Un concorso interno è una selezione riservata al personale già dipendente di una pubblica amministrazione: serve a salire di area, per esempio dagli assistenti ai funzionari, senza affrontare un concorso pubblico aperto a tutti. È disciplinato dall'art. 52 del D.Lgs. 165/2001, riformato nel 2021.
Cos'è un concorso interno e cosa lo distingue dal concorso pubblico?
Un concorso interno è una procedura selettiva bandita da una pubblica amministrazione e aperta soltanto al personale che lavora già al suo interno, di norma a tempo indeterminato. Lo strumento serve a coprire posti vacanti in profili o aree superiori senza ricorrere al mercato del lavoro esterno.
La differenza sostanziale con il concorso pubblico è il bacino di partecipazione: il pubblico è aperto a chiunque rispetti i requisiti generali; l'interno è riservato a chi ha già un rapporto di lavoro con l'ente. Cambia anche la struttura: prove più snelle, valutazione del servizio già svolto e, in molti casi, quota di posti dedicata espressamente alla progressione di carriera.
Il concorso interno resta comunque una procedura comparativa meritocratica, non un automatismo: serve un bando, criteri trasparenti e una graduatoria finale.
Cosa significa progressione verticale e quando si può fare?
La progressione verticale è il passaggio dal proprio inquadramento a un'area immediatamente superiore: per esempio dall'area degli assistenti a quella dei funzionari nel comparto Funzioni centrali. È prevista dall'art. 52, comma 1-bis, del D.Lgs. 165/2001, modificato dal D.L. 80/2021 (convertito nella L. 113/2021).
La regola fondamentale è il divieto del doppio salto: dall'area B non si arriva direttamente alla D, ma bisogna passare per la C. La Corte Costituzionale lo ha ribadito con le sentenze 1/1999 e 194/2002 e il Consiglio di Stato con la pronuncia 1604/2010.
Esiste anche la progressione orizzontale, ben diversa: avviene all'interno della stessa area e premia anzianità e valutazioni con uno scatto economico, senza cambiare profilo professionale.
Quali sono i requisiti per partecipare a un concorso interno?
I requisiti precisi li indica ogni singolo bando, ma la normativa fissa una cornice comune:
- Rapporto di lavoro a tempo indeterminato con l'amministrazione che bandisce.
- Anzianità minima di servizio: di norma tre anni nell'area inferiore.
- Valutazioni positive nel triennio precedente.
- Assenza di sanzioni disciplinari negli ultimi tre anni.
- Titolo di studio coerente con l'area di destinazione; in alternativa, anzianità qualificata grazie alle deroghe introdotte dal D.L. 80/2021.
Chi non ha il titolo formale può comunque partecipare grazie alla cosiddetta progressione in deroga: serve aver maturato anzianità nell'area inferiore e possedere requisiti di esperienza professionale. È una possibilità riconosciuta in modo esplicito dal nuovo testo dell'art. 52 del Testo unico del pubblico impiego.
Quanti posti possono essere riservati ai concorsi interni?
La quota massima è il 50% dei posti banditi. È un limite di matrice costituzionale: la Corte Costituzionale, con la sentenza 234/1994, ha ritenuto che almeno metà dei posti debba restare riservata al concorso pubblico esterno, perché l'art. 35 del D.Lgs. 165/2001 impone l'accesso dall'esterno come regola e la riserva interna come eccezione.
Tradotto: se un ente apre dieci posti di funzionario, al massimo cinque possono andare per progressione verticale; gli altri cinque devono essere coperti da un bando aperto a chiunque, in pubblicazione su inPA e in Gazzetta Ufficiale.
L'amministrazione deve indicare entro il piano triennale dei fabbisogni quanti posti destina alla progressione interna e quanti al reclutamento esterno.
Cosa è cambiato con la L. 56/2019, il D.L. 80/2021 e il nuovo CCNL?
Tre passaggi normativi hanno trasformato i concorsi interni negli ultimi anni:
- L. 56/2019 ("Concretezza"): ha sbloccato lo strumento dopo anni di blocco e ha avviato un nuovo ciclo assunzionale nella PA.
- D.L. 80/2021, art. 3: ha riscritto l'art. 52 del D.Lgs. 165/2001, introducendo la progressione verticale "in deroga" e specificando i criteri valutativi (titoli, anzianità, incarichi, valutazione del triennio).
