Se sei un dipendente pubblico a tempo indeterminato, puoi chiedere un mutuo per la casa direttamente all'INPS. È il vecchio mutuo INPDAP. Il tasso fisso va dal 2,05% al 2,41%, puoi ottenere fino a 300.000 € e non paghi penali se lo chiudi prima. In cambio accetti vincoli precisi sulla casa e tempi più lunghi di una banca. Qui trovi requisiti, tassi, domanda e surroga, secondo il regolamento in vigore dal 1° aprile 2026.
Chi può chiedere il mutuo INPS?
Il mutuo è riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, l'ex fondo credito INPDAP. Se lavori in un ministero, in un comune, in sanità o nella scuola, sei quasi sempre iscritto d'ufficio. Lo vedi in busta paga: c'è una trattenuta dello 0,35%, prevista dall'art. 1, comma 242, della L. 662/1996. Non devi fare nessuna domanda di iscrizione.
Servono poi due requisiti:
- almeno un anno di iscrizione e contributi alla gestione;
- un contratto a tempo indeterminato al momento della domanda.
C'è un dettaglio utile per chi arriva da un precariato. Nell'anno di anzianità contano anche i periodi di servizio a tempo determinato. Lo dice l'art. 1 del regolamento INPS. Se hai fatto un anno da precario e poi sei stato assunto di ruolo, puoi fare domanda subito. Anche i pensionati iscritti alla gestione possono chiedere il mutuo.
Per cosa si può usare e quanto puoi ottenere?
Il mutuo ha quattro finalità. Ognuna ha un tetto diverso:
- acquisto o costruzione della prima casa: fino a 300.000 €;
- lavori di manutenzione o ristrutturazione della casa di proprietà: fino a 150.000 €, e comunque non oltre il 40% del valore di perizia;
- box o posto auto come pertinenza della casa: fino a 75.000 €;
- studi universitari, master o conservatorio, tuoi o di un familiare: fino a 100.000 €, con durata massima di 15 anni.
Puoi aggiungere fino a 6.000 € per la perizia giurata e per le polizze facoltative, allo stesso tasso. L'importo non può superare il prezzo di acquisto né il valore stimato dai tecnici INPS. In pratica puoi finanziare fino al 100% della casa, cosa rara in banca.
La casa deve essere la prima e unica. Né tu né il tuo nucleo familiare potete avere altre abitazioni in Italia. Ci sono eccezioni: quote fino al 50%, case ereditate già gravate da usufrutto da almeno cinque anni, casa lasciata all'ex coniuge dal giudice. Le abitazioni di lusso sono escluse.
Quali sono i tassi e quanto costa la rata?
Scegli tu tra tasso fisso e variabile. I tassi fissi valgono per le domande presentate dal 1° aprile 2025 e dipendono da due fattori: la durata e la quota di valore della casa finanziata (LTV). Ecco i valori pubblicati dall'INPS:
- 10 anni: dal 2,26% al 2,36%;
- 15 anni: dal 2,31% al 2,41%;
- 20 anni: dal 2,25% al 2,35%;
- 25 anni: dal 2,16% al 2,26%;
- 30 anni: dal 2,05% al 2,15%.
Il valore più basso vale se chiedi fino al 50% del prezzo, il più alto oltre l'80%. Il variabile è pari all'Euribor a un mese più 1,5 punti. Dopo due anni puoi passare da fisso a variabile, o viceversa, una sola volta.
Facciamo un esempio. Marco è funzionario, ha 34 anni e compra casa a 220.000 €. Chiede 200.000 € a 30 anni: la quota supera l'80%, quindi il tasso è del 2,15%. La rata è di circa 754 € al mese. L'INPS trattiene subito lo 0,50% di spese, cioè 1.000 €.
Due limiti da controllare prima. L'età più la durata non può superare 80: a 50 anni il massimo è 30 anni, a 60 anni è 20. Le rate annue non possono superare metà del reddito netto del nucleo familiare, tolti gli altri debiti. Per la rata di Marco servono almeno 18.100 € netti l'anno.
Come si presenta la domanda e quanto si aspetta?
La domanda si invia solo online, dal portale INPS, dal 15 gennaio al 30 novembre di ogni anno. I passaggi sono questi:
- Fai l'ISEE ordinario prima della domanda. Devi averlo già all'invio: decide la tua posizione se scatta la graduatoria.
- Entra con SPID, CIE o CNS nel servizio dei mutui ipotecari e compila le dichiarazioni sostitutive.
- Quando l'INPS ha verificato i requisiti, hai 15 giorni lavorativi per inviare la perizia giurata di un tecnico e la relazione notarile preliminare.
- Un tecnico incaricato dall'INPS stima la casa. Hai 15 giorni per confermare importo, tasso e durata.
- Firmi dal notaio. Sulla casa si iscrive un'ipoteca pari a due volte l'importo del mutuo.
