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Riscatto laurea dipendenti pubblici: costi e convenienza

Il riscatto della laurea trasforma gli anni di studio in contributi per la pensione. Nel 2026 l'agevolato costa 6.206,64 € l'anno: ecco quando conviene.

Redazione8 min di lettura

Il riscatto della laurea trasforma gli anni del corso di studi in contributi validi per la pensione. Per un dipendente pubblico nel sistema contributivo il costo 2026 è di 6.206,64 € per ogni anno riscattato, deducibile dalle tasse. Conviene se avvicina davvero la pensione. Qui trovi costi, procedura INPS e i casi in cui è meglio aspettare.

Che cos'è il riscatto della laurea e cosa cambia davvero?

Il riscatto della laurea è l'operazione con cui paghi all'INPS i contributi per gli anni del corso di studi. In cambio, quegli anni entrano nella tua anzianità contributiva. Puoi riscattare solo la durata legale del corso: 3 anni per una triennale, 2 per la magistrale, 5 per un ciclo unico. Gli anni fuori corso restano esclusi. Lo prevede l'art. 2 del D.Lgs. 184/1997.

Il riscatto ha effetti solo previdenziali. Non aumenta l'anzianità di servizio nell'ente, non accelera le progressioni economiche e non conta come titolo nei concorsi. Se stai leggendo un bando, la laurea vale come requisito di accesso o come titolo di studio: il riscatto è un'altra cosa. Allo stesso modo, di regola non incide sul TFS o sul TFR, che seguono il servizio prestato.

Un esempio. Marco ha una laurea a ciclo unico e ha preso servizio in un ministero nel 2026. Se riscatta i 5 anni, raggiunge il requisito per la pensione anticipata 5 anni prima. Il suo stipendio, però, non cambia di un euro.

Quanto costa il riscatto della laurea nel 2026?

Il costo dipende dal tipo di riscatto. Il riscatto agevolato ha un prezzo fisso: si calcola applicando l'aliquota del 33% al minimale contributivo di artigiani e commercianti. Per il 2026 il minimale è di 18.808 € e l'onere è di 6.206,64 € per ogni anno riscattato, qualunque sia il tuo stipendio.

  • Laurea triennale (3 anni): 18.619,92 €.
  • Laurea magistrale (2 anni): 12.413,28 €.
  • Ciclo unico o vecchio ordinamento (5 anni): 31.033,20 €.

Il riscatto ordinario, invece, non ha un importo fisso. Per i periodi nel sistema contributivo, l'INPS applica l'aliquota contributiva alla tua retribuzione degli ultimi 12 mesi. Per i periodi prima del 1996 usa la riserva matematica, un calcolo attuariale basato su età, sesso e retribuzione. In questo caso il costo può superare i 10.000 € l'anno.

In entrambi i casi l'importo è deducibile dal reddito ai fini IRPEF (art. 10 del TUIR). Con un'aliquota marginale del 35%, ogni 1.000 € pagati te ne tornano circa 350 come minori imposte. Se paghi a rate con trattenuta sullo stipendio, la deduzione viene di solito applicata direttamente nel cedolino.

Riscatto agevolato o ordinario: quale ti spetta?

La regola sta nell'anno di studio, non nell'anno di assunzione. Il riscatto agevolato vale per i periodi che ricadono nel sistema contributivo, cioè dal 1° gennaio 1996 in poi. Lo ha introdotto l'art. 20 del D.L. 4/2019, convertito dalla legge 26/2019. Se ti sei laureato dopo il 1996 e non hai contributi precedenti, rientri quasi sempre qui.

Se invece hai contributi versati prima del 1996, la tua pensione si calcola con il sistema misto. Gli anni di laurea anteriori al 1996 seguono il riscatto ordinario, più costoso. Puoi comunque accedere all'agevolato scegliendo il calcolo interamente contributivo della pensione, previsto dalla legge 335/1995. La scelta però è irreversibile e va valutata con attenzione.

Per chi entra nella PA oggi dopo un concorso, il caso tipico è semplice: laurea conseguita dopo il 2000, nessun contributo prima del 1996, sistema contributivo puro. Il riscatto agevolato è l'unica strada e il costo è quello fisso visto sopra.

Come si presenta la domanda alla Gestione Dipendenti Pubblici?

Come dipendente pubblico sei iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici dell'INPS, l'ex INPDAP. La domanda si presenta online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, dal servizio di riscatto della tua cassa: CTPS per i dipendenti dello Stato, CPDEL per enti locali e sanità. Puoi farti aiutare da un patronato senza costi.

La procedura funziona così:

  1. Presenti la domanda con l'autocertificazione della laurea: ateneo, date e durata legale del corso.
  2. L'INPS calcola l'onere e ti notifica il provvedimento. Il termine indicativo di lavorazione è di 85 giorni.
  3. Accetti entro il termine scritto nel provvedimento, di regola 90 giorni dalla notifica.
  4. Paghi in unica soluzione con modello F24 oppure a rate, fino a 120 mensili, con trattenuta sullo stipendio.

