Se sei un dipendente pubblico e perdi un familiare, hai diritto a tre giorni di permesso retribuito per evento. Non sono tre giorni all'anno. Il contratto pubblico li riconosce ogni volta che muore il coniuge, un parente entro il secondo grado, un affine di primo grado o il convivente. È una regola più ampia di quella prevista per il settore privato.
Quanti giorni di permesso per lutto spettano nel pubblico impiego?
Tre giorni per ogni evento. La differenza con il privato è netta e conviene fissarla subito.
La legge 53/2000, all'articolo 4 comma 1, parla di «tre giorni lavorativi all'anno». È il tetto che vale per i lavoratori privati. Chi cerca informazioni online trova quasi sempre questa formula.
Nel pubblico impiego la fonte è diversa. Non è la legge, è il contratto collettivo. Il D.Lgs. 165/2001 affida ai CCNL la disciplina del rapporto di lavoro. E tutti i contratti dei comparti pubblici scrivono «giorni tre per evento».
La conseguenza è concreta. Se perdi tuo padre a marzo e tua madre a ottobre, i tre giorni ti spettano in entrambi i casi. Nel privato il secondo lutto troverebbe il tetto annuale già esaurito.
Per quali familiari spetta il permesso per lutto?
Il contratto elenca quattro categorie. Conviene leggerle con il codice civile a fianco.
- Il coniuge, compresa la parte di un'unione civile.
- I parenti entro il secondo grado.
- Gli affini entro il primo grado.
- Il convivente ai sensi dell'articolo 1, commi 36 e 50, della legge 76/2016.
I parenti di primo grado sono i genitori e i figli. Al secondo grado stanno i nonni, i nipoti in linea retta, i fratelli e le sorelle.
Gli affini di primo grado sono i parenti di primo grado del coniuge. In pratica i suoceri, i generi e le nuore.
Restano fuori gli zii e i nipoti figli di fratelli. Sono parenti di terzo grado. Resta fuori anche il cognato, che è affine di secondo grado.
Perché il suocero rientra nel pubblico e non nel privato?
Perché le due fonti usano parole diverse. La legge 53/2000 cita solo il coniuge, i parenti entro il secondo grado e il convivente. Gli affini non compaiono.
I contratti pubblici aggiungono una riga: «e gli affini entro il primo grado». Quella riga cambia la risposta per chi perde un suocero o una suocera.
C'è un secondo dettaglio che quasi nessuno spiega. L'articolo 78 del codice civile stabilisce che l'affinità non cessa per la morte del coniuge da cui deriva. Cessa solo se il matrimonio viene dichiarato nullo.
Il vincolo resta quindi anche se sei vedovo. E resta anche dopo una separazione, perché la separazione non scioglie il matrimonio.
Entro quando vanno usati i tre giorni?
Nella maggior parte dei comparti entro sette giorni lavorativi dal decesso. Il termine è scritto nel contratto, non nella legge.
Il giorno del decesso non si conta. Il calcolo parte dal giorno successivo, secondo la regola generale dell'articolo 2963 del codice civile. Se l'ultimo giorno utile cade di festivo, la scadenza slitta al primo giorno non festivo.
Attenzione a un punto molto diffuso e impreciso. Diverse fonti scrivono «tre giorni consecutivi». I contratti pubblici non usano quella parola per il lutto.
La prova sta nello stesso articolo. Per il matrimonio i CCNL scrivono «15 giorni consecutivi». Per il lutto scrivono solo «giorni tre per evento». Se il contratto avesse voluto imporre la continuità, lo avrebbe detto anche qui.
Cosa cambia da un comparto all'altro?
La regola dei tre giorni è identica ovunque. Cambiano i dettagli sulla fruizione, e sono dettagli che pesano.
- Funzioni centrali: articolo 24, comma 1, lettera b) del CCNL 2019-2021. Tre giorni per evento entro sette giorni lavorativi. Non è prevista alcuna proroga.
- Funzioni locali: articolo 40, comma 1, secondo alinea del CCNL 2019-2021. Stessi sette giorni, ma con una valvola di sfogo. In caso di motivate esigenze puoi arrivare al mese successivo a quello del decesso.
- Sanità: articolo 50, comma 1, lettera b) del CCNL 2019-2021. Tre giorni per evento entro sette giorni lavorativi.