La pratica va definita in 75 giorni, secondo il regolamento INPS sui tempi dei procedimenti previsto dall'art. 2 della L. 241/1990. Il mutuo deve essere erogato entro 120 giorni dalla domanda, altrimenti decade. Sono tempi lunghi per una compravendita. Accordati con il venditore prima di firmare il compromesso.
Le domande seguono l'ordine di arrivo. Se le richieste superano il 90% dei fondi dell'anno, parte una graduatoria nazionale mensile: passa prima chi ha l'ISEE più basso. Per questo conviene presentare la domanda nei primi mesi dell'anno.
Quali obblighi hai dopo la firma?
Il mutuo INPS ha uno scopo sociale, quindi ti chiede degli impegni. Li trovi all'art. 14 del regolamento:
- abitare la casa e portarci la residenza entro 12 mesi dal rogito;
- tenere la residenza lì per almeno 5 anni, salvo trasferimento d'ufficio in un altro comune;
- non affittare né dare in comodato la casa per 5 anni, salvo estinzione del mutuo;
- non vendere la casa senza chiudere il mutuo prima o durante il rogito;
- assicurare la casa contro incendio e scoppio per tutta la durata;
- avere un domicilio digitale iscritto nel registro INAD.
Chi è in servizio permanente nelle Forze armate o di polizia non ha l'obbligo di prendere la residenza entro 12 mesi. Se violi un obbligo, il contratto si risolve e devi restituire il debito. In compenso puoi estinguere il mutuo in tutto o in parte quando vuoi, senza penali.
Si può fare la surroga di un mutuo bancario con l'INPS?
Sì. Si chiama portabilità ed è regolata dall'art. 120-quater del D.Lgs. 385/1993. L'INPS paga alla banca il debito residuo e da quel momento paghi le rate all'INPS. La vecchia banca non può chiederti penali o altri oneri per il passaggio. Il mutuo originario deve avere una delle finalità ammesse, e valgono gli stessi requisiti e tetti.
Ci sono però due limiti pratici. Primo: se le richieste superano il 90% dei fondi, le surroghe passano dopo i nuovi mutui. Secondo: l'INPS vuole un'ipoteca pari al doppio del debito, mentre molte banche ne iscrivono una più bassa. Chiedi alla tua banca il valore dell'ipoteca prima di partire.
Una strategia diffusa è firmare con una banca per non perdere la casa e poi fare la surroga verso l'INPS. Funziona, ma solo se i fondi dell'anno non sono esauriti.
Domande frequenti
Durante il periodo di prova posso chiedere il mutuo INPS?
Il regolamento chiede il contratto a tempo indeterminato e un anno di iscrizione, non la fine della prova. Se hai già un anno di servizio, anche da precario, puoi fare domanda. Per le regole della prova leggi la guida sul periodo di prova nel pubblico impiego.
Posso cointestare il mutuo con il mio partner?
Sì, ma solo con il coniuge, la parte dell'unione civile o il convivente con contratto registrato. Per cointestare il mutuo, anche l'altra persona deve essere iscritta alla gestione e avere i requisiti. Se non lo è, può comunque essere comproprietaria della casa: interviene come terzo datore di ipoteca. A te deve essere intestato almeno il 50% della casa.
Ho già una casa in un'altra città: posso chiedere il mutuo?
Di norma no. C'è una deroga se la casa è in un comune diverso e dista più di 150 km da quella nuova. Vale però solo con i fondi avanzati: la domanda si presenta dal 1° ottobre al 30 novembre, se non è scattata la graduatoria.
Il mutuo INPS conviene rispetto a una banca?
Dipende dal momento e dal tuo profilo. I punti forti sono il finanziamento fino al 100%, la rata fino a metà del reddito e l'assenza di penali. I punti deboli sono i tempi lunghi, i vincoli di residenza e affitto e il rischio di fondi esauriti. Confronta sempre il TAEG di un'offerta bancaria con la simulazione sul portale INPS.
Cosa succede se cambio ente o vado in pensione?
Il mutuo prosegue senza cambiamenti, perché le rate si pagano con pagoPA o addebito in conto, non in busta paga. Se passi a un altro ente, per esempio con una mobilità, resti iscritto alla gestione. Se ti trasferiscono d'ufficio in un altro comune, puoi spostare la residenza senza violare il contratto.
Posso avere il mutuo e un prestito INPS insieme?
Sì, sono prestazioni diverse della stessa gestione. Ricorda però che la rata del mutuo e gli altri debiti contano nel limite di metà del reddito. Per requisiti e tassi dei prestiti leggi la guida sui prestiti INPS piccolo e pluriennale.
Cosa fare adesso
- Se sei già in servizio, controlla sul cedolino la trattenuta dello 0,35%, fai l'ISEE e prova il simulatore mutui sul portale INPS.
- Se il posto fisso è ancora un obiettivo, cerca il tuo bando tra i concorsi pubblici aggiornati e guarda nelle schede stipendio il netto su cui si calcola la rata.
- Se stai preparando le prove, allenati con i quiz per materia: il primo passo verso il mutuo è il contratto a tempo indeterminato.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.
