La tassa di concorso è un contributo tra 10 e 15 euro che alcune amministrazioni chiedono per partecipare a una selezione pubblica. Per gli enti locali il tetto massimo resta 10,33 euro. Dal 2022 il mancato pagamento non comporta più l'esclusione automatica: l'amministrazione deve consentirti di regolarizzare.
Cos'è la tassa di concorso pubblico?
La tassa di concorso è un contributo economico che alcune amministrazioni richiedono nel bando per partecipare a una procedura selettiva. Viene chiamata anche diritto di segreteria o contributo di partecipazione. Serve a coprire una parte dei costi organizzativi: pubblicazione del bando, commissione esaminatrice, gestione delle prove.
Non è una tassa generalizzata né obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni. Ogni ente decide se prevederla nel proprio bando, entro i limiti fissati dalla legge. Per gli enti locali il riferimento storico è l'art. 27, comma 6, del D.L. 55/1983, convertito dalla L. 131/1983, che fissa il tetto in 20.000 lire (oggi 10,33 euro). Il quadro generale è poi disciplinato dal D.P.R. 487/1994 e dal D.Lgs. 165/2001.
Quanto costa partecipare a un concorso pubblico nel 2026?
L'importo cambia in base al tipo di amministrazione che bandisce. Trovi sempre la cifra esatta nel testo del bando, di solito nell'articolo dedicato alla domanda di partecipazione. Nel 2026 gli importi tipici sono i seguenti.
- Enti locali (comuni, province, città metropolitane, unioni di comuni): massimo 10,33 euro, in base all'art. 27, comma 6, del D.L. 55/1983. La maggior parte degli enti applica 10 euro tondi.
- Ministeri e agenzie centrali (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, INPS): non esiste un importo unico nazionale. La prassi consolidata è 10 euro per domanda.
- Regioni: variabile, di solito allineato ai 10 euro degli enti centrali.
- Concorso scuola PNRR3: 10 euro per ogni classe di concorso o tipologia di posto per cui presenti domanda.
- Magistratura: di regola non è prevista una tassa generalizzata; conta sempre il singolo bando.
Per i bandi attivi puoi consultare la sezione concorsi pubblici aperti, dove la voce "costo di partecipazione" è indicata nel dettaglio di ciascun bando.
Come si paga la tassa di concorso?
Quasi tutti i concorsi oggi accettano il pagamento solo attraverso il circuito PagoPA, l'infrastruttura nazionale per i pagamenti verso la pubblica amministrazione. La base normativa è l'art. 5 del D.L. 179/2012 e il Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).
Le modalità più diffuse sono queste.
- Portale inPA per i concorsi della PA centrale: la piattaforma genera un avviso pagoPA durante la compilazione della domanda.
- Pago In Rete per i concorsi del Ministero dell'Istruzione e del Merito (compreso il concorso scuola).
- App IO: inquadri il QR code dell'avviso di pagamento e paghi in pochi secondi.
- Home banking con servizio CBILL o pagoPA integrato.
- Sportelli fisici: banche, uffici postali, tabaccherie e ricevitorie autorizzate.
Dopo il pagamento ricevi una ricevuta con codice IUV. Allegala alla domanda prima dell'invio definitivo: senza la prova del versamento la candidatura risulta incompleta.
Cosa succede se non paghi la tassa entro la scadenza?
Fino al 2022 molte amministrazioni escludevano automaticamente i candidati che non avevano pagato la tassa entro la scadenza del bando. La regola è cambiata con l'art. 3 del D.L. 73/2022, convertito dalla L. 122/2022.
Oggi la regola è la seguente:
- se hai pagato in ritardo, hai pagato un importo errato o hai dimenticato di allegare la ricevuta, l'amministrazione deve invitarti a regolarizzare entro un termine assegnato;
- l'esclusione automatica per il solo difetto formale di pagamento non è più legittima;
- se ometti del tutto il versamento e non rispondi all'invito a regolarizzare, l'esclusione resta possibile.
La giurisprudenza amministrativa ha confermato più volte questa lettura, qualificando il mancato pagamento come irregolarità sanabile e non come requisito sostanziale di ammissione. Se ricevi una comunicazione di esclusione legata solo alla tassa, valuta con un legale la possibilità di un ricorso al TAR.
La tassa di concorso è rimborsabile?
La regola generale è che la tassa di concorso non è rimborsabile: copre i costi della procedura, che l'ente sostiene a prescindere dall'esito della tua candidatura. Esistono però alcune eccezioni in cui puoi chiedere indietro l'importo versato.
