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Congedo straordinario legge 104: requisiti e domanda

Il congedo straordinario della legge 104 dà fino a due anni di assenza retribuita per assistere un familiare con disabilità grave. Requisiti, importi e domanda.

Redazione7 min di lettura

Il congedo straordinario della legge 104 è un periodo di assenza dal lavoro retribuito, fino a due anni nell'arco della vita lavorativa, per assistere un familiare con disabilità grave. Lo prevede l'art. 42, comma 5 del D.Lgs. 151/2001. Se lavori nella pubblica amministrazione la domanda non va all'INPS: va al tuo ente, che paga direttamente l'indennità.

Che cos'è il congedo straordinario della legge 104?

È un'assenza continuativa e prolungata, diversa dai permessi mensili. I permessi dell'art. 33 della legge 104/1992 servono per l'assistenza quotidiana e valgono tre giorni al mese. Il congedo straordinario serve invece quando l'assistenza richiede una presenza stabile, per settimane o mesi.

Le regole essenziali sono quattro.

  • La durata massima è di due anni complessivi nell'arco della vita lavorativa. Lo stesso tetto vale per ciascuna persona assistita.
  • Si può usare in modo continuativo oppure frazionato a giorni.
  • La persona assistita deve avere il riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell'art. 3, comma 3 della legge 104/1992.
  • Il congedo va fruito entro sessanta giorni dalla richiesta.

Un limite spesso ignorato riguarda il ricovero. Il congedo non spetta se la persona assistita è ricoverata a tempo pieno in una struttura. L'unica eccezione è il caso in cui siano i sanitari a chiedere la presenza del familiare.

Chi può chiedere il congedo e in che ordine?

Non possono chiederlo tutti i familiari indifferentemente. La legge fissa un ordine rigido, costruito negli anni dalle sentenze della Corte costituzionale e poi recepito nel testo. Si passa al livello successivo solo in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti di chi precede.

  • Il coniuge convivente, la parte dell'unione civile convivente o il convivente di fatto.
  • Il padre o la madre, anche adottivi o affidatari.
  • Un figlio convivente.
  • Un fratello o una sorella convivente.
  • Un parente o affine entro il terzo grado convivente.

Vale inoltre una regola di esclusività. Per la stessa persona assistita può fruire del congedo un solo lavoratore alla volta. Il diritto non si divide tra più familiari nello stesso periodo, a differenza di quanto accade oggi per i permessi mensili dopo le modifiche del D.Lgs. 105/2022.

Serve la convivenza con la persona assistita?

Sì, ed è il requisito che fa respingere più domande. La convivenza si prova di regola con la residenza anagrafica nello stesso indirizzo. Non basta assistere il familiare tutti i giorni se le residenze restano separate.

Esiste però un'alternativa riconosciuta: la dimora temporanea. Chi si trasferisce presso il familiare da assistere può chiedere al Comune l'iscrizione come dimorante temporaneo, ottenendo lo stesso effetto della residenza. È la strada usata da chi mantiene la casa altrove ma si sposta per l'assistenza.

Fa eccezione un solo caso: i genitori che assistono un figlio con disabilità grave non devono dimostrare la convivenza. Per tutte le altre figure dell'elenco la convivenza resta obbligatoria per l'intero periodo di congedo, non solo al momento della domanda.

Quanto spetta e che cosa si perde?

Durante il congedo percepisci un'indennità pari all'ultima retribuzione, calcolata sulle voci fisse e continuative. Il periodo è coperto da contribuzione figurativa utile alla pensione. Esiste però un tetto annuo, fissato dalla legge e rivalutato ogni anno secondo l'indice ISTAT.

Per il 2026 l'INPS, con la circolare n. 6 del 30 gennaio 2026, ha indicato un massimale complessivo di 57.837 euro. La cifra comprende sia l'indennità, pari a circa 43.380 euro, sia la copertura figurativa, pari a circa 14.460 euro.

C'è poi il rovescio della medaglia, che conviene conoscere prima di presentare domanda.

  • Durante il congedo non maturano le ferie.
  • Non matura la tredicesima mensilità.
  • Non matura il trattamento di fine rapporto.

Una tutela parziale esiste per i periodi brevi. Chi fruisce del congedo per un periodo continuativo non superiore a sei mesi ha diritto a permessi non retribuiti pari ai giorni di ferie non maturati, senza contribuzione figurativa.

Come si presenta la domanda se lavori nella pubblica amministrazione?

