Diventare dirigente nella pubblica amministrazione significa passare dalla gestione delle pratiche alla guida di uffici, persone e budget. Il percorso non è unico: esistono tre canali principali — il corso-concorso della Scuola Nazionale dell'Amministrazione, i concorsi indetti dalle singole amministrazioni e lo sviluppo di carriera interno. Ecco come funzionano, cosa serve e quanto si guadagna.
Cosa significa essere dirigente nella PA?
La qualifica di dirigente nella pubblica amministrazione è distinta dall'incarico concreto che ti viene affidato. La qualifica è il titolo che ottieni superando un concorso o un corso-concorso e che ti inserisce nei ruoli dirigenziali di un'amministrazione. L'incarico, invece, è la funzione specifica che ti viene assegnata: dirigere un ufficio, una direzione, un dipartimento.
Questa distinzione la trovi nel Testo Unico del pubblico impiego, D.Lgs. 165/2001: l'articolo 28 disciplina l'accesso alla qualifica dirigenziale, l'articolo 19 il conferimento degli incarichi.
La dirigenza pubblica è organizzata in due fasce. La seconda fascia è il livello d'ingresso: ci si accede normalmente per concorso. La prima fascia raggruppa gli incarichi di vertice — capi dipartimento, segretari generali, direttori centrali — e si raggiunge per sviluppo di carriera o con concorsi dedicati.
Quali sono i canali per accedere alla dirigenza?
I percorsi previsti dall'ordinamento per accedere alla qualifica dirigenziale sono tre, più una via residuale.
Il primo è il corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale, bandito periodicamente dalla Scuola Nazionale dell'Amministrazione per conto della Presidenza del Consiglio. È la porta principale per la dirigenza di seconda fascia nelle amministrazioni statali.
Il secondo è il concorso pubblico per esami, indetto dalle singole amministrazioni — Ministeri, agenzie, enti pubblici non economici, enti locali — per coprire posti vacanti specifici. È il canale tipico, per esempio, per la dirigenza dell'INPS, dell'Agenzia delle Entrate o di un Comune.
Il terzo è lo sviluppo di carriera interno: una quota dei posti dirigenziali, definita dalla riforma del reclutamento collegata al D.L. 80/2021, è riservata a funzionari già in servizio con anzianità minima.
A queste si aggiungono gli incarichi a tempo determinato a soggetti esterni previsti dall'art. 19 del D.Lgs. 165/2001, riservati a profili di particolare qualificazione.
Quali requisiti servono per il corso-concorso SNA?
I requisiti del corso-concorso SNA cambiano a seconda di come ti candidi: dall'esterno della PA o come dipendente pubblico.
Se sei un candidato esterno, devi possedere una laurea magistrale o specialistica (oppure un vecchio diploma di laurea quadriennale) e un titolo post-laurea: dottorato di ricerca, master universitario di secondo livello, scuola di specializzazione o diploma equiparato indicato nel bando.
Se sei già un dipendente pubblico di ruolo, è sufficiente la laurea richiesta per il tuo profilo, accompagnata da almeno cinque anni di servizio effettivo in una qualifica per il cui accesso è prevista la laurea.
A questi si aggiungono i requisiti generali per qualsiasi concorso pubblico: cittadinanza italiana o di un altro Stato dell'Unione europea, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica all'impiego, posizione regolare rispetto agli obblighi militari, assenza di condanne penali ostative.
Il bando del singolo corso-concorso può fissare requisiti aggiuntivi: leggilo per intero prima di iscriverti.
Come si svolge il corso-concorso SNA?
Il corso-concorso si articola in tre fasi: selezione, formazione, esame finale.
La selezione comprende una prova preselettiva (quando il numero di candidati lo richiede), prove scritte su materie giuridiche, economiche e statistiche, e una prova orale. La disciplina di dettaglio è contenuta nel D.P.R. 70/2013 e nei singoli bandi pubblicati dalla SNA.
Chi supera le prove viene ammesso al ciclo di formazione, che dura circa dodici mesi ed è retribuito con una borsa di studio mensile. Durante il corso si alternano didattica in aula, project work, tirocini presso amministrazioni centrali e produzione di elaborati.
Alla fine c'è l'esame finale, che genera la graduatoria di merito. I vincitori vengono nominati dirigenti di seconda fascia e assegnati alle amministrazioni richiedenti secondo l'ordine di graduatoria e le preferenze espresse, sulla base dei posti messi a bando.
I bandi attivi sono pubblicati sul portale inPA e nella sezione dedicata della SNA.
Come si accede alla dirigenza di prima fascia?