- Annullamento o revoca del bando da parte dell'amministrazione, prima dell'avvio sostanziale delle prove.
- Doppio pagamento o pagamento eseguito per errore (ad esempio importo superiore a quello richiesto).
- Mancato perfezionamento della procedura per cause imputabili all'ente, non al candidato.
Se non ti presenti alle prove, ritiri la candidatura o vieni escluso per mancanza di requisiti, di norma non hai diritto al rimborso. La richiesta va inoltrata all'ufficio personale dell'ente che ha bandito il concorso, allegando ricevuta di pagamento, dati IBAN per l'accredito e una breve istanza motivata. I tempi di risposta variano molto tra ente ed ente.
Esistono esenzioni o riduzioni per categorie particolari?
Nel 2026 non esiste un'esenzione generalizzata stabilita dalla legge nazionale, nemmeno per categorie tradizionalmente tutelate. Se un bando prevede agevolazioni economiche, lo fa per scelta interna dell'amministrazione o sulla base del proprio regolamento.
- Categorie protette (iscritti nelle liste della L. 68/1999): la legge garantisce riserve di posti e adattamenti delle prove, non l'esenzione dalla tassa.
- Candidati con ISEE basso: l'ISEE rileva per le tasse universitarie e scolastiche, non per i concorsi pubblici. Salvo previsione esplicita nel bando.
- Titolari di riserva o preferenza: il diritto al posto riservato o alla precedenza in graduatoria non comporta esenzione dal contributo.
Prima di pagare leggi sempre l'articolo del bando dedicato alla domanda di partecipazione. Quando l'esenzione c'è, è quasi sempre vincolata a specifici requisiti (residenza in un certo territorio, partecipazione a più procedure nello stesso ente) e va dichiarata in domanda.
Domande frequenti
Quanto costa la tassa di concorso pubblico nel 2026?
L'importo oscilla tra 10 e 15 euro nella maggior parte dei bandi. Negli enti locali il tetto è 10,33 euro per legge. Verifica sempre la cifra esatta nel bando, di solito nell'articolo dedicato alla domanda di partecipazione.
Posso essere escluso dal concorso se pago la tassa in ritardo?
No, dal 2022 l'esclusione automatica per irregolarità nel pagamento non è più legittima. L'amministrazione deve invitarti a regolarizzare entro un termine assegnato. Solo se ometti del tutto il versamento e non rispondi all'invito puoi essere escluso.
La tassa di concorso si può pagare con app IO o PagoPA?
Sì, PagoPA è il canale standard. Puoi pagare con app IO inquadrando il QR code dell'avviso, da home banking abilitato, da sportello bancario, ufficio postale o tabaccheria. Per i concorsi scuola si usa la piattaforma Pago In Rete.
Posso recuperare la tassa se non mi presento alle prove?
No. La tassa non è rimborsabile se ritiri la candidatura, non ti presenti alle prove o vieni escluso per mancanza di requisiti. Il rimborso è dovuto solo se è l'amministrazione ad annullare il bando o se hai pagato due volte per errore.
Devo pagare la tassa anche per il concorso scuola PNRR3?
Sì, il contributo di segreteria è di 10 euro per ogni classe di concorso o tipologia di posto per cui presenti domanda. Se ti candidi su più classi paghi un contributo separato per ognuna. Il pagamento si effettua tramite Pago In Rete del MIM.
Le categorie protette ex L. 68/1999 sono esenti dalla tassa?
No. La legge garantisce riserve di posti e adattamenti delle prove, ma non prevede esenzione dal contributo di partecipazione. Eventuali agevolazioni economiche vanno previste espressamente dal bando dell'ente che bandisce il concorso.
Cosa succede se l'amministrazione annulla il bando dopo che ho pagato?
Hai diritto al rimborso della tassa. Devi inviare un'istanza all'ufficio personale dell'ente, allegando ricevuta di pagamento e dati IBAN per l'accredito. I tempi di risposta variano: in genere tra 30 e 90 giorni.
Cosa fare adesso
La tassa è solo uno degli ostacoli pratici tra te e il posto. Per il resto del percorso, la piattaforma ti accompagna dal bando alle prove: trovi i bandi aggiornati dalla Gazzetta Ufficiale filtrabili per ente, regione e profilo, ti alleni con i quiz verificati su Normattiva e consulti le altre guide pratiche per ogni fase del concorso.
Questa guida è stata scritta dalla redazione di Piattaforma Concorsi e verificata su fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale, portali istituzionali). La normativa può cambiare: se trovi un riferimento non aggiornato, scrivici a supporto@piattaformaconcorsi.it.
