riesco a pagare PagoPA entro la scadenza?
Completa il pagamento e l'invio entro i termini del bando. Un pagamento dopo la scadenza di norma non sana la domanda.
Dove vedo ammissioni, prove e graduatoria?
Nell'area personale inPA e, se previsto, sul sito dell'ente. Guida dedicata: risultati e comunicazioni su inPA.
Posso candidarmi a più concorsi con lo stesso profilo?
Sì. Ogni domanda è autonoma: controlla requisiti e dichiarazioni per ogni bando.
Cosa fare adesso
Imposta gli alert sui concorsi aperti, completa profilo e PEC, poi presenta domanda su inPA con anticipo. Dopo l'invio, segui gli esiti dalla guida sulle comunicazioni inPA e allenati con i quiz verificati sulle materie del bando.
