Se sei un dipendente pubblico, puoi chiedere un prestito direttamente all'INPS, senza passare da una banca. Esistono due strade: il piccolo prestito, fino a 8 mensilità nette senza motivazione, e il prestito pluriennale, a 5 o 10 anni per spese documentate. La rata viene trattenuta in busta paga. Qui trovi requisiti, costi reali e i passaggi della domanda.
Chi può chiedere un prestito INPS come dipendente pubblico?
I prestiti INPS sono riservati agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, l'ex fondo credito INPDAP. L'iscrizione è automatica per la gran parte dei dipendenti pubblici: amministrazioni statali, enti locali, sanità e scuola. Lo riconosci in busta paga: c'è una trattenuta dello 0,35% della retribuzione, prevista dall'art. 1, comma 242, della L. 662/1996. Se non sai dove cercarla, leggi la guida su come leggere il cedolino NoiPA.
Chi non è iscritto d'ufficio può aderire in qualsiasi momento. Lo prevede l'art. 27 della L. 203/2024. L'adesione però è irrevocabile e dà accesso alle prestazioni solo dopo un anno.
Servono poi tre condizioni comuni:
- un contratto a tempo indeterminato, oppure a tempo determinato di almeno tre anni;
- una retribuzione fissa e continuativa;
- un'anzianità minima, diversa per i due tipi di prestito.
Per il piccolo prestito basta un anno di servizio continuativo utile alla pensione. Per il pluriennale ne servono quattro, con quattro anni di contributi alla gestione. Se hai appena vinto un concorso, quindi, il primo prestito possibile arriva dopo un anno dalla presa di servizio.
Come funziona il piccolo prestito INPS?
Il piccolo prestito serve per esigenze di liquidità. Non devi spiegare a cosa ti servono i soldi e non devi allegare preventivi. L'importo dipende dalla durata che scegli:
- 1 mensilità netta, da restituire in 12 rate;
- 2 mensilità nette, in 24 rate;
- 3 mensilità nette, in 36 rate;
- 4 mensilità nette, in 48 rate.
Puoi chiedere anche la doppia mensilità: due stipendi netti per ogni anno di rimborso, fino a 8 mensilità in 48 rate. È ammessa solo se non hai altre trattenute in corso sullo stipendio, come una cessione del quinto.
Facciamo un esempio. Giulia è istruttrice in un comune e prende 1.700 € netti al mese. Con 4 mensilità ottiene 6.800 € lordi. Al tasso del 4,25% la rata è di circa 154 € per 48 mesi. Con la doppia mensilità potrebbe arrivare a 13.600 €.
La prima rata parte dal secondo mese dopo l'accredito. Il piccolo prestito si può rinnovare dopo aver pagato almeno cinque rate per ogni anno di durata. Per un prestito di 4 anni, quindi, dopo 20 rate. In caso di rinnovo l'INPS chiude il vecchio prestito e trattiene il debito residuo dal nuovo importo.
Come funziona il prestito pluriennale?
Il prestito pluriennale dura 5 anni, con 60 rate, oppure 10 anni, con 120 rate. A differenza del piccolo prestito, lo ottieni solo per necessità personali o familiari documentate. L'elenco è allegato al Regolamento prestiti INPS in vigore dal 1° maggio 2020. Tra le motivazioni ammesse ci sono:
- malattia tua o dei familiari, spese sanitarie e cure dentistiche;
- acquisto di auto, moto o bici elettriche, di arredi ed elettrodomestici;
- matrimonio o unione civile tuo o dei figli, nascita o adozione di un figlio;
- trasloco per motivi di famiglia o di lavoro;
- iscrizione a corsi universitari, master, conservatori e formazione professionale;
- furto, incendio, calamità naturali e decesso di un familiare.
La domanda va presentata entro un anno dall'evento o dalla spesa. Devi allegare la documentazione prevista per la motivazione, per esempio preventivi o fatture. Serve anche un certificato medico sul modulo AC070, rilasciato da non più di 45 giorni.
Qui non c'è un tetto in mensilità. Il limite è la rata: non può superare un quinto dello stipendio. Con una rata di 300 € per 120 mesi al 3,50%, il capitale finanziabile è di circa 30.000 €. Se ti sposi, puoi abbinare il prestito al congedo matrimoniale di 15 giorni.
Quanto costa davvero un prestito INPS?
Il costo ha tre voci. La prima è il tasso nominale annuo (TAN): 4,25% per il piccolo prestito e 3,50% per il pluriennale, in vigore dal 1° maggio 2020. La seconda sono le spese di amministrazione, pari allo 0,5% dell'importo. La terza è il premio del fondo rischi, che copre i rischi dell'operazione e cresce con l'età e con la durata.