Qui sta la differenza che quasi tutte le guide generiche trascurano. Se sei un dipendente privato la domanda si presenta all'INPS in via telematica, direttamente o tramite patronato. Se sei un dipendente pubblico il percorso è un altro.

La domanda va presentata alla tua amministrazione, all'ufficio del personale, sul modulo che l'ente mette a disposizione. È l'amministrazione a istruire la pratica, ad autorizzare il congedo e a erogare l'indennità in busta paga. Non devi aprire nessuna pratica sul portale INPS.

Cambia anche la base di calcolo: per il settore pubblico si guarda alla retribuzione del mese precedente l'inizio del congedo. Alla domanda allega il verbale di accertamento della disabilità grave e la documentazione che prova la convivenza o la dimora temporanea. Conserva copia di tutto: in caso di verifica dovrai poterla esibire.

Si può uscire di casa durante il congedo?

È la domanda più cercata di tutte, e la risposta è meno rigida di quanto si teme. Il congedo straordinario non è la malattia: non esistono fasce di reperibilità e non c'è alcun obbligo di restare in casa ad attendere una visita di controllo.

Il vincolo è funzionale, non fisico. Il congedo è concesso per assistere la persona con disabilità grave, quindi le tue giornate devono essere dedicate a quell'assistenza. Uscire per la spesa, per accompagnare il familiare a una visita o per una commissione legata alla sua cura rientra pienamente nell'assistenza.

Quello che non puoi fare è usare il congedo per finalità diverse. Svolgere un'altra attività lavorativa, partire per una vacanza o dedicarti stabilmente ad altro espone a conseguenze pesanti: revoca del beneficio, procedimento disciplinare e, per chi lavora nella PA, una possibile azione per danno erariale davanti alla Corte dei conti.

Che cosa è cambiato nel 2026?

Circola molta confusione su questo punto, alimentata da titoli imprecisi. L'impianto del congedo straordinario non è cambiato: durata, ordine dei beneficiari e requisito di convivenza restano quelli dell'art. 42, comma 5.

Le novità concrete sono due. La prima è l'aggiornamento annuale del massimale, salito ai 57.837 euro indicati dalla circolare INPS del gennaio 2026. La seconda riguarda il modo in cui si accerta la disabilità.

Il D.Lgs. 62/2024 ha introdotto la valutazione di base e la valutazione multidimensionale, oggi in sperimentazione su una parte del territorio. L'estensione a tutto il Paese è prevista dal 1° gennaio 2027. Fino ad allora, nelle province non coinvolte, restano valide le procedure ordinarie di accertamento e i verbali già rilasciati continuano a produrre effetti.

Domande frequenti

Sabato e domenica rientrano nel conteggio?

Dipende da come frazioni il congedo. Se tra un periodo e l'altro non c'è ripresa effettiva del lavoro, i giorni festivi e non lavorativi intermedi vengono computati. Se invece torni davvero in servizio prima del fine settimana, sabato e domenica non si conteggiano.

Posso chiedere il congedo straordinario per me stesso?

No. Il congedo serve ad assistere un'altra persona. Se la disabilità grave riguarda te, lo strumento previsto sono i permessi dell'art. 33, cioè due ore al giorno oppure tre giorni al mese.

Permessi legge 104 e congedo nello stesso mese sono compatibili?

Sì, nello stesso mese puoi alternarli. Non puoi però cumularli nella stessa giornata per la stessa persona assistita: nei giorni coperti dal congedo non spettano i permessi mensili.

Se il familiare entra in casa di riposo il congedo continua?

No. Il ricovero a tempo pieno sospende il diritto, perché viene meno l'assistenza domiciliare. Il congedo torna possibile se i sanitari certificano che è necessaria la presenza del familiare.

Posso rientrare al lavoro prima del previsto?

Sì. Basta comunicarlo all'amministrazione con ragionevole preavviso. I giorni non fruiti restano disponibili entro il tetto complessivo dei due anni e potrai chiederli in un momento successivo.

Il periodo di congedo vale per l'anzianità di servizio?

Il periodo è coperto da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici. Non matura invece ferie, tredicesima e TFR, come previsto dallo stesso art. 42.

Questi argomenti si studiano per i concorsi pubblici?

Sì. Congedi, permessi e tutele della genitorialità sono ricorrenti nelle prove di diritto del pubblico impiego, soprattutto per i profili amministrativi e per i concorsi negli enti locali.

Cosa fare adesso

Il congedo straordinario è insieme un diritto che ti riguarda da dipendente pubblico e una materia d'esame. Da dove partire dipende dal punto in cui sei.

Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.

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