- Scuola: per il personale di ruolo vale ancora l'articolo 15, comma 1 del CCNL 2006-2009. Qui il contratto dice espressamente «anche non continuativi» e non fissa il termine dei sette giorni. Per i supplenti la norma è l'articolo 35, comma 8 del CCNL 2019-2021.
C'è poi una differenza che quasi nessuno segnala. Nelle funzioni locali le ferie sono sospese dal lutto, per espressa previsione dell'articolo 39, comma 16. Nelle funzioni centrali la sospensione delle ferie è prevista solo per la malattia.
Il permesso per lutto è pagato per intero?
Sì. Durante i tre giorni ti spetta l'intera retribuzione.
Nel conteggio rientrano anche la retribuzione di posizione e le indennità per specifiche responsabilità. Restano esclusi il lavoro straordinario e le indennità che richiedono la presenza effettiva in servizio.
Il permesso non riduce le ferie. Vale inoltre a tutti gli effetti come anzianità di servizio.
Anche chi ha un contratto a tempo determinato ne ha diritto. Nelle funzioni locali il permesso per lutto è l'unico che non viene riproporzionato alla durata del contratto. Sotto i sei mesi di rapporto si applica però la disciplina della legge 53/2000, quindi il tetto torna a essere annuale.
Domande frequenti
Spettano i tre giorni di permesso per la morte di uno zio?
No. Lo zio è parente di terzo grado e resta fuori dall'elenco contrattuale. Puoi però usare le 18 ore di permesso per motivi personali oppure un giorno di ferie.
Il permesso per lutto vale per il suocero o la suocera?
Sì, nel pubblico impiego. Suoceri, generi e nuore sono affini di primo grado e i CCNL li includono espressamente. Nel settore privato, invece, la legge 53/2000 non li prevede.
Posso prendere i tre giorni non consecutivi?
Nella scuola sì, perché il contratto lo dice apertamente. Negli altri comparti il contratto non impone la continuità, ma fissa la finestra dei sette giorni lavorativi. Concorda le date con il tuo ufficio del personale.
Sabato e domenica rientrano nei tre giorni?
Il permesso sostituisce una giornata di lavoro. Se il sabato e la domenica non sei in servizio, non consumi il permesso. Per chi lavora su turni il ragionamento va fatto sul proprio orario, non sul calendario.
Quale documento devo presentare?
Il contratto chiede che l'evento sia debitamente documentato. Nella pratica basta l'autocertificazione del decesso, perché l'amministrazione non può chiederti certificati che detiene o può acquisire d'ufficio. Verifica comunque il modulo interno del tuo ente.
Cosa succede se il lutto arriva mentre sono in ferie?
Negli enti locali le ferie si sospendono e i giorni non vengono consumati. Nelle funzioni centrali il contratto non prevede questa sospensione. In quel caso presenta subito la richiesta di permesso e segnala la sovrapposizione.
Se ho due lutti nello stesso anno, i giorni raddoppiano?
Sì. Nel pubblico impiego i tre giorni sono legati all'evento, non all'anno solare. Due eventi distinti danno diritto a due permessi distinti.
Cosa fare adesso
Parti sempre dal tuo CCNL, perché il comparto cambia i termini di fruizione. Poi presenta la domanda al tuo ufficio del personale entro la finestra prevista.
Se stai ancora preparando un concorso, conoscere questi istituti ti aiuta due volte. Sono materia d'esame nelle prove sul pubblico impiego e sono diritti che userai una volta assunto.
- Trova il bando giusto tra i concorsi pubblici aggiornati.
- Allenati sulle domande di diritto del lavoro pubblico con i quiz per concorsi.
- Approfondisci gli altri permessi con la guida su legge 104 e dipendenti pubblici.
- Leggi come funziona il congedo matrimoniale, disciplinato dallo stesso articolo del contratto.
- Controlla quanti giorni di ferie ti spettano e come si sospendono.
- Vedi le regole su malattia e comporto per non confondere gli istituti.
Questa guida ha scopo informativo e riporta la disciplina vigente alla data di pubblicazione. I contratti collettivi e i regolamenti interni possono prevedere condizioni di dettaglio diverse. Per il tuo caso specifico rivolgiti all'ufficio del personale del tuo ente o a un consulente del lavoro.