Spese e premio vengono trattenuti al momento dell'accredito. Per questo ricevi un po' meno dell'importo lordo richiesto. Per confrontare davvero le offerte guarda il TAEG, che include tutte le voci. Nelle tabelle INPS, per chi ha un'età a scadenza fino a 61 anni, il piccolo prestito quadriennale ha un TAEG del 5,32%. Il pluriennale decennale, fino a 55 anni a scadenza, scende al 4,14%.
Nota che il piccolo prestito annuale ha il TAEG più alto: 6,91%. Le spese fisse pesano di più su una durata breve. Se ti serve una cifra piccola per pochi mesi, valuta se ha senso chiederla.
Prima della domanda puoi usare il simulatore sul portale INPS. Ti mostra l'importo minimo e massimo e la rata in base alla durata.
Come si presenta la domanda passo passo?
La domanda è online e passa sempre dalla tua amministrazione. Ecco i passaggi, validi per i dipendenti in servizio:
- Entra nell'area riservata del portale INPS con SPID, CIE o CNS e apri il servizio del prestito che ti interessa.
- Genera il codice di sicurezza e comunicalo al tuo ufficio del personale, con le modalità interne dell'ente.
- L'amministrazione attiva la domanda e inserisce i dati sulla tua retribuzione.
- Rientri nel servizio, completi la domanda e alleghi l'ultimo cedolino, un documento d'identità e, per il pluriennale, i documenti della motivazione.
- Invii la domanda. L'INPS ha 30 giorni per decidere e accredita la somma sul conto indicato.
Se lavori in un'amministrazione centrale gestita con NoiPA, il piccolo prestito segue una procedura semplificata. La stessa semplificazione vale per i carabinieri. Il termine di 30 giorni discende dall'art. 2 della L. 241/1990 e dal regolamento INPS sui tempi dei procedimenti.
Cosa succede al prestito se cambi ente o lasci il lavoro?
Se passi a un'altra amministrazione pubblica, per esempio dopo un nuovo concorso o una mobilità, il prestito non si chiude. Il vecchio ufficio comunica i dati al nuovo ente e la trattenuta continua sul nuovo stipendio.
Se vai in pensione prima di aver finito, le rate proseguono sulla pensione, entro il quinto. Se lasci il servizio senza diritto alla pensione, l'INPS recupera il debito residuo sul TFS o TFR. Se l'indennità non basta, la differenza la versi tu. In caso di decesso il debito si estingue e l'INPS non chiede nulla agli eredi.
Puoi estinguere il prestito in anticipo quando vuoi, con una domanda online. Ti viene restituita la parte del fondo rischi non ancora usata.
Domande frequenti
Posso chiedere il piccolo prestito durante il periodo di prova?
Dipende dall'anzianità, non dalla prova. Serve un anno di servizio continuativo utile alla pensione. Se hai già lavorato in un altro ente pubblico, chiedi all'ufficio del personale se quel servizio viene conteggiato. Per le regole della prova leggi la guida sul periodo di prova nel pubblico impiego.
Posso avere piccolo prestito e pluriennale insieme?
Sì, con un limite. Se hai un pluriennale in corso, puoi chiedere un piccolo prestito solo in misura ordinaria: fino a 4 mensilità in 48 rate. La doppia mensilità richiede che non ci siano altre trattenute sullo stipendio.
Il prestito INPS è una cessione del quinto?
Il pluriennale funziona come una cessione del quinto, perché la rata non può superare un quinto dello stipendio. Il finanziatore però è l'INPS, non una banca. Nelle cessioni del quinto stipulate con banche o finanziarie l'INPS non è parte del contratto.
I precari possono chiedere un prestito INPS?
Solo con un contratto a tempo determinato di almeno tre anni. Il prestito deve estinguersi entro la scadenza del contratto. Per il pluriennale, la durata residua deve essere di almeno cinque anni.
Esiste anche un mutuo INPS per i dipendenti pubblici?
Sì. Gli iscritti alla stessa gestione possono chiedere mutui ipotecari da 10 a 30 anni. Servono per acquisto o ristrutturazione della casa, fino a 300.000 €, e per altre finalità previste da un regolamento separato. I tassi cambiano nel tempo: verifica sempre quelli in vigore sul portale INPS.
Quanto tempo serve per ricevere i soldi?
L'INPS deve definire la pratica entro 30 giorni. Ai tempi dell'INPS si aggiungono quelli del tuo ufficio del personale per attivare la domanda. Conviene chiedere subito all'ufficio come vuole ricevere il codice di sicurezza.
Cosa fare adesso
- Se sei già in servizio, controlla sul cedolino la trattenuta dello 0,35% e fai una simulazione sul portale INPS prima di decidere.
- Se stai ancora cercando il tuo posto, parti dai concorsi pubblici aggiornati e guarda nelle schede stipendio quanto vale il netto su cui si calcolano le mensilità.
- Se prepari le prove, allenati con i quiz per materia: diritto del lavoro pubblico e previdenza tornano spesso nelle domande.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.