Se lasci scadere il termine, la domanda decade. Dovrai ripresentarla e l'INPS ricalcolerà l'onere con i parametri del nuovo anno. Puoi chiedere il riscatto anche dopo anni di servizio, ma prima costa meno: il minimale contributivo sale ogni anno.

Quando conviene riscattare la laurea e quando no?

Il riscatto conviene quando gli anni riscattati cambiano la data della pensione. Nel 2026 la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi di contributi, 41 anni e 10 mesi per le donne. Chi entra nella PA a 27 anni e riscatta 5 anni raggiunge quella soglia intorno ai 65 anni, invece che verso i 70. È il beneficio principale.

Il secondo effetto è sull'assegno. Nel sistema contributivo ogni euro versato alimenta il montante e la pensione cresce in proporzione. Con 5 anni riscattati, circa 31.000 €, l'aumento lordo si aggira su 100-130 € al mese a 67 anni, in base ai coefficienti attuali. L'anticipo dell'uscita vale quasi sempre più dell'aumento dell'importo.

Il riscatto non conviene, o può aspettare, in tre casi:

  • Hai contributi nel privato da valorizzare. Prima confronta cumulo e ricongiunzione, che possono avvicinare la pensione senza costi.
  • Arriverai comunque alla pensione di vecchiaia a 67 anni con più di 20 anni di contributi. Il riscatto alza l'assegno ma non anticipa l'uscita.
  • Non riesci a sfruttare la deduzione, per esempio con un reddito basso o un part-time. Il costo netto sale.

Prima di decidere usa il simulatore INPS del riscatto e confronta tre scenari: nessun riscatto, riscatto totale, riscatto di un solo anno. Non sei obbligato a riscattare tutto il corso.

Puoi riscattare la laurea prima di vincere il concorso?

Sì. Il riscatto è aperto anche a chi non ha ancora versato contributi, come previsto dal comma 5-bis dell'art. 2 del D.Lgs. 184/1997. L'onere si calcola come nell'agevolato, sul minimale. I contributi restano in una posizione INPS in attesa di essere trasferiti nella gestione in cui lavorerai. Possono pagare anche i genitori, con una detrazione del 19% se sei fiscalmente a carico.

Per chi prepara i concorsi, però, ha più senso aspettare la presa di servizio. Dopo l'assunzione il pagamento a rate avviene con trattenuta in busta paga e la deduzione entra subito nel cedolino. Nel frattempo concentrati sul percorso: trova il bando adatto tra i concorsi pubblici aggiornati, verifica il titolo di studio richiesto e allenati con i quiz per materia.

Domande frequenti

Il riscatto della laurea vale come titolo nel concorso?

No. Nei concorsi la laurea conta come requisito di ammissione o come titolo di studio valutabile. Il riscatto non aggiunge punteggio e non rientra tra i titoli di servizio, perché non è servizio prestato.

Posso riscattare solo alcuni anni del corso?

Sì. La legge ammette il riscatto parziale: puoi chiedere anche un solo anno o alcuni mesi. È una scelta utile quando ti servono pochi mesi per raggiungere un requisito, o quando vuoi contenere la spesa.

Cosa succede alle rate se cambio ente o lascio la PA?

Se passi a un'altra amministrazione, la trattenuta prosegue sul nuovo stipendio. Se cessi dal servizio, continui a pagare con F24. Puoi anche chiedere di interrompere i pagamenti: l'INPS ti accredita il periodo proporzionale a quanto hai già versato.

Il riscatto aumenta il TFS o il TFR?

Di regola no. TFS e TFR si calcolano sul servizio prestato e sulla retribuzione, non sui contributi riscattati. Per i dettagli leggi la guida su TFS e TFR dei dipendenti pubblici.

Meglio riscattare la laurea o aderire al fondo pensione?

Non sono alternativi. Il riscatto agisce sulla pensione pubblica e sulla data di uscita, il fondo costruisce una rendita in più. Con un budget limitato, il fondo pensione negoziale ha il vantaggio del contributo dell'amministrazione, che altrimenti perdi.

Le regole valgono anche per i docenti?

Sì. Docenti e personale ATA sono iscritti alla cassa CTPS e seguono le stesse regole: riscatto agevolato per gli anni dal 1996 in poi, domanda online all'INPS, rate con trattenuta sullo stipendio.

Cosa fare adesso

  • Se hai appena preso servizio, scarica l'estratto conto contributivo dal sito INPS e verifica che non ci siano periodi già coperti.
  • Se stai ancora cercando il tuo posto, parti dai concorsi pubblici aggiornati e controlla nelle schede stipendio quanto vale il pacchetto retributivo che ti aspetta.
  • Se prepari le prove, allenati con i quiz per materia: previdenza e pubblico impiego tornano spesso nelle domande di diritto del lavoro.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a info@piattaformaconcorsi.it.

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