La prima fascia non è un'aspirazione automatica della seconda. Il D.Lgs. 165/2001 prevede due canali principali.
Il primo è un concorso per titoli ed esami dedicato, riservato a chi ha già maturato esperienza nel ruolo dirigenziale. Le prove sono più selettive e valutano sia competenze tecniche sia capacità manageriali.
Il secondo è lo sviluppo di carriera dalla seconda fascia: dopo almeno cinque anni di servizio nel ruolo dirigenziale è possibile partecipare a procedure comparative interne riservate al passaggio in prima fascia.
Quote, modalità e prerequisiti specifici sono definiti dai regolamenti di organizzazione delle singole amministrazioni e dalle norme attuative delle riforme PNRR. Se ti interessa questo livello conviene seguire l'evoluzione normativa: la disciplina è stata aggiornata più volte negli ultimi anni e potrebbe cambiare ancora.
Quanto guadagna un dirigente pubblico?
La retribuzione di un dirigente PA è composta da quattro voci: trattamento tabellare, retribuzione di posizione (parte fissa e variabile), retribuzione di risultato e indennità varie.
Gli importi cambiano molto a seconda dell'amministrazione, della fascia e dell'incarico. In termini lordi annui, in via puramente indicativa, un dirigente di seconda fascia di un ministero si colloca tra i 90.000 e i 140.000 euro; un dirigente di prima fascia con incarico di vertice può superare i 200.000 euro, fino al tetto massimo previsto per gli stipendi pubblici.
I dati esatti per ogni incarico sono pubblicati per legge nelle sezioni Amministrazione trasparente dei siti istituzionali, in conformità con il D.Lgs. 33/2013.
Per orientarti tra le retribuzioni nei diversi comparti della PA, puoi consultare la nostra sezione stipendi: trovi le tabelle aggiornate per ruolo, area contrattuale e comparto.
Domande frequenti
Posso diventare dirigente senza essere già dipendente pubblico?
Sì. Il corso-concorso SNA è aperto anche ai candidati esterni: serve una laurea magistrale e un titolo post-laurea (dottorato, master di secondo livello, specializzazione). Anche i concorsi pubblici banditi dalle singole amministrazioni prevedono spesso una quota di posti riservati all'accesso dall'esterno.
Quanto dura il corso-concorso SNA?
La fase di selezione dura alcuni mesi, dalla pubblicazione del bando alla graduatoria delle prove. A questa segue il ciclo formativo, che si estende per circa dodici mesi ed è retribuito con una borsa di studio mensile.
Cosa devo studiare per il concorso SNA?
Le materie principali sono diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto dell'Unione europea, economia politica, contabilità di Stato, organizzazione e management pubblico, statistica. Ogni bando indica il programma dettagliato: parti sempre da quello prima di acquistare manuali.
Posso accedere alla dirigenza in un ente locale con un percorso diverso?
Sì. Per Comuni, Province, Regioni e altri enti del comparto Funzioni locali esistono concorsi specifici banditi direttamente dall'ente, secondo il proprio regolamento di organizzazione e nel rispetto del CCNL Funzioni locali e del D.Lgs. 165/2001.
È possibile diventare dirigente dall'esterno senza concorso?
Solo per gli incarichi a tempo determinato previsti dall'art. 19 del D.Lgs. 165/2001. Sono riservati a soggetti di particolare qualificazione professionale o provenienti dal mondo accademico, professionale o giudiziario, entro limiti percentuali precisi e per la durata dell'incarico.
Qual è la differenza tra dirigente e funzionario?
Il funzionario è inquadrato nelle aree contrattuali del personale non dirigente (Aree Funzionari, Istruttori, Assistenti, Operatori). Il dirigente ha un contratto distinto, autonomia gestionale, responsabilità di risultato e una retribuzione strutturata su tabellare, posizione e risultato.
Quanti tentativi posso fare per il corso-concorso?
Non esiste un limite generale al numero di partecipazioni: puoi candidarti a ogni bando in cui soddisfi i requisiti. Resta il vincolo degli eventuali limiti di età, dove previsti, e dei requisiti di laurea e titoli che il bando richiede.
Cosa fare adesso
Se vuoi presidiare la dirigenza pubblica come obiettivo a medio termine, parti da due azioni concrete.
Tieni d'occhio i bandi dirigenziali attivi: gli aggiornamenti sono nella sezione concorsi, filtrabili per ente, regione e settore.
Costruisci la base teorica con esercitazioni quotidiane su diritto costituzionale, amministrativo ed europeo: nella sezione quiz trovi materie e simulazioni allineate ai programmi tipici dei concorsi PA.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