- CCNL Funzioni Centrali 2022-2024: ha aggiornato la disciplina contrattuale, fissato gli aumenti economici medi e regolato in modo organico le progressioni di carriera, con disposizioni efficaci fino al 30 giugno 2026 per la fase transitoria.
Il Consiglio di Stato è intervenuto da ultimo con la sentenza 9880 del 15 dicembre 2025: i bandi non possono costruire criteri che penalizzano chi ha un titolo di studio più alto a favore di chi ha solo anzianità. È un'indicazione importante per chi prepara una progressione e teme un trattamento iniquo.
In pratica, oggi una progressione verticale non è più un atto discrezionale dell'amministrazione, ma una procedura inquadrata dalla legge, dal contratto e dalla giurisprudenza più recente. Per chi si prepara, significa due cose. Prima: le regole del bando devono essere coerenti con questa cornice e, se non lo sono, sono impugnabili. Seconda: la valutazione comparativa premia in modo trasparente titoli, esperienza e prove sostenute, riducendo lo spazio per criteri opachi o personalistici.
Come prepararsi a un concorso interno: passi concreti
Anche se sei già dipendente pubblico, il concorso interno resta una selezione meritocratica. Prepararlo con metodo fa la differenza tra chi conferma il passaggio e chi resta fermo. Tre passi pratici:
- Studia il bando con cura: anzianità richiesta, prove previste (scritta, orale, valutazione titoli) e griglia di punteggio. La guida alla lettura del bando ti aiuta a non perdere clausole nascoste.
- Costruisci un piano sulle materie: di solito il concorso interno valorizza diritto amministrativo, diritto del lavoro pubblico e materie tecniche dell'area di destinazione. Esercitarsi con quiz mirati per concorsi pubblici aiuta a fissare le nozioni e a misurare i progressi.
- Cura la documentazione dei titoli: incarichi, attestati, formazione interna ed esterna. Fanno spesso la differenza in graduatoria, perché la valutazione dei titoli può pesare fino a un terzo del punteggio complessivo.
Domande frequenti
Cosa vuol dire concorso interno?
È una selezione bandita da una pubblica amministrazione e riservata al proprio personale già dipendente. Serve a coprire posti vacanti in profili superiori senza passare dal concorso pubblico esterno.
Si può saltare un'area in una progressione verticale?
No. Il "doppio salto" è vietato. Dall'area degli operatori si passa agli assistenti e poi ai funzionari. La Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato lo hanno confermato più volte.
Quanti anni di anzianità servono per partecipare?
Di solito tre anni nell'area immediatamente inferiore, valutazioni positive nel triennio e nessuna sanzione disciplinare. Il numero esatto è indicato dal singolo bando.
Posso partecipare se ho contratto a tempo determinato?
In generale no: i concorsi interni sono riservati al personale a tempo indeterminato. Alcune procedure speciali di stabilizzazione fanno eccezione, ma seguono regole proprie.
Cosa cambia con il CCNL Funzioni Centrali 2022-2024?
Il contratto aggiorna le aree, gli aumenti economici e la disciplina delle progressioni. Tra le novità c'è la possibilità, in via transitoria fino al 30 giugno 2026, di accedere alla progressione anche senza il titolo di studio formale, valorizzando l'anzianità.
I titoli di studio più alti penalizzano i candidati con sola anzianità?
No, e vale anche il contrario. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 9880/2025, ha chiarito che i bandi non possono costruire criteri che penalizzano chi ha un titolo di studio superiore.
Si può fare ricorso contro un concorso interno?
Sì, valgono le stesse regole del concorso pubblico: 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria per il ricorso al TAR. La guida ai ricorsi sui concorsi spiega tempi, costi e passaggi.
Cosa fare adesso
Se sei già dipendente pubblico, la progressione verticale è una delle leve più rapide per crescere senza ripartire da zero. Tieni d'occhio i bandi interni della tua amministrazione e prepara per tempo titoli e materiali di studio. Se invece stai puntando a entrare nella PA dall'esterno, esplora i concorsi pubblici attivi e allenati con i quiz per concorsi pubblici: una volta dentro, il concorso interno diventa la leva di carriera successiva.